Cerca

L'intervista

Ponte San Pietro, Ilario Di Nicola: «Arrivo in una società che è un punto di riferimento nella zona, non vedo l'ora di iniziare»

Il nuovo tecnico dell'Under 15 blues non nasconde la voglia di tornare al timone di una squadra 18 mesi dopo l'ultima volta, ai tempi della Virtus

Ilario Di Nicola, Ponte San Pietro

Ilario Di Nicola, ex tecnico della Virtus Ciserano Bergamo, ora a capo dell'Under 15 del Ponte San Pietro

Ripetiamo insieme, ancora una volta: Alessandro Tonani all'Alcione, Cristiano Gazzola al Cimiano, Ilario Di Nicola al Ponte San Pietro. Parliamo di tre dei movimenti di mercato più rappresentativi di questa estate, i quali hanno contribuito a rimescolare le carte per quanto riguarda le cosiddette "big" del calcio regionale. Se per Tonani l'approdo all'Alcione è un ritorno a casa e per Gazzola quello al Cimiano rappresenta una sfida stimolante, il passaggio di Di Nicola al Ponte San Pietro ha tutto per essere definito l'inizio di un nuovo capitolo per la carriera pluriennale (e plurititolata) del tecnico nativo di Avezzano. L'ex Virtus Ciserano Bergamo è stato scelto per l'Under 15 Élite blues, andando così a completare lo staff tecnico dell'agonistica composto da Pirovano (Under 17), Gargantini (Under 16) e Scotti (Under 15).

The start of a new era. Per il Ponte San Pietro, che si è assicurato uno dei tecnici più vincenti della Lombardia. Per lo stesso Ilario Di Nicola, che torna in panchina esattamente 18 mesi dopo l'ultima volta: «La mia ultima uscita in panchina - racconta l'allenatore abruzzese - risale al 23 febbraio del 2020. Un periodo lungo e faticoso, dal quale però ne sono uscito in un momento preciso. Parlo del match interno tra la Juniores e l'Under 17 del Ponte: l'odore dell'erba sintetica sotto il sole è impagabile, ero davvero contento della semplicità che c'è nel vedere una normale partita di calcio». Se il test match interno tra le due squadre blues è stato un primo assaggio del ritorno in pista, quello ufficiale avverrà probabilmente attorno al 18 agosto, non senza emozioni: «Per scaramanzia - scherza Di Nicola - ho evitato che iniziassimo la preparazione martedì 17. Tornare in panchina mi renderà davvero felice, anche se devo dire che la sensazione è che non sia stato mai davvero fermo. In generale si è giocato poco questa stagione, dunque posso dire che non mi sono perso granché».

Prima rivali poi amici. Una storia sentita e risentita, che torna di moda con il matrimonio tra Ilario Di Nicola e il Ponte San Pietro. Partendo dalla rivalità, tale dualismo nasce da tempi non sospetti: «Avendo giocato nel Mapello da piccolo - prosegue il tecnico - ho sempre visto il Ponte come la squadra da battere. Quando giocavamo contro di loro era come giocare contro l'Atalanta: per noi di queste zone rappresenta a tutti gli effetti un vero e proprio punto di riferimento». È ora tempo dell'amicizia, che tuttavia somiglia più a un vero e proprio matrimonio. Per le modalità: «Sono stato vicinissimo al Ponte San Pietro già la scorsa estate - racconta Di Nicola - ma poi ho preferito restare fermo un anno». Per i protagonisti: «Ho trovato persone competenti e super disponibili come Beretta, Villa e Perico - prosegue il tecnico - i quali sono stati importanti nel mio passaggio al Ponte». Per il significato: «Entrare a Ponte da tecnico e non da avversario - puntualizza l'abruzzese - è una sensazione strana. Mi sento un po' come cambi villaggio vacanze dopo una vita passata nello stesso posto: l'ingresso lo sto facendo ovviamente in punta di piedi».

La terza big. Prima Villa Valle, poi Virtus Ciserano Bergamo, infine Ponte San Pietro. Un tris degno di Edgar Davids o Andrea Pirlo, entrambi - tra gli altri - protagonisti con le tre squadre più blasonate e titolate d'Italia: Inter, Milan e Juventus. Il protagonista ora è però Di Nicola, che non nasconde gli stimoli attorno questa sua nuova avventura: «Non vedo davvero l'ora di iniziare, soprattutto in una società come questa. Il Ponte storicamente ha sempre fatto bene: sia come strutture che come squadre sono i numeri uno, passando poi a un settore giovanile di grandissimo livello. Credo sia la scelta migliore che potessi fare, sia come importanza che come vicinanza e comodità da casa». L'esperienza a Ponte arriva dopo una trafila quasi decennale alla Virtus Bergamo, diventata poi Virtus Ciserano Bergamo nella sua ultima stagione in panchina: un ciclo vincente e che ha reso grande Di Nicola. Dai due titoli regionali in Under 16 agli altrettanti trionfi al Torneo Cassera, passando per stagioni che hanno visto i bergamaschi assoluti protagonisti. Il tutto unito all'occhio attento che ha sempre contraddistinto il tecnico abruzzese, il quale è stato regista della favola di Nicola Nessi. Nato centrale difensivo, proprio un'idea di Di Nicola l'ha trasformato in un terzino che abbina fisicità ad una grande potenza: doti che gli hanno permesso di esordire in Serie D proprio con i rossoblù. «Alla Virtus ho lasciato persone e ragazzi eccellenti - racconta il tecnico - e l'esempio è lo stesso Nessi. Ai tempi di Ghisleni posso dire di aver avuto carta bianca nelle scelte tecniche, mi davano per pazzo quando spostai Nicola (Nessi, ndr) terzino ma poi ebbi ragione».

Il 2020. Inutile girarci attorno: il 2020, chi più chi meno, ha toccato tutti noi. L'annata dello stesso Di Nicola è stata caratterizzata fortemente da questa situazione senza precedenti: «Per me il 2020 è stata un'annata davvero complicata, la quale mi ha portato via molto», racconta il tecnico. Per questo l'essere tornato in campo, con il Ponte San Pietro e nello sport che unisce più di qualunque altro, non può non rappresentare una svolta importante. Tecnica, come detto precedentemente, ma anche umana. «La vita è la partita più importante da giocare e da vincere», conclude Di Nicola.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400