Cerca

Under 16 A-B

Ignazio Abate sul futuro: «Resto al Milan. Salto in Primavera? Decide la società»

Il tecnico rossonero potrebbe già salire con i grandi? Ecco perché sì e perché no

Ignazio Abate sul futuro: «Resto al Milan. Salto in Primavera? Decide la società»

Milan Under 16: Ignazio Abate prima della finalissima contro la Roma

Ignazio Abate: Primavera sì o Primavera no? Ad oggi, mercoledì 28 giugno, la risposta definitiva ancora non la conosciamo. Tuttavia, dopo la sua prima esperienza in panchina con l'Under 16 del Milan - conclusa con la cocente sconfitta in finale contro la Roma - verrebbe da pensare: «Perché no?». Partiamo proprio dall'ultimo atto di sabato scorso ad Ascoli, quando i classe 2006 del Diavolo si sono arresi ai pari età capitolini solamente nel secondo dei due tempi supplementari. Il gol firmato da Nardozi ha messo la parola fine ai sogni iridati di Abate, la cui squadra - vittoria dopo vittoria, record dopo record - si è dimostrata per gran parte della stagione la più forte e completa. Però si sa, le finali sono partite a sé e per questo il rientro dalla trasferta marchigiana sarà sicuramente stato caratterizzato dalla sconfitta per mano dei giallorossi. Oppure, meglio ancora, dal miracoloso salvataggio di Feola a tempo praticamente scaduto, capace di un intervento quasi miracoloso che strozza sul nascere l'urlo di Martinelli - subentrato a Perina - che avrebbe portato la finale ai calcio di rigore.

I NUMERI DEL MILAN

  • POSIZIONE IN CAMPIONATO: 1ª
  • VITTORIE: 18
  • PAREGGI: 4
  • SCONFITTE: 3
  • GOL FATTI: 84
  • GOL SUBITI: 27

DICHIARAZIONI

Insomma, una storia sentita e risentita. Ma tutto questo, dunque, per dire cosa? Ignazio Abate è probabilmente pronto per il grande salto. Da un mese e mezzo a questa parte, precisamente dall'avvicendamento Terni-Giunti sulla panchina della Primavera, non si parla d'altro: Ignazio Abate futuro tecnico della Primavera. Un'ipotesi tutt'altro che utopistica, come del resto confermato a Sprint e Sport dallo stesso dopo la sconfitta in finale ad Ascoli: «Non conosco ancora il mio futuro, resto ovviamente a disposizione della società e deciderà lei. Una cosa però è certa: resterò al Milan». Dichiarazioni che rappresentano un'apertura o una chiusura? Difficile dirlo, probabilmente nessuna delle due. Resta però decisamente in piedi l'idea del grande salto in Primavera, il quale arriverebbe dopo una sola stagione di apprendistato nel settore giovanile rossonero. Troppo presto? Anche in questo caso non è semplice trovare una risposta, anche se l'ex terzino della Nazionale quello che avrebbe voluto dimostrare l'ha già dimostrato.

ABATE-PRIMAVERA: PERCHÉ SÌ

  • CONOSCE L'AMBIENTE. L'esperienza in panchina è di un solo anno, ma parliamo di un veterano dell'ambiente Milan. Puntare su di lui significherebbe andare sul sicuro, senza pescare un eventuale volto nuovo dall'esterno.
  • QUALITÀ. Rappresenta il prototipo di allenatore moderno: gioca bene a calcio, fa giocare bene i ragazzi e tira fuori da loro solamente il meglio.
  • VALORIZZAZIONE. Sotto la sua guida i classe 2006 sono cresciuti a dismisura, motivo per il quale affidandogli i classe 2004 - pur senza poter fare miracoli, magari pescando in modo significativo dai 2005 - potrebbe regalare una salvezza tutto sommato tranquilla.

ABATE-PRIMAVERA: PERCHÉ NO

  • BIENNIO. Va bene la Primavera, ma proseguire con i classe 2006 in Under 17 non sarebbe un'idea così male. Soprattutto perché si darebbe continuità ai ragazzi, dopodiché perché si partirebbe come una delle favorite per la vittoria finale.
  • TEMPISTICHE. Dato per certo che Abate sia già pronto per la Primavera, un secondo anno nell'agonistica non farebbe male. Anzi, potrebbe arricchire ancor di più il suo bagaglio da allenatore.
  • ROSA. Salire quest'anno significherebbe dover guidare i 2004 con qualche 2005. Viceversa, dovesse proseguire con i 2006 e salire tra un anno, si ritroverebbe al comando dei 2005 e dei suoi tanti amati 2006. Insomma, una formazione potenzialmente formidabile.

ABATISMO

In che modo? Anzitutto con i risultati. Arrivare fino all'ultimo atto non è affatto scontato, specie nel modo in cui l'ha fatto il suo Milan. Una regular season dominata, conclusa a +2 sull'Atalanta e caratterizzata da numeri impressionanti: 13 vittorie, 3 pareggi e solo 2 sconfitte. Una fase finale giocata con la consapevolezza di chi conosce la propria forza, pareggiando nell'andata degli ottavi contro il Benevento in Campania e vincendo - alle volte dominando - tutte le altre partite: Benevento al ritorno, Monza ai quarti e Vicenza in semifinale. Poi l'ultimo atto con la Roma, il quale ha però rafforzato ancor di più il concetto di "abatismo". È proprio questo il secondo aspetto che ha reso Abate un allenatore pronto al grande salto. Da qui la domanda: come funziona questo "abatismo"? Partiamo da tre concetti: 4-2-3-1, mentalità offensiva ed estetica. Il primo, avendo basato proprio su questo modulo il suo credo calcistico, è diventato il suo marchio di fabbrica. Il secondo racconta della volontà di giocare a calcio, di farlo in verticale senza badare a troppi tatticismi e di servire il più velocemente possibile il poker offensivo, quest'anno formato dal tris Sia-Scotti-Perina alle spalle di Martinazzi. Il terzo è forse il concetto più evidente, capace di unire i rappresentati di qualunque credo calcistico: le squadre di Abate giocano bene.

LA CARRIERA DI IGNAZIO ABATE

  • MILAN
  • NAPOLI
  • PIACENZA
  • MODENA
  • EMPOLI
  • TORINO
  • MILAN
  • MILAN (allenatore settore giovanile)

OPZIONI

Paradossalmente anche troppo, considerando che a più riprese - specie contro la Roma - i rossoneri si sono esposti a ripartenze. Parliamo comunque di una squadra che accetta l'uno contro uno dietro: un modo di approcciare la fase difensiva che chiaramente può dividere le opinioni, ma che ha dato chiaramente i propri frutti. Tornando alla finale, il tecnico classe '86 ha anche dimostrato di avere in testa anche i cosiddetti "piani B". Ad Ascoli l'ha confermato passando a un 4-1-3-2, ridisegnando il reparto avanzato e rimpolpando la zona centrale del campo. Scelta pure azzeccata, se non fosse per lo stacco poderoso di Nardozi che ha chiuso definitivamente il discorso Scudetto. Archiviate la stagione con l'Under 16, non resta che pensare a quello che sarà: continuità con i 2006? Salto diretto in Primavera? La prima opzione porterebbe Abate a giocarsi il campionato di Under 17 con tutti i favori del pronostico, magari salendo l'anno successivo portandosi dietro proprio i suoi classe 2006. La seconda opzione, invece, significherebbe salire tra i grandi prendendo le redini dei 2004 e pescando qualcosa dai 2005, con la consapevolezza di non poter contare su un'annata - almeno sulla carta - capace di competere per i primissimi posti. 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400