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Sestese Under 15: schemi, idee e principi della squadra di Paolicelli, l'allenatore che unisce esperienza e gioventù

sestese u15

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Parlare di allenatore d’esperienza a soli 24 anni potrebbe sembrare quasi paradossale ed utopistico, una condizione praticamente impossibile in cui all’intraprendenza giovanile si affianca l’esperienza di anni passati sui campi. Una specie di regola invalicabile, che però, come tutte le regole, presenta un’eccezione, che in questo caso risponde al nome di Mattia Paolicelli. Sono infatti 24, come detto, le candeline da lui spente: un’età giovane per un calciatore, figurarsi per un allenatore, ma che nonostante questo non gli ha impedito in questi ultimi dieci anni di crescere ed apprendere i trucchi del mestiere. Si esatto, perché l’inizio di questa sua carriera è datato ormai quasi dieci anni fa, quando dei problemi asmatici sentenziano il suo abbandono al calcio giocato, con la naturale conseguenza del passaggio dal campo alla panchina a soli 15 anni. L’inizio è nel campionato CSI, dove inizia a prendere confidenza con questo nuovo ruolo, e dopo cinque anni di apprendistato, ecco che l’occasione per confrontarsi ad un livello superiore si presenta dalla Sestese, che lo inserisce nel suo organico del settore giovanile e, da due anni, anche nello staff della Prima squadra in Eccellenza, oltre che in un ambiente in cui organizzazione e fiducia sui giovani la fanno da padrone, come ci racconta proprio Paolicelli: «Sono da quattro anni qui alla Sestese, ed ogni anno ha rappresentato per me uno step di crescita importante, grazie ad un ambiente in cui c’è un organizzazione ed una dedizione al lavoro inimitabile, puntando ed investendo non solo sui calciatori, ma anche sui mister, e che ha raccolto i frutti di questa filosofia diventando Scuola Calcio Elitè. Personalmente poi ritengo di aver appreso molto in questi anni, tant’è che, anche grazie al mio percorso di studi in scienze motorie, da due anni sono nello staff della prima squadra in Eccellenza: un traguardo importante, ma che è anche occasione per arricchire ancora di più il mio bagaglio, grazie soprattutto ad un tecnico come Ferrero, con il quale mi trovo molto bene e con cui condividiamo le stesse idee di gioco». Non solo però l’Eccellenza, perché nel presente di Paolicelli c’è anche la sua Under 15, squadra con cui è insieme da due anni e che sta plasmando con le sue idee di calcio che, come detto, nonostante la giovane età, dimostrano un’ottima competenza: « Con questa squadra ho cercato fin da subito di dare un’idea di gioco fin da subito definita, puntando tanto sull’ordine in campo per esprimere il nostro gioco, unito anche ad un gran lavoro sulla tecnica e sul possesso di palla, utilizzato non solo per offendere, ma anche come arma difensiva: se siamo bravi ad avere noi il controllo del pallone infatti, è più difficile subire gol». Concetti, schemi ed idee, che nella pratica si concretizzano in un moderno ed offensivo 4-3-3, modulo che riesce ad esaltare sia i principi di gioco di Paolicelli che il valore dei singoli a sua disposizione, a partire dalla difesa, in cui colonna portante è certamente il vice capitano Jacopo Terzoglio, classe 2007, che in questi due anni si è trasformato da centrocampista a difensore centrale con ottimi risultati, mentre sugli esterni, la scelta dell'allenatore è quella di puntare più sulla tecnica per poter sviluppare il gioco da dietro che su dei terzini di rottura. In mezzo al campo poi, si opta per due mediani come Leonardo Rattazzi, classe 2007 arrivato dalla Ternatese in estate ma già identificato da Paolicelli come leader silenzioso, e Lorenzo Fumagalli, classe 2006, a cui si aggiunge poi il vero regista avanzato di questa squadra, ossia Giovanni Colombo, capitano e numero 10 in grado di garantire una qualità non indifferente in quella zona di campo, soprattutto mettendo in moto quella che è un altro pilastro di questa squadra, Niccolo Minardi, prima punta alta e veloce, che predilige la profondità e che per movenze e fiuto per il gol ricorda Ciro Immobile; oltre a lui, i pericoli offensivi della Sestese arrivano anche dagli esterni, i quali agiscono a piede invertito per dar spazio alle loro spalle ai movimenti dei terzini, e che rispondono ai nomi di Leonardo Spinato a sinistra, e Filippo Pezza a destra. Un connubio tra giocatori ed allenatore che purtroppo quest’anno non ha potuto dimostrare sul campo il proprio valore e le proprie idee, ma che certamente non ha spento le ambizioni di un percorso di continua crescita, sia della squadra ma anche di Paolicelli, che alla ripresa hanno tutta l’intenzione di presentarsi con la motivazione giusta per raggiungerli: « Il traguardo più importante che vorrei raggiungere è quella di dare un’idea di gioco precisa e che anche i ragazzi percepiscano loro, poi i risultati vengono in secondo piano; non dimentichiamo che parliamo di ragazzi ancora molto giovani e sui quali è fondamentale che ci si concentri più sulla loro formazione che sul raggiungimento dei risultati. A livello personale invece, non nego di essere una persona ambiziosa, e dunque il mio obiettivo in futuro è quello di confrontarmi con categorie sempre più alte, anche se non dimentico che già ora, a soli 24 anni, sono allenatore in una grande società e con una squadra di livello e con la quale non vedo l’ora di riscendere in campo».
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