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Under 15: è Savastano la ricetta per le ambizioni del Laveno

Giuseppe Savastano Laveno u15

Giuseppe Savastano Laveno u15

Non è iniziata nel migliore dei modi l’avventura del Laveno nel campionato under 15: la prima giornata ha visto infatti la squadra bianco azzurra farsi rimontare dopo il vantaggio iniziale, cadendo per 3-1 contro l’Arsaghese. Non ha timori però il nuovo tecnico Giuseppe Savastano, che nonostante il poco tempo a disposizione con la squadra si mostra parecchio ottimista: «Anche se il tempo per lavorare con i ragazzi fin ora non è stato tantissimo, da una prima impressione posso dire di avere a disposizione una bella rosa: sono 23 giocatori, con molte qualità sia fisiche che tecniche. Penso che, nonostante il primo passo falso con l’Arsaghese, questa squadra, se lavora bene, possa arrivare tranquillamente tra le prime tre del campionato». Ha a disposizione i giusti ingredienti dunque Savastano, lui che con la sua passione per la gastronomia, da più di 20 anni si occupa di bar e ristoranti, e che per molto tempo ha dovuto accantonare il calcio, l’altra sua grande passione, proprio per concentrarsi sulle sue attività. Tuttavia, ad un certo punto della sua vita, il richiamo dei campi da gioco si fa sentire e con coraggio decide di rimettersi in gioco. Lo fa ripartendo da una squadra ed una società non banale: tramite Cosimo Bufano (allora direttore sportivo) inizia ad allenare nel settore giovanile del Varese: quattro anni in bianco-rosso, dove segue per due anni i Pulcini e per due anni gli Esordienti, dove oltre che a far crescere i ragazzi cresce anche lui in prima persona come allenatore. Ecco che allora Luino sembrava il posto giusto per potersi confermare definitivamente, dopo la chiusura del ciclo con il Varese, ma purtroppo il feeling tra Savastano e questa avventura non riesce a consolidarsi e così l’addio a fine stagione si consuma inesorabilmente. Un addio che però non gli spegne affatto l‘entusiasmo, ma anzi lo accresce ancora di più, in vista del nuovo progetto che quest’anno lo vede a Laveno alla guida dell’ under 15: una categoria particolare, in cui i ragazzi iniziano a passare da un tipo di calcio ad un altro, come spiega l’allenatore: «In queste categorie, quando i ragazzi iniziano a passare al calcio a 11, inizia una sorta di selezione naturale, perché comunque si inizia a fare sempre più sul serio, e conquistarsi un posto non è sempre semplice: io cerco di trasmettere ai ragazzi questo impegno e questa sorta di competizione, perché bene o male tutti sono dei bravi calciatori, ma per fare la differenza è la testa che conta». Un lavoro sui calciatori che è alla base della sua filosofia di gioco, dove i veri protagonisti non sono tattiche e schemi ma estro e fantasia dei giocatori: «Non ho nessun modulo o schema che prediligo. Per me una squadra deve partire da una difesa a 4 e poi semplicemente giocare. Certo qualche schema poi bisogna averlo, però sono dell’idea che alla fine sono semplicemente i giocatori a fare la differenza, per questo cerco di ottenere il meglio da ognuno di loro, anche nei dettagli sia calcistici che comportamentali. L’aspettativa quest’anno è sicuramente quella di fare bene, perché il gruppo ne ha le capacità: quello che voglio vedere è una squadra che lotta, che si aiuta e che riesca a mettere in campo quello che si prova in allenamento. Facendo così sono convinto che i risultati poi arriveranno». Un progetto ambizioso dunque, che vede il Laveno ed il suo allenatore vogliosi di costruire qualcosa di importante e di dimostrare che la sconfitta sull’Arsaghese è stata semplicemente un piccolo incidente di percorso, per una stagione da protagonisti.
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