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Nuova Fiamme Oro Under 15, Mancuso: «Ormai quest'anno è finito»

Nuova Fiamme Oror Under 15
«Squadra competitiva, fermata sul più bello» queste le parole di Gabriele Mancuso, tecnico della Nuova Fiamme Oro Under 15. I ragazzi, secondo Mancuso, sarebbero stati sicuramente in grado di disputare un buon campionato provinciale, nonostante il Girone C fosse molto competitivo. Lo stop, però, ha bloccato tutto il progetto e ora anche allenarsi non è più possibile. Mancuso ha esordito raccontandoci della sua storia, del suo passato calcistico e della sua transizione da giocatore ad allenatore, anche grazie a suo figlio: «Io non ho una grandissima esperienza come calciatore, non ho giocato a grandissimi livelli.  Ho cominciato a giocare anche io da molto piccolo, ho fatto tutti i settori giovanili da ragazzo, ma ho continuato anche da adulto, avevo una grande passione e sono arrivato a giocare fino in Seconda Categoria. Successivamente sono diventato papà e quando nasce un figlio è tutto diverso, il tempo era diventato quello che era, così ho deciso di ritirarmi e smettere di giocare. Quando mio figlio è cresciuto ha avuto la stessa passione che avevo avuto io: voleva giocare a calcio; ha quindi cominciato a giocare in una squadra dell'oratorio a Lonate Pozzolo. Ho iniziato a seguire lui come genitore e riavvicinarmi così al mondo del calcio mi ha fatto pensare che non avrei mai voluto abbandonarlo. Circa tre anni dopo mio figlio si è trasferito alla Nuova Fiamme Oro e io ho chiesto al presidente dell'epoca se avessi potuto essere io l'allenatore; la mia proposa è stata accolta e accettata, ora sono praticamente cinque anni che sono in questa società». Il tecnico ha poi parlato della squadra e degli obiettivi di una stagione che sembra non dover riprendere mai: « Quando l'anno scorso ci hanno fermato la prima volta, la squadra era bella. Vavevamo ingranato bene, giocavamo bene a calcio, avevamo fissi anche i nostri obeittivi: eravamo secondi in campionato ed eravamo usciti ai quarti di finale del Trofeo Sprint e Sport. Abbiamo gli stessi ragazzi della scorsa stagione, nessun nuovo innesto. Nel gruppo c'è anche qualche bel talentino che spicca sugli altri: il nostro capitano, centrale difensivo, è nettamente sopra la media come capacità e anche in attacco abbiamo una coppia di punte formidabili. Eravamo anche partiti alla grande con una bella vittoria in trasferta contro il Nuova Abbiate; poi però ci hanno bloccato tutti nuovamente e ora siamo fermi da un bel po'.  Ormai quest'anno è finito; io spero che a settembre ci siano le condizioni per poter riprendere in sicurezza, ma ne dubito fortemente, sarà difficile. Questi ragazzi hanno praticamente perso due anni. Alcuni, anche della nostra società, scoraggiati dalla situazione hanno deciso di appendere le scarpe e smettere di giocare; se si pensa alla giovanissima età di questi ragazzi sono avvenimenti che mettono tristezza. Un mesetto fa avevamo ricominciato con gli allenamenti, rispettando tutte le norme e cercando ugualmente di far tornare il sorriso a questi ragazzi: settimana scorsa, però, entrando in "arancione rinforzato" abbiamo di nuovo sospeso tutto e ora il contesto sta diventando quasi tragico per il nostro mondo. Per quanto riguarda gli schemi di gioco non ne ho uno in particolare: in base ai ragazzi che ho scelgo di disporli in campo nel modo che più ritengo opportuno, anche in base al tipo di partita che bisogna affrontare. Ai ragazzi vorrei insegnare quello che da più giovane i miei allenatori hanno insegnato a me. Va bene giocare a pallone, ma la cosa più importante e che dovrebbe sempre essere in primo piano è apprendere il concetto che il calcio è un gioco di squadra e che è fondamentale che ci sia uno spogliatoio unito con un gruppo unito; solo così si può lavorare bene e con serenità». Sembrava essere iniziata una tregua con la ripresa degli allenamenti, ma questa maledetta pandemia pare non voler dar pace a nessuno: «Quando abbiamo ripreso gli allenamenti i ragazzi erano entusiasti, poi però sono rimasti un po' spiazzati dalle varie regole che ci hanno imposto su queste sessioni: distanziamenti, portamento palla individuale, niente partitella, fino ad arrivare a sospendere tutto di nuovo; insomma, tanto valeva non farci allenare dandoci solo l'illusione di essere alla fine del tunnel. Abbiamo fatto in tempo a fare giusto quattro allenamenti. Io alla fine degl esercizi cercavo di far fare ai ragazzi anche dei giochi, sempre a livello individuale, per cercare di dare un po' di positività all'ambiente asettico, ora però siamo praticamente punto e a capo. Durante lo stop il nostro preparatore mandava dei video ai ragazzi con degli esercizi da fare, con anche cose che si potevano tranquillamente fare da casa; un progetto carino, che a questo punto credo riprenderà. Questi ragazzi hanno solo bisogno che qualcuno li metta in un campo e gli lanci un pallone dicendo: "è tutto finito": sono sicuro che nessuno avrà problemi a riprendere, anzi, mi immagino nient'altro che entusiasmo. Da un punto di vista atletico bisognerà ripartire quasi da zero, ma lo mettiamo già in conto, anche perchè i ragazzi sono in una fase di crescita dove anche i muscoli crescono e cambiano».
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