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Turricola Terruggia Under 15: L'obiettivo è chiaro e sono i Regionali

Daniele Nardiello, Turricola Terruggia Under 15

Daniele Nardiello, Turricola Terruggia Under 15

Obiettivo? Regionali. Il Turricola Terruggia non si nasconde e vuole centrare la promozione con almeno una categoria per arrivare a competere a livello regionale nella prossima stagione. Una della categorie più quotate per la promozione sono i 2006 che in questo inizio di stagione hanno dato spettacolo: 9 punti in tre gare con Asca, Bergamasco e Don Bosco Alessandria.

Alla guida dell’Under 15 da settembre c’è Daniele Nardiello, anche Responsabile del Settore Giovanile, che fino alla scorsa stagione è stato il timoniere dei 2005.

«Siamo riusciti ad aggiungere qualche elemento importante, non solo al gruppo 2006 ma anche agli altri - spiega Nardiello - riuscendo anche a riportare in società qualcuno che, nelle scorse stagioni, era andato via. A questa età i ragazzi vogliono giocare, è la loro priorità». La filosofia di Nardiello e quindi della società è chiara: «Siamo una realtà positiva, a livello di gioco e societario, cerchiamo di pensare alla vittoria come una conseguenza e non come un fine. Mi sono lanciato in questo progetto anima e corpo».

L’avventura dei 2006 del Turricola è iniziata già prima del campionato: «Nel precampionato abbiamo fatto allenamenti congiunti con Casale, Borgovercelli e Centallo. Tutte realtà regionali che hanno permesso ai ragazzi di confrontarsi con squadre abituate a compete ad un altro livello. Le gare sono andate molto bene, a prescindere dai risultati e questo ci ha dato un duplice vantaggio: se da un lato i ragazzi hanno capito che non si può sempre vincere, dall’altro gli allenamenti congiunti ci hanno dimostrato che, se dovessimo salire nei Regionali, il livello del gruppo c’è. Poi si sa, nel calcio nulla è certo».

Ma quali sono i segreti di Davide Nardiello? «Abbiamo iniziato giocando con la difesa a tre, poi siamo passati al 4-2-3-1, che è il modulo che permette meglio ai ragazzi di esprimere le loro qualità. A livello di gioco mi piace che abbiamo la palla quasi sempre noi». La rosa di Nardiello è composta da 17 elementi, tutti utili alla causa e tutti schierati dal tecnico in base alla meritocrazia: «Chi si impegna e si allena gioca». Tra i pali c’è Samuele Fabris, unico portiere 2006, al quale si aggiunge un 2007 come secondo per sicurezza. Tra i quattro di difesa i centrali sono il capitano Filippo Piano e Mazahar Rafat Monsour, una coppia esperta e rodata che è difficile togliere dal campo. Sulla corsia di destra c’è Alessio Giolo, arrivato a settembre dal Casale, mentre Stefano Oglietti, Federico Salaris e Lorenzo Xhelaj possono giocare sia a destra che a sinistra. «Io sono sempre dell’idea di far giocare tutti - commenta Daniele Nardiello - la competizione, comunque, è utile perché li sprona ad impegnarsi sempre di più e a migliorarsi». La scelta del centrocampo a due è dettata dalla presenza di due elementi preziosi e validissimi: Lorenzo Patrucco e Brando Valerioti. Sta però crescendo moltissimo anche Tommaso Caligiuri, che si trova meglio nel centrocampo a tre. È infatti impiegato dal tecnico a partita in corso se è necessario cambiare modulo, oppure per un centrocampo a tre se schierato dall’inizio. Davanti a destra c’è Alessandro Montiglio (nato calcisticamente al Turricola è poi passato da Alessandria e Casale prima di tornare a casa), sulla trequarti Eugenio Chornyavskyy e a sinistra Tommaso Usardi o Christian Gega. Terminale offensivo: Lorenzo Corona (anche lui arrivato dal Casale), classica prima punta che segna, gioca per la squadra e sa fare reparto da solo; e Christian Barbaro e Gianluca Ciaccio, centravanti. A Nardiello si aggiungono i dirigenti Tony Valerioti e Roberto Repossi, il cui lavoro è un prezioso aiuto per il tecnico.

Ricordando questo avvio di stagione Davide Nadiello non può che spendere parole positive: «Se dovessi dire qual è stata la prestazione migliore direi senza dubbio quella nella gara con il Don Bosco Alessandria. Non ci aspettavamo una prestazione così, il Don Bosco ci ha sempre dato filo da torcere e, a mio avviso, il risultato così ampio è anche un po’ bugiardo. In ogni caso abbiamo giocato benissimo. Peccato perché eravamo in rampa di lancio, ci aspettava la “partita di cartello”, lo scontro diretto con la Sca ma c’è stato lo stop». E, durante questa pausa forzata, il tecnico cerca comunque di tenere viva l’attenzione: «Abbiamo lanciato delle challenge sui social sulla corsa per attivi fisicamente, i ragazzi si sfidavano tra categorie. È stata una bella iniziativa perché poi la voce si è sparsa e hanno cominciato a sfidarsi anche con altre società».

«Sono molto orgoglioso della mia squadra - conclude Nardiello - Io sono esigente, studio, ragiono, cerco sempre di dar loro stimoli nuovi. Io pretendo molto, ma loro mi dimostrano passione e impegno ascoltandomi. Si divertono, si cresce si sbaglia, si perde ma si va avanti. Penso che lo scopo principale di ogni allenatore sia aiutare i ragazzi a diventare uomini. Poi viene il calcio e la tecnica».

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