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San Luigi Cambiano Under 15, la grinta dei ragazzi di Raimo Mitrione

2006-San-Luigi-Cambiano
Inizio grintoso di campionato del San Luigi Cambiano guidato dal nuovo tecnico Raimo Mitrione: grazie alle due vittorie con Lenci Poirino (4-1) e  Juventus Woman (4-3) e al pareggio con il San Remigio (1-1), i gialloblù con 7 punti si posizionano al primo posto al pari del Mezzaluna nel Girone D Under 15 di Torino. Partenza brillante dunque, come quella della stagione passata quando, con uno splendido inizio campionato, il San Luigi ha guidato il proprio girone per le prime 12 giornate a braccetto con il Dorina, chiudendo in quinta posizione con 11 vittorie, 2 pareggi e solo 3 sconfitte. Numeri che in modo abbastanza eloquente descrivono la grinta mai estinta di questi ragazzi. Il nuovo tecnico si inserisce dunque in un contesto tutt’altro che austero, ma soprattutto a lui non sconosciuto, anzi. Torna infatti sulla stessa panchina su cui sedeva quattro anni prima, quando guidava gli stessi ragazzi da Esordienti. In quattro anni si sa, ne cambiano di cose e questi anni di militanza al Pecetto sono stati senz’altro fondamentali per la sua crescita professionale. Ora Raimo torna al San Luigi sotto una luce differente, pronto per affrontare la sfida di questi provinciali. L’inserimento del nuovo tecnico non manca di portare un cambiamento, soprattutto nella formazione, passando da un 4-3-2-1 ad un 4-3-3. Il reparto che ha subito più trasformazioni è quello offensivo: «Ho dovuto fare un lavoro molto intenso in attacco, ma devo dire che i ragazzi hanno risposto in modo impeccabile» spiega Raimo Mitrione. Il lavoro durante la stagione estiva sembra essere stato recepito in particolar modo dagli  attaccanti: Diego Lombardi, Christian Ciadamidaro, aiutati dalla loro inesauribile energia e da Mattia Bruschetta e Mattia Treccarichi. Tuttavia, la nota più interessante è rappresentata da Edisnaido Tatani, che da difensore destro si trasforma in pedina offensiva «avevo bisogno di una boa di centrocampo per reggere il gioco - commenta Mitrione - e devo dire che sta riuscendo in questo ruolo in modo egregio, soprattutto considerando come sta superando le difficoltà del reinventarsi». Una mossa che, alla luce dei due gol fatti durante la seconda giornata contro il Lenci Poirino, sembra essere destinata a premiare anche in futuro. Se l’attacco ha avuto bisogno di un intervento incisivo, il tecnico gialloblù ha ricevuto in eredità una squadra molto funzionale nei restanti reparti «merito di chi mi ha preceduto», ci tiene a precisare. A tenere salde le redini del centrocampo, non che di tutta la squadra, troviamo Samuele Congiu mediano centrale e storico comandante. Ad accompagnarlo in questo settore: Denis Bottaro, Simone Costanzo, Diego Massocco, Lorenzo Leonardi (sua la tripletta contro la Juventus Women), Cristian Pisanu, Gabriele Scarpiello. Insieme costituiscono un'asse mediana versatile che riesce in modo efficace ad «addormentare il gioco» in fase di difesa e a costruire abilmente in fase di attacco. Tuttavia, tra tutti i settori il comparto difensivo sembra essere quello più funzionate «riesce a giocare in modo compatto» ed è composto da: Matteo Biancato,  Gabriele Bona,  Simone Nesci,  Filippo Prudente. A fare la differenza qui troviamo Davide Frattallone difensore centrale, cresciuto nella cantera del San Luigi e che ora, rispetto al passato, appare calcisticamente molto maturato «grintoso, tecnico, veloce; a dispetto della sua statura è un vero leone in campo». A difendere la porta del San Luigi ci sono  Fabio Cuni membro datato del gruppo e  Leopoldo Zocchi da poco trasferitosi a Cambiano dopo una stagione al Moncalieri. Nell’aiutare la preparazione della squadra Raimo Mitrione può contare su un entourage di tutto rispetto. Tra tutti si fa notare il suo giovanissimo vice Alessandro Caracausi (2002), che dopo un passato al Pecetto segue il suo allenatore in questa avventura. Entrambi sono supportati da Benedetto Pasqua direttore tecnico navigato e uomo del calcio sempre in grado di “dispensare sempre ottimi consigli”. Il tutto viene coordinato dalla dirigenza, in primis dal presidente Attilio Garabello.  «Ho iniziato a fare l’allenatore 10 anni fa - racconta Raimo - quando ero giovane giocavo come terzino al San Luigi Cambiano, tuttavia dopo aver avuto un colpo al cuore durante una partita, mi sono dovuto fermare. La passione per il calcio mi impediva di allontanarmi dai campi definitivamente, così giorno un amico della società mi accennò della possibilità di inserimento come allenatore; la colsi al volo. Certo, il passaggio da giocatore ad allenatore è stato traumatico, ma nonostante le cose cambino mi rendo conto di avere ancora la stessa passione. Molto spesso mi trovo ad uscire ancora in tenuta da lavoro mi trovo in campo: freddo, caldo, pioggia, neve; a volte è faticoso, ma non mi pesa. In questo, devo dirlo, sono molto fortunato ad avere una famiglia che appoggia la mia passione. La mia carriera da allenatore è proceduta per step, ho iniziato da prima nell’Eccellenza, tuttavia uno dei primi insegnamenti che ho imparato e che in alcune categorie bisogna essere più un educatore che un allenatore. Così ho fatto di tutto per spostarmi in categorie differenti. In questo senso tutti gli anni passati al Pecetto sono stati estremamente formativi. Dopo aver vinto il campionato Under 17, mi sono trovato svincolato. Mi è stato proposto di tornare al San Luigi Cambiano, nella squadra che avevo allenato come Esordienti durante il mio ultimo anno in società, non ci ho pensato due volte. La cosa mi è sembrata subito molto interessante, poiché mi dava la possibilità di ritrovare dei ragazzi che avevo già conosciuto, ma ora finalmente maturi e pronti a fare un discorso calcistico molto più serio». A quali tecnici famosi ti ispiri nel modo di giocare? «Non mi rifaccio a nessun gioco in particolare, ma se devo proprio dire di qualcuno mi piace molto il lavoro di Walter Mazzarri al Napoli: riuscire a creare un tipo di gioco che duraturo cucito su misura con i giocatori che aveva a disposizione. Come in questo caso ho sempre creduto che si deve fare quello che si può, con quello che si ha. Questo credo sia tanto più vero per le società in cui lavoro poiché sono delle realtà piccole, che anche volendo non riuscirebbero a darmi tutto quello che voglio per costruirmi un gioco personale. Questa filosofia però mi ha permesso di utilizzare molti schemi differenti durante gli anni e di imparare ad essere versatile in ogni situazione. Ad esempio, il San Luigi Cambiano utilizzo un 4-3-3 che lavora molto sulle fasce, molto improntato ad avere una spinta laterale, ma ho potuto puntare su questo schema solo perché la squadra me l’ha permesso». Qual è la partita che ricordi con maggiore piacere e quella che invece vorresti rigiocare? «Sono in questa squadra da poco e non ho molti esempi, ma sicuramente la partita da cancellare è stata quella del pareggio contro il San Remigio. Una partita strana fin dal principio condizionata, molto da l’incertezza del periodo. Quindi siamo scesi in campo con una squadra mutilata dalle assenze e poco concentrata. Partita da ricordare sicuramente quella contro la Juventus che è stata molto combattuta e dal risultato è stato incerto fino alla fine. Siamo riusciti a portare a casa il risultato soprattutto grazie al nostro gioco sulle fasce». Sembra in conclusione che il San Luigi Cambiano abbia tutte le carte in regola per riuscire a fare d’avvero bene quest’anno: una squadra promettente, un allenatore capace e un solido gruppo alle spalle. Insomma non ci resta che aspettare il prossimo fischio di inizio per sapere come andrà.
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