Cerca

Dalla Nazionale all'under 15 dell'Olimpia Ponte Tresa: il percorso di Filippo Montesanti, tra un passato agrodolce e un futuro da scrivere

Olimpia Ponte Tresa U15

Olimpia Ponte Tresa U15

Quante volte, specialmente nel mondo del calcio, ci si è chiesti come sarebbero andate certe partite o certe carriere se… Se quel pallone fosse entrato, se non ci fosse stato quell’infortunio, se ci fosse stata la testa giusta... Insomma, tutta una serie di domande che ci fanno pensare a realtà che non si avvereranno mai, ma su cui, in qualche modo, è bello fantasticare un po’. Ecco questo grande “ se” è presente anche nella vita di Filippo Montesanti, che da calciatore è arrivato alla soglia del calcio dei grandi, senza però riuscire a passare definitivamente il portone. Una carriera che inizia dalla sua città natale, a Luino, ma che molto presto si sposta nel settore giovanile del Varese, all’epoca nel giro del calcio professionistico. Inizia da qui una scalata che lo porterà a militare in tutta la trafila della cantera biancorossa, con l’apice raggiunto nella stagione 1995, con la convocazione dell’attuale tecnico dell’under 15 Romeo Benetti per degli stage con la Nazionale Italiana. Sembra il preludio ad una carriera luminosa, ma è qui che il grande “se” di Montesanti fa la sua comparsa: arrivato alle soglie della Prima squadra infatti, il salto in quello che è il calcio professionistico non riesce ad avvenire, con il conseguente passaggio in Eccellenza tra le fila del Verbano prima, ed in Promozione con la Cadrezzatese poi, per finire ad appendere le scarpe al chiodo a 26 anni dopo le ultime esperienze nel campionato svizzero. Una carriera che sarebbe potuta essere, ma che poi non è stata, con quel grande “se”, che, come ci racconta proprio Montesanti, ogni tanto è oggetto di pensiero anche del diretto interessato: « Non posso dire di non avere rimpianti, perché quando arrivi quasi a toccare il mondo dei professionisti, per di più dopo essere passato anche dalla Nazionale, è ovvio che l’ambizione di arrivare in alto c’è. Ho avuto la sfortuna di avere a che fare con compagni e avversari molto forti, tra cui anche gente come Maccarone e Pirlo, che poi hanno avuto un futuro nei professionisti e che diciamo, sono stati per me una concorrenza molto dura. Tuttavia, se ora mi riguardo indietro posso comunque dire di avere avuto la mia mini carriera, conoscendo persone ed allenatori fantastici che hanno reso ad ogni modo questo percorso una bellissima esperienza». Un percorso che si è sì interrotto per quanto riguarda il calcio giocato, ma che ha preso oggi la direzione della panchina. Dopo le buone esperienze con Laveno, Tre Valli e Luino, è infatti l’Under 15 dell’Olimpia Ponte Tresa la nuova tappa di Montesanti, arrivato nell’estate scorsa con una buona dose di entusiasmo, ma che è stato costretto poi a scontrarsi con questa anomala stagione. Nonostante il poco tempo fin qui avuto però, il tecnico si è comunque fatto un’idea positiva del suo gruppo: « Quando sono arrivato quest’estate purtroppo ho dovuto raccogliere le scorie del primo lockdown, poiché un po’ ragazzi avevano deciso di smettere. Tuttavia, siamo partiti in modo coraggioso, facendo una buona preparazione in vista dell’inizio del campionato, che è risultata poi vana visto la sospensione dopo appena la prima giornata. Ad ogni modo ritengo sia un gruppo molto buono, in cui c’è molta voglia, tant’è che quando si sono potuti riprendere gli allenamenti ho avuto tantissima partecipazione ed entusiasmo dai ragazzi. Sono convinto che si può e si potrà fare un bel percorso con loro». Una convinzione legittima la sua, sia per il buon tasso tecnico della squadra, ma anche perché i giocatori ci hanno messo poco ad entrare in confidenza con la sua filosofia ed il suo modo di allenare, che trova spunti proprio dalle sue esperienze da calciatore: « Nell’ultimo allenamento che abbiamo fatto mi era stato fatto un commento da un mio ex compagno che allena con me all’Olimpia, che mi aveva detto “Ma ti alleni anche tu?”. Ecco, questa frase racconta un po’ quello che il mio stile di allenatore, perché quando siamo in campo cerco di essere il primo esempio per i ragazzi, mettendomi anch'io spesso in gioco, spronandoli a dare il massimo a prescindere da quelle che sono le loro qualità. È una filosofia che in qualche modo ho fatto mia ispirandomi e confrontandomi con i fantastici allenatori con cui ho avuto modo di lavorare come Vito de Lorentiis, Pino Papa, Ambrogio Borghi ed Ernestino Ramella, i quali mi hanno lasciato tanto». Ed è proprio da questa filosofia che Montesanti ripartirà con la sua Under 15, portando avanti un percorso che fin qui è stato costretto a procede a singhiozzo, ma che nonostante questo ha mantenuto intatti quelle che sono le ambizioni e gli obiettivi di questo gruppo: « Quando arrivi in una squadra nuova, prima ancora che sugli obiettivi la concentrazione è sulla squadra e su materiale che si ha a disposizione. Una volta conosciuto il gruppo poi inizi a partire, cercando di capire come impostare le tue regole ed il tuo lavoro con i giocatori. Quando ripartiremo abbiamo un ottima squadra per cercare di fare bene, poi logico, tutti vogliono vincere, ma l’obiettivo è quello di poter far esprimere ai ragazzi un calcio che li possa fare crescere in ottica futura; se lavoreremo bene sotto questo punto di vista, sono convinto che poi anche le vittorie verranno di conseguenza».
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400