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Gavirate Under 15, Giroldi: «Ai ragazzi serve autostima, speriamo di tornare presto ad allenarci»

costantino giroldi
«I ragazzi devono rendersi conto che possono farcela»: questo il messaggio dell'allenatore Costantino Giroldi per i propri ragazzi del Gavirate. Il campionato era partito con una sconfitta, ma Giroldi è convinto che i suoi ragazzi possano giocarsela. Il tecnico ha esordito raccontando la sua storia, caratterizzata da un lungo passato da calciatore: « Ho cominciato a giocare da bambino e come molti ho iniziato all'oratorio. Lì facevamo campionati CSI a 7. Ho subito capito che quello sarebbe stato il mio sport e così ho cominciato a fare dei provini, dopo tre tentativi sono entrato nel Varese nel 1967. Ai tempi il Varese era in Serie A e noi del settore giovanile eravamo in stretto contatto con i calciatori della prima squadra. Avevo legato molto soprattutto con il grande Pietro Anastasi. Dopo 2 anni al Varese mi hanno mandato in prestito al Bosto, che ai tempi era la seconda squadra di Varese. Con loro sono stato 2 anni. Subito dopo sono stato a Induno, Somma, Vergiate, insomma, ho girato un po' di squadre del Varesotto. La categoria più alta che ho fatto è stata la Prima Categoria. Sono comunque stato in grado di togliermi diverse soddisfazioni, quindi non mi posso lamentare, anzi, sono parecchio contento di quello che ho fatto. L'unica cosa che mi dispiace davvero è il non essere riuscito a restare nel Varese; a quell'epoca lavoravo di giorno e studiavo la sera, era molto difficile riuscire a rispettare sempre gli allenamenti e concentrarmi a dovere». Giroldi ha poi raccontato di come è diventato un allenatore: «Tutto è nato quando ha cominciato a giocare mio figlio e ho iniziato a fare l'accompagnatore. Poi quando lui si è trasferito al Bosto c'era un allenatore che mi ha chiesto di fargli da secondo, ho fatto un po' di esperienza come vice e ho capito che mi sarebbe piaciuto fare il mister. La prima squadra che ho allenato effettivamente sono stati i pulcini del Varese nel 2009, poi sono passato agli Esordienti. Una sera, però, mi chiama il presidente della Malnatese e mi chiede di allenare gli Allievi; io ho accettato subito, ma la sera stessa mi chiama il presidente della CasMo per chiedermi di allenare la prima squadra, offerta che non potevo rifiutare. Nel 2014 sono andato a Induno ad allenare gli Esordienti e sono stato poi a Binago dove ho seguito gli Allievi; in quel campionato siamo arrivati terzi, avevo una bella squadra. In seguito ho fatto anche due anni a Lurate Caccivio all'Itala. Prima di arrivare a Gavirate ho sono stato nella Malnatese dove ho allenato anche la prima squadra oltre a qualche gruppo del settore giovanile». Giroldi ha poi descritto il suo lavoro, il lavoro di un tecnico a cui piace lavorare con i giovani: « A me piace lavorare molto con i ragazzi, nei settori giovanili, infatti le categorie più belle per me sono Esordienti e Giovanissimi; a quell'età ti seguono, ti ascoltano e c'è una grande possibilità che si formi un bel gruppo. Devo comunque dire che non mi lamento di nessuna delle squadre che ho avuto in mano, c'è sempre stato un clima di rispetto e amicizia. Per quanto riguarda i sistemi di gioco dipende dalla categoria, gli Esordienti giocano per la prima volta a 11 e per la loro categoria si usa sempre il 4-4-2, modulo molto semplice. Poi man mano che si sale di categoria è oportuno cambiare anche sistema, passare magari al 4-2-3-1, che resta, tra l'altro, il modulo che più mi piace. Il gruppo di ragazzi che ho quest'anno ha sicuramente bisogno di autostima. I ragazzi devono certamente lavorare, perché sotto alcuni aspetti sono ancora un po' indietro, ma hanno innanzitutto bisogno di essere incentivati; devono rendersi conto che possono riuscire a fare dei buoni risultati se ci credono davvero. Sono ragazzi che sono stati un po' trascurati, perché quando la società ha tanti tesserati, deve fare anche delle scelte, ma io ho visto il gruppo e non è per niente male. La prima partita la abbiamo persa 2-1, ma abbiamo fatto un'ottima prestazione e abbiamo sbagliato un calcio di rigore negli ultimi 5 minuti». «Difficile predire quando si potrà riprendere in sicurezza» - conclude il mister parlando dell'ormai infinito stop - «La situazione è questa, è inutile fare polemiche o cercare di affrettare i tempi. Dobbiamo attenerci alle disposizioni e sperare di poter tornare al più presto sui campi. Forse ad aprile si riprenderà, ma non si conoscono ancora le modalità, anche perché credo sia inutile riprendere i campionati, non avrebbe neanche senso, magari si potrà fare qualche torneo, chissà. Io ai ragazzi ho mandato dei video per lavorare durante lo stop e per mantenere un minimo di forma. Un po' di corsa, qualche esercizio da fare in casa magari: l'importante è muoversi; poi magari non tutti hanno il campetto sotto casa per fare anche due tiri con qualche amico, ma è meglio di tornare ad allenarsi completamente fuori forma e senza preparazione. La ripresa non sarà difficile, perché la voglia di tornare a giocare sarà tanta, quindi ci sarà sicuramente entusiasmo da parte di tutti. Io sabato sarò a Gavirate con i ragazzi per un allenamento, vedremo se sarà possibile ricominciare anche con quelli. Le prossime settimane saranno decisive».
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