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AFG Azzano Under 16, la ricetta vincente di Tommaso Astolfi

Afg Azzano Under 16

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Sacrificio e disciplina per i ragazzi di Tommaso Astolfi, secondi nel Girone A. Uno spirito che il tecnico tiene a trasmettere anche a campionato sospeso a causa dell’emergenza sanitaria. «Questo stop forzato è stato penalizzante un po’ per tutti. Nonostante il periodo siamo riusciti, almeno inizialmente, a fare un paio di allenamenti in montagna, ma è stato molto difficile e non abbiamo potuto darvi continuità per via delle prescrizioni normative. È ormai un mese che siamo fermi». È così che l’allenatore degli Under 16 prova a fare un bilancio delle prestazioni dei suoi, dietro solo alla capolista Cisanese: «Una squadra che ha dimostrato con i fatti, non solo con le parole, di essere una squadra superiore. Abbiamo provato a stargli dietro, in tutti i modi e con tutte le forze, e solo contro di lei abbiamo perso una partita». Astolfi non sembra preoccupato della classifica, non è la sua priorità: «Da questa “fine” di campionato, come tecnico non mi aspetto nulla più di quanto i ragazzi possano darmi. La posizione in classifica mi interessa relativamente; è solo la conseguenza di quello che si fa. L’Almè ha i nostri stessi punti, è vero, ma ha disputato una partita in più, prima che tutti i decreti fermassero il gioco». E sui suoi ha le idee molto chiare: «Sono contento della mia squadra, perché quantomeno i concetti che trasmetto in campo sono recepiti. Quello che ripeto sempre ai miei ragazzi è di essere il meglio di loro stessi». Quello che traspare con chiarezza è l’idea del tecnico sulla squadra: «Per me il gruppo diventa più importante del singolo. E i ragazzi si considerano loro stessi una squadra». Ma Astolfi riserva un occhio critico in primo luogo verso se stesso: «Io sono un po’ spigoloso, esigente, non è facile stare con me. A volte provoco, graffio per vedere una reazione dei ragazzi, per testare la loro resistenza alle difficoltà; sono le difficoltà che temprano, e io cerco in tutti i modi di provocarli, perché voglio loro bene». I valori che il tecnico dell’Azzano cerca di trasmettere ai suoi giocatori sono, del resto, universali, e trascendono il calcio: «Educo alle regole, all’educazione e alla fatica. I moduli certamente sono importanti, ma in senso relativo. In un tempo in cui è difficile per i giovani fare sacrificio, educo ad avere pazienza. Nel calcio invece tutti hanno fretta, non partono per un percorso, si arrendono subito se per due partite di seguito non li schiero». Mentre «loro hanno solo il diritto di allenarsi: in un mondo di diritti, più che di doveri, il diritto di giocare se lo devono guadagnare». Sacrificio e disciplina, per ottenere il meglio: «Anche se alleno l’ultima categoria degli allievi, quella provinciale, dobbiamo fare il modo di essere i primi. Nel calcio, così come in ogni ambito della vita, non è importante cosa si fa, ma fare bene, essere i migliori in ciò che si fa». E chiosa: «Non so se faremo bene in futuro, ma continuerò sia da me sia dai ragazzi a pretendere il meglio di noi stessi sul campo, in ogni partita. Del resto, stare con i giovani è uno stimolo anche per me, mi aiuta a mantenermi giovane».

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