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Under 15 Femminile

Non ha ancora 14 anni, è la «Baby Zlatan» di una squadra stellare

Angelica Montaperto tra le protagoniste del Milan Under 15: è un gigante, ma le sue doti migliori sono velocità e tecnica

Angelica Montaperto

Il "Corpo di Ricerca" del Vismara ha avvistato un "anomalo" nel lodigiano

Quando il Milan Under 15 scende in campo, lei è la prima che noti. Perché a 14 anni ancora da compiere, Angelica Montaperto è già alta 1 metro e 75 centimetri. Dopo aver stravinto il campionato con oltre 200 gol fatti (una media di più di dieci a partita) e soltanto 1 subito, le rossonere sono ora impegnate nella fase interregionale che le vede a punteggio pieno dopo i primi due successi su Carrarese e Fiorentina. A segno all'esordio in terra toscana (2-0 firmato da lei e da Beatrice Lupatini), la "baby Ibra" di Ilenia Prati è una delle interpreti più interessanti e futuribili, e di lei, da raccontare, c'è ben più che la prodigiosa statura. 

LA STORIA

Angelica è nata il 18 settembre del 2008 a Lodi, e la sua attitudine verso il calcio è stata evidente fin da subito, aiutata dall'esempio dei due fratelli maggiori. Gabriel, portiere classe '97, ha giocato per Fanfulla, Inter e Pergolettese (con cui ha esordito in Serie D a 16 anni. Prelevato dal Cagliari in Primavera, ha collezionato diverse esperienze in Serie C in giro per la Penisola. Alex, 2001, dopo aver vestito per 10 anni la gloriosa casacca del "Guerriero", ha scelto di giocare per la società "di casa" la Nuova Lodi, con la quale milita ancora attualmente in Seconda. 

Ma torniamo ad Angelica. Anche lei comincia all'età di 5 anni nella Scuola Calcio del Fanfulla, ma poi decide di spostarsi nel contesto più familiare della Nuova Lodi, dove già frequenta l'oratorio e dove giocano molti suoi amici. Dimostra immediatamente le sue qualità giocando assieme ai maschi, tanto che in quarta elementare arriva la chiamata del Milan. Al Vismara la vorrebbero subito in squadra ma l'avvicinamento, in accordo con la società, è graduale. Per un anno Angelica va due volte a settimana ad allenarsi in via dei Missaglia, aggregata a un'altra compagna proveniente dal lodigiano. A fine stagione però è pronta, entusiasta di entrare a far parte per la prima volta di una squadra di sole ragazze: il gruppo 2007-2008 che insieme è cresciuto e che sta impressionando gli addetti ai lavori.


LE CARATTERISTICHE TECNICHE

Se qualcuno stesse pensando: "Si va beh, ora fa la differenza perché è alta, ma poi...", sappia che si sbaglia, e non di poco. Tra i punti di forza di Angelica, paradossalmente, non c'è, o non c'è ancora, lo strapotere fisico. La 13 (il suo numero di maglia intoccabile) brilla piuttosto per la capacità di calciare ottimamente e quasi indifferentemente con entrambi i piedi; per la sua velocità, per la capacità di saltare l'avversario nello stretto e per doti di leadership che ne fanno un elemento prezioso per l'alchimia del gruppo e dello spogliatoio. Questo vi ricorda qualcuno? Il profilo che suggerisce il suo modo di giocare è proprio quello di Zlatan Ibrahimovic, giocatore al quale Angelica si ispira, modello al quale potrebbe tendere anche la sua maturazione dal punto di vista tattico. Attualmente, infatti, Ilenia Prati la schiera a destra o a sinistra nel 2-4-2 tipico, con compiti offensivi ma anche di supporto alla coppia difensiva. Con il passaggio a undici potrebbe continuare a giocare larga, ma non è affatto da escludere la possibilità di vederla in un ruolo da seconda punta di movimento che svaria, dribbla e calcia attorno a un centravanti che le apre gli spazi. Proprio come faceva soprattutto il "primo" Ibra.


ASPETTI MIGLIORABILI?


Fatta salva la premessa che, essendo ancora così giovane, il profilo tecnico è ancora in piena evoluzione, osservandola dal vivo, e in accordo con chi la conosce bene, l'impressione e che uno dei margini di crescita più ampi sia proprio la capacità di sfruttare appieno i mezzi fisici evidenti. Angelica sta affinando il colpo di testa, che non è la specialità della casa ma può diventare un fondamentale in grado di completarla; oltre a questo può crescere nella gestione del "contatto", inteso come incisività nei contrasti, ma anche nella protezione del pallone e del corpo a corpo con l'avversario. Montaperto non è, e forse non sarà mai, una boa che gioca spalle alla porta e fa salire la squadra, ma soprattutto adesso che si va alzando la caratura degli avversari (la squadra è attesa domani dalla trasferta di San Gimignano prima di volare a Sassari), le compagne del corpo di guarnigione rossonero contano sulla forza del loro "Gigante Colossale".

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