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Solbiatese Olona Under 15: da gruppo frammentato a squadra unita, Giuseppe De Matteis punta ora alla nuova sfida ripartenza

Solbiatese Olona 2006

Solbiatese Olona 2006

Si scrive Giuseppe De Matteis, ma si legge “Mister Dema”. Si perché è con questo nome che l’allenatore si è fatto conoscere ed apprezzare nei suoi numerosissimi anni passati in panchina, con annate diverse e società diverse, ma sempre con il fattor comune composto da una socialità ed un empatia con i suoi ragazzi praticamente spontanea. Esempio concreto ne è la sua ultima creatura, l’Under 15 della Solbiatese Olona, presa in mano nel 2018 come un gruppo frammentato e misto con l’annata 2007, e trasformato oggi in una squadra concreta, ma soprattutto unita: « Tre anni fa, tramite il direttore tecnico Paolo Casamirra, mi era stata proposto di allenare questa squadra mista di 2006 e 2007» ricorda proprio De Matteis « La cosa mi aveva subito interessato e dopo avermi illustrato il progetto societario e la loro filosofia, ho scelto di accettare. Al termine del primo anno poi, visto l’andamento positivo della squadra si è scelto di continuare assieme, stavolta con una squadra solo di 2006 con i quali ho avuto fin da subito delle ottime risposte, non solo a livello calcistico, ma specialmente dal lato comportamentale». Una scelta decisamente non casuale quella di Casamirra quella di puntare su di lui. D’altronde è la storia a parlare per “Mister Dema”, con esperienze convincenti come quelle di Malnate e Tradate, su cui però spicca certamente il suo biennio con gli Allievi ’97 del Soccer Boys, portati nel 2015 fino alle fasi finali del campionato regionale. Non solo giovanili però, perché un importante spazio nella sua carriera da allenatore è rappresentato dalla sua esperienza nel femminile: Azalee e Tradate le squadre con cui De Matteis si è messo in gioco, prima come collaboratore per poi passare sia alla panchina che alla scrivania. Un’avventura in questo modo che parte dal 2010 e che in poco meno di un decennio gli ha consentito di accrescere notevolmente il suo bagaglio tecnico, ma anche di formare giovani calciatrici che da lì a poco avrebbero iniziato ad assaggiare i campi di Serie A prima, e della Nazionale poi, come Laura Fusetti e Valentina Bergamaschi, passate (seppur per un breve periodo) dalle sue sapienti mani. È quindi con queste credenziali che De Matteis si è approcciato nella sua avventura con la Solbiatese, condividendone fin da subito obiettivi e filosofia: « Come tutte le piccole società dilettantistiche, l’obiettivo principale era quello di tenere un gruppo di ragazzi che facessero sport; poi se qualcuno di loro riesce a raggiungere la prima squadra ben venga, ma l’indicazione è quella di far bene a livello sociale, ed è un aspetto su cui sono stato fin da subito in sintonia. A livello di campo poi, con i 2006 puri siamo insieme da due anni, ma effettivamente abbiamo fatto ancora poco. Il problema sarà naturalmente il futuro, gestire l’impatto emotivo che questo periodo avrà sui ragazzi. Noi nel nostro abbiamo sempre cercato di tenere vivi i contatti con i ragazzi, e questa ripartenza sarà decisamente una nuova sfida». Una sfida che, salvo eventuali colpi di scena, lo vedrà ancora al timone della squadra anche nel prossimo anno, in una stagione inevitabilmente importante per i suoi ragazzi, dato il passaggio negli Allievi, e che vede il tecnico già convinto e motivato sul percorso da seguire: « Dall’anno prossimo per questa squadra si parla già di Allievi, e dunque si proporrà di arrivare ad un livello medio per poter competere con le società della zona, cercando di lavorare sia sulla parte fisica, ma soprattutto su quella della tecnica; sono infatti due anni che questi ragazzi toccano fin troppo poco il pallone e dunque ritengo sia un aspetto da non sottovalutare fargli riprendere il più possibile confidenza con il pallone. In definitiva, l’obiettivo principale è di risollevare questo gruppo e di portarli ad un livello medio dopo questi due anni. La società non mi chiede nient’altro che questo, di portare avanti il discorso sociale ai ragazzi, e di fargli migliorare il più possibile dal punto di vista calcistico».
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