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Olympic Collegno Under 15, l'arancia meccanica di Angelo Bonifai

Under-15-Olympic-Collegno
18 anni dopo, sempre all' Olympic Collegno. Angelo Bonifai aveva iniziato la sua carriera da allenatore nel 2002 proprio con la società arancionera, ora il cerchio si è chiuso e il tecnico, a partire da giugno, è tornato a casa per sedersi sulla panchina dei 2006. Nel mezzo tante esperienze, suddivise tra Scuola Calcio e Settore Giovanile, le più recenti al  Valdruento e al  Rangers Savonera. «Ho iniziato con l'Olympic ormai 18 anni fa - esordisce Angelo Bonifai - La mia prima squadra erano i Giovanissimi del 1994. Sono cambiate tante cose da allora, ma oggi torno a vestire gli stessi colori». La scelta di allenare è stata dettata dal cuore: «Quando giocavo ero un mediano, ma ho fatto anche il terzino. Poi ho scelto di passare alla panchina, un modo per rimanere sul campo anche se in un ruolo diverso. Per uno a cui piace giocare a calcio è impossibile smettere totalmente: allenare è un modo per continuare a sentirsi bambini in campo, anche se nelle vesti di tecnico». «La priorità è dare indicazioni, anche educazionali, ai ragazzi e permettere a chi vorrà giocare dopo di avere un bagaglio d'esperienza - prosegue Angelo Bonifai, che individua anche l'obiettivo da portare a termine con i suoi Under 15, iscritti al campionato provinciale di Torino - La mia priorità è prendere un gruppo e portarlo fino alla fine il più numeroso possibile, farlo crescere, a prescindere dai risultati a livello di classifica». E il gruppo aveva risposto bene ai suggerimenti del suo tecnico, dimostrandosi attento, molto unito e soprattutto desideroso di lavorare e di tornare a giocare. L'armonia regna in casa Olympic Collegno, sia tra i ragazzi che nello staff. Ad affiancare il tecnico Bonifai ci sono infatti i dirigenti Rosario BiscagliaAndrea Campese e nonno  Gabriele, che seguono da vicino e con orgoglio, in partita e in allenamento, i passi degli Under 15.

LA ROSA DEI 2006

Per i suoi 2006 Angelo Bonifai aveva optato per il 4-4-2. Una scelta ponderata: «Per un allenatore dilettante è facile da insegnare, ma lo è anche da apprendere per i ragazzi. Un 3-5-2 ad esempio diventa più complicato, e necessità di più tempo per essere assimilato». Il 4-4-2 è indiscutibilmente il modulo che si adatta di più alla ricca rosa arancionera. In porta troviamo Andrea Bruzzese, un portiere con un grossissimo margine di crescita, dotato di una fisicità importa e con «quella sana vena di follia che deve avere un portiere per fare questo ruolo». Lo affianca  Jozef Pizzicoli, ragazzo che con la sua spensieratezza contribuisce al clima sereno della squadra, anche lui molto capace tecnicamente e una barriera quando chiamato a difendere i pali. Con loro anche  Davide  Testa. «Ha voluto fortemente entrare in questo gruppo - conferma Bonifai - Gli riconosco una grande voglia di crescere, tanto in allenamento quanto in partita, questo aspetto lo farà sicuramente venire fuori. In più ha sempre un complimento per i compagni di reparto».

In difesa sulla fascia destra si staglia Giuseppe Acri, giocatore che riesce a buttare il cuore oltre l'ostacolo, dando sempre tutto. Lo aiuta a imporre il suo dominio  Edoardo Bozza, usato anche come esterno alto, sempre sulla destra, ma provato anche come terzino di spinta per la sua corsa. Tra i centrali ecco il capitano Andrea Cassano, volenteroso, fisicamente strutturato, attentissimo e vero perno della costruzione dal basso. Lo completa in campo il compagno di reparto  Francesco Abate, un centrale reattivo, tutto gamba e corsa, specializzato nelle marcature e adattabile anche a terzino in caso di necessità. Sulla fascia sinistra spazio a Samuele Muscettola, ex rugbista alto oltre 1.80, un vero motorino capace di percorrere la corsia mancina a perdifiato in partita senza mai stancarsi. Il reparto difensivo può ancora contare su Edoardo Belli, appena avviato al calcio, ma già un veterano per indole e voglia di crescere in campo, e  Matteo Grazian, un altro ex rugbista trasformato in centrale, con grossi margini di crescita per imporsi in mezzo alle trame della retroguardia. Anche il reparto di centrocampo è ricco e variegato nei suoi componenti. Sulla destra troviamo l'esterno  Christian Biscaglia, adattabile anche sulla corsia mancina. Christian è un concentrato di corsa e velocità, doti che gli permettono spesso di sparigliare le carte in campo. In mezzo spazio a  Ivan Aldisi Nicolò Carotenuto. Ivan fa della versatilità il suo punto di forza, potendo giocare anche come centrale di difesa, viste le sue doti tecniche da ambidestro e la sua fermezza in campo. Nicolò invece, ex Pianezza, dove giocava come difensore, ha iniziato ad adattarsi al ruolo con grandi risultati, riuscendo a dettare i tempi di gioco con naturalezza. Sulla sinistra si staglia  Alessandro Scelfo, un giocatore estremamente tecnico, per questo motivo utilizzabile anche come trequartista in un 4-3-1-2 o come mezzala: palla al piede è semplicemente devastante. Altri due esterni arrivati dal Savonera completano il reparto:  Simone Biancorosso Jacopo Merlo. Simone è un giocatore capace di destreggiarsi sia con il destro che con il mancino senza difficoltà; Jacopo è la duttilità fatta a persona, per il modo in cui riesce a passare da un fronte all'altro in mezzo al campo. Per il parco attaccanti partiamo da Christian Campese che, provato prima come esterno alto e poi come punta, ha trovato nel ruolo del nueve il suo habitat naturale. Arrivata la rete, è cresciuta la fiducia e la passione per il ruolo che è ormai è diventato suo. «Ha grinta da vendere, bella corsa e ottima tecnica con entrambi i piedi» assicura Bonifai. Un'altra classica punta è  Alessandro Ardizzone, alto 1.85 cm, una dote che in area gli permette di rendersi sempre pericoloso. Dal Bsr Grugliasco è arrivato un terzo asso Thiam Ibrahima, «il nostro Ibra», che in poco tempo ha dimostrato ottime doti da esterno, per i movimenti veloci e la tecnica messa in campo. Ma non è finita qui, spazio anche a  Rubens Mungo, giocatore molto tecnico che può offrire un grosso sostegno all'offensiva, e a  Davide Pasqual, molto valido sia come esterno che come punta e pronto a farsi vedere in campo dopo un lungo stop. Tra i trequartisti nati invece c'è sicuramente  Fabio Rita, che per doti tecniche è il profilo adatto per innescare le punte con le sue giocate. Dulcis in fundo, a terminare la rosa completa, Giuseppe Viro: un attaccante straripante a livello atletico, devastante con entrambi i piedi, una punta nata capace infine di rendersi pericolosissimo anche da esterno.

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