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Pro Sesto Under 15, Nello Russo fissa l'obiettivo: «Vogliamo fare un campionato di vertice»

Nello Russo Pro Sesto Under 15
Nello Russo, 39 anni, dopo una carriera da calciatore, nel 2014 ha appeso gli scarpini al chiodo e ha iniziato una nuova vita: da allenatore. Dopo sei anni di Inter, nel ruolo di assistente collaboratore, nel luglio 2020 è arrivata una nuova sfida: la Pro Sesto. E l’inizio di campionato della sua Under 15 è stato scoppiettante: due vittorie consecutive, sei punti su sei disponibili, otto gol realizzati e soltanto due subiti. Dopo sei anni, ha deciso di cambiare squadra, approdando alla Pro Sesto. Com’è nata quest’occasione? «In realtà è stata una scelta presa in comune con la società. Avevo voglia di allenare e di mettermi in gioco dopo tante esperienze all’Inter come collaboratore assistente. Quindi c’è stata questa possibilità con la Pro Sesto e ho deciso di prenderla al volo, con molto entusiasmo». Avete iniziato alla grande questo nuovo campionato, guidando la testa della classifica ed entusiasmando per gioco e risultati: qual è il suo giudizio su questa partenza? «Il giudizio è sicuramente positivo, anche se purtroppo questa pandemia ci ha stroncato un po’ le gambe. Non tanto a livello calcistico, ma a livello mentale. Adesso, faccio fatica a dare dei giudizi, perché si è lavorato comunque male. Nonostante avessimo lavorato poco meno di due mesi, si è lavorato comunque con delle problematiche, legate a delle assenze. Se si fosse lavorato in maniera differente, sarebbe stato diverso. Purtroppo, è andata così, e bisogna attenersi alle regole del governo e aspettare che tutto finisca. Ma tutto sommato il giudizio è positivo». La Pro Sesto, dopo un’assenza durata dieci anni, è tornata nei professionisti. C’era il timore di trovare delle difficoltà in un campionato così difficile come quello dei nazionali? «Sinceramente, non ho mai pensato a questo. Non credevo che ci fosse uno scotto iniziale, e così è stato poi sul campo. La rosa è composta anche da ragazzi provenienti dall’Inter, che hanno sicuramente un po’ di esperienza. Alla fine, la differenza la fanno i ragazzi, con la loro qualità. Io, tutto sommato, ho un gruppo che definirei soddisfacente, e non ho mai temuto questo fattore». La squadra come sta? Come state vivendo questo periodo così duro? «La squadra sta bene. Come in tutti i contesti, anche da noi ci sono stati dei casi di positività, anche se indirettamente. Adesso, ci siamo strutturati con delle sedute atletiche settimanali con il nostro preparatore atletico. Ci vediamo sulle piattaforme digitali e ci salutiamo lì. È l’unico modo per poter stare assieme». Nella speranza che si possa tornare presto a giocare, qual è l'obiettivo che volete raggiungere in questa stagione? «Al di là del fatto che bisogna sempre valorizzare i ragazzi nella loro formazione, è chiaro che quando sei lì inizi a ballare. E vuoi ballare bene. Abbiamo voglia di fare un campionato di vertice, perché abbiamo constatato insieme ai ragazzi che possiamo dire la nostra. Dove arriveremo non si sa, le concorrenti forti ci sono, e quindi sarà un bel campionato (qualora dovesse farsi). Successivamente, speriamo di arrivare alle fasi finali. Ma quello sarà un altro discorso. Iniziamo a fare bene questo campionato e ad arrivare il più in alto possibile. Abbiamo tutte le possibilità per poterlo fare».
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