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Cosov Under 15, cambio in panchina: Andrea Rocatello prende il posto di Vincenzo Piffarerio

Roccatello-VimercateseO
A sorpresa arriva il cambio in panchina in casa Cosov per quanto riguarda la formazione dei 2006 di Vincenzo Piffarerio e Dino Rinaldi. I due tecnici hanno deciso di lasciare il loro ruolo nelle scorse settimane a causa di motivi personali, scelta che è stata accolta dalla società cosi come certificano le parole del direttore sportivo Lucio Bertucco: «Purtroppo abbiamo dovuto accettare la scelta dei nostri due tecnici di abbandonare il loro ruolo in questo momento delicato a causa di motivi personali. Ovviamente è una scelta dolorosa perché Vincenzo e Dino, negli ultimi anni, hanno fatto un lavoro eccezionale prima con la formazione dei 2005 e ora con i 2006 dove hanno saputo amalgamare in poco tempo un gruppo composto da tanti nuovi ragazzi facendoli crescere anche sul piano tecnico». La società però non è rimasta ferma e si è fatta trovare pronta trovando da subito un degno sostituto nella figura di Andrea Rocatello. «Crediamo che Andrea sia una figura importante e di grande spessore. - cosi continua lo stesso Bertucco - In questo momento non è facile trovare allenatori disponibili e siamo stati fortunati nel trovare la sua disponibilità. Crediamo sia l'allenatore giusto per questi ragazzi, sopratutto perché molti di loro li aveva già allenati nel biennio degli esordienti con la Vimercatese Oreno». Andrea Rocatello è una figura di spicco del calcio lombardo visto il suo passato importante prima da giocatore poi da allenatore che lo hanno portato a vestire le maglie delle formazioni più rinomate del nostro calcio. «Ho avuto la fortuna di giocare sin da subito in una formazione di prestigio come è l'Aldini che in quegli anni era nel circuito del Milan. Con questa maglia, da ragazzo, ho vinto due titoli: prima il titolo nazionale con i giovanissimi nel 1992 e l'anno successivo il campionato lombardo nella categoria allievi. Successivamente ho avuto il privilegio di giocare nel campionato Berretti con la maglia della Solbiatese. Fui vicino ad andare al Parma ma il Milan non volle cedere il mio cartellino e persi la possibilità di raggiungere il calcio professionistico. La mia carriera da giocatore mi ha portato a confrontarmi con le realtà dell'eccellenza e della promozione con le maglie dello Sporting San Donato, La Spezia e Naviglio Trezzano. Il mio percorso da allenatore è iniziato poco dopo la fine della mia carriera da calciatore. Da subito ho avuto la possibilità di allenare a San Biagio la Juniores provinciale. L'esperienza che più mi ha formato è stata quella con il Romano Banco: qui ho avuto la possibilità prima di fare da assistente in prima squadra e successivamente di vivere 3 anni bellissimi con il gruppo esordienti che ancora mi porto dentro. Il lavoro, poi, mi ha portato a trasferirmi a Vimercate. Forte del mio patentino UEFA C ho avuto l'opportunità di confrontarmi con la realtà della Vimercatese Oreno. Qui presi il gruppo degli esordienti che ho poi seguito fino all'esordio nel calcio a 11 nella categoria dei Giovanissimi». Ora per lui la nuova sfida, con un gruppo che in parte già conosce. La Cosov, infatti, quest'anno puntava a fare una stagione di livello come settore agonistico e il gruppo dei 2006 era stato rafforzato con alcuni componenti ex Vimercatese Oreno allenati proprio dal neo tecnico. «In principio avevo deciso di prendermi un anno di pausa. Quando però mi è stata fatta questa proposta non ho potuto che accettare. Mi affeziono tanto ai ragazzi che alleno, e aver la possibilità di trovare nuovamente alcuni dei miei ex ragazzi era un opportunità che non potevo farmi sfuggire. La cosa migliore sarebbe stata prendere in mano il gruppo già da Settembre ma il momento cosi delicato fa si che si possa ripartire da zero per certi versi. Iniziare in un periodo cosi delicato ovviamente non è il massimo: gli allenamenti individuali ci permettono solo in parte di lavorare come davvero vogliamo e siamo limitati su certi aspetti. Questa settimana ho avuto la possibilità di confrontarmi con questo gruppo in due occasioni. I primi allenamenti mi hanno fatto scoprire un gruppo unito e dalle importanti qualità tecniche. Ci sono delle buone qualità e le prime impressioni sono tutte positive. Allenare per me è cercare di trasmettere ai ragazzi quelle che sono state le mie esperienze da giocatore prima e da allenatore poi. Per me il calcio è insegnare ai ragazzi cosa vuol dire essere un gruppo e crescere assieme, poi i risultati se arrivano è tanto di guadagnato».
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