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Milan in finale con le zanne del Lupo!

Rossonere dominanti nel penultimo atto dell'Annovazzi contro la Cremonese: pokerissimo delle ragazze di Ilenia Prati che ora attendono l'Atalanta

Angelica Montaperto

Angelica Montaperto, tra le grandi protagoniste

Il fantastico Milan di Ilenia Prati stacca il pass per la finale della Women's Bracco Cup Annovazzi (in programma giovedì 31 marzo alle 19:00), con una prestazione assoluta che non dà scampo a una pur talentuosa Cremonese. 5-0 il risultato finale, figlio di un'intensità e di una qualità straripanti da parte di tutte le interpreti rossonere.

 

Le quattro marcatrici: da sinistra Di Falco, Lupatini, Montaperto e Stendardi

I gol. Due nella prima frazione: i primi sono di un'affamatissima Beatrice Lupatini, che prima incrocia di testa sull'invito perfetto di Montaperto, e poi finalizza una triangolazione ubriacante per vie centrali. Nella ripresa è micidiale il sinistro della stessa Angelica Montaperto, seguita dal taglio con rasoiata sul secondo palo di Iris Di Falco, e dalla gemma all'incrocio di Annais Stendardi, ispirata dal genio di Gaia Tomaselli.

Gaia Tomaselli

La lettura. Nonostante il 6-0 con cui le grigiorosse avevano regolato il Como nei quarti, il pronostico era a favore del Milan, che non dà scampo a una Cremonese colpita a freddo, ben schierata, che ha pagato tuttavia un «mismatch» importante a livello di ritmo e di fisicità in campo. La pressione del Milan è stata incessante, martellante, tambureggiante, tanto che nell'intervallo le istruzioni dalla panchina sono state quelle di cercare un gioco più ragionato e calibrato alla ricerca dello spazio giusto. La Cremonese ha provato a sfruttare le sue armi, ma l'emblema e il senso del confronto è racchiuso nella prova della stellina Giorgia Morelli. In più di un'occasione la numero 8 ha saltato di netto la prima avversaria con giocate di classe, infiammando il pubblico, ma si è trovata subito raddoppiata, triplicata da una pressione sigillante di un Milan che ha concesso soltanto un'occasione in tutta la gara al destro di Alice Dancelli

Alice Dancelli



Le più in evidenza. Difficile sottolineare alcune prestazioni, più di altre, in una prova di qualità stellare, ma queste giocatrici in particolare hanno fatto brillare gli occhi.



Piombo (Milan) 7 Non tanto per gli interventi che a ben vedere si sono limitati all'amministrazione, ma per il modo in cui suona il corno della battaglia per tutto il tempo, dalle retrovie. «Dai! Dai! Avanti! Ancora! Saliamo!», il prossimo passo è impostare la sua voce come sveglia sui telefoni di tutte le compagne.
Pomati (Milan) 8 Una forza della natura, ma capace anche di trattare il pallone con cura. Con lei e Carulli prima, Rovati poi, al Milan bastano due difensori di ruolo per costituire un reparto impermeabile.
Tomaselli (Milan) 8.5 È tra le più minute fisicamente, ma in quanto a classe e a visione di gioco non teme nessuno. Ogni volta che ha il pallone tra i piedi lo amministra in maniera eccezionale. Qualità allo stato più cristallino, sembra di vedere Pedri del Barcellona.
Carrone (Cremonese) 7.5 L'avversario è il peggiore immaginabile, le sollecitazioni continue. Prende due gol ma ne sventa almeno altri tre. La parata sul tiro di Montaperto, poi, è da figurine Panini.
Dancelli (Cremonese) 7 Il suo squillo è l'unico a far correre un brivido alle rossonere. Fa da riferimento offensivo provando a creare spazi per gli inserimenti di Giorgia e Claudia.
Stendardi (Milan) 7.5 In coppia con Lupatini forma un tandem che abbina forza fisica e talento. La sua prova è finalizzata al gol (che trova con una magia nel finale), ma in egual misura all'assistenza per le compagne.
Montaperto (Milan) 8 Nel primo tempo si impossessa della fascia sinistra, nel secondo agisce da attaccante in maniera altrettanto decisiva. Fisicamente dominante, ma la sua altezza non le impedisce di saltare l'uomo con grande facilità.


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