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Lallio Under 16, Walter Quaglia: «Bello tornare a casa, siamo una società ambiziosa»

Quaglia Lallio under 16
Sono ormai 22 anni che Walter Quaglia allena con passione, dopo aver terminato la sua lunga carriera con il calcio giocato all'età di 40 anni decide di intraprendere una nuova avventura come tecnico. Inizia la sua carriera allenando le giovanili di diverse squadre, fino a che nel 2006 riesce ad ottenere il patentino UEFA B che gli permette di allenare anche molte prime squadre. Dopo tanti anni grazie anche alla chiamata del presidente decide di tornare dove tutto era cominciato a Lallio. Quanto è stato importante per lei tornare a Lallio l'anno scorso? «Sono ormai tanti anni che alleno e nella mia carriera ho allento molte squadre tra giovanili e prima squadra, tornare dove tutto è iniziato è sempre una bella sensazione perché fa sempre piacere tornare a casa, avevo un po' tirato i remi in barca l'ultimo periodo ma questa opportunità mi ha fatto tornare la voglia di rimettermi in gioco». Lei ha allenato tanto nella sua carriera e soprattutto ha allenato sia le giovanili che le prime squadre, quale l'ha soddisfatta di più? «Non posso dire quale mi ha soddisfatto di più perché tutte le esperienze che ho fatto sono state soddisfacenti e utili a loro modo, sicuramente allenare le giovanili è un progetto che porterò avanti ancora finché me ne daranno la possibilità. A Lallio sono molto attenti alle giovanili, abbiamo una società in continua espansione che vuole diventare in tutto e per tutto una squadra d'èlite». Che tipo di allenatore è a livello tattico? «Io sono ancora un allenatore di vecchio stampo se così si può dire, il modulo che prediligo è il 4-4-2 a trazione offensiva quindi pretendo che i miei esterni fluidifichino molto per creare più pericoli possibili alle difese avversarie, logicamente i moduli di gioco cambiano dai ragazzi che ti trovi a disposizione ma la mia idea principale è questa, mi piace si giocare in maniera offensiva ma tenendo comunque una buona copertura anche dietro per evitare contropiede pericolosi». Cosa pensa dei tre allenamenti a settimana anche nei provinciali? «Io avevo provato a portare avanti questa idea anche negli anni indietro ma purtroppo questa soluzione non è possibile non tanto perché la società non voglia ma perché capisco anche che per i ragazzi verrebbe molto difficile visto i tempi, dobbiamo ricordarci che hanno anche la scuola da portare avanti e appunto a livello di tempistiche verrebbe complicato». In questo periodo forzato di stop, quanto le manca allenare? «Mi manca veramente tantissimo poter allenare per uno come me poi che ama stare sul campo con i ragazzi è una tortura non poter andar avanti, però purtroppo capisco la situazione». Ci sono delle partite che vorrebbe rigiocare? «Assolutamente si, sopratutto ci sono due gare dell'anno scorso che vorrei poter rigiocare, una è quella contro l'Accademia Isola Bergamasca dove giocando benissimo per due disattenzioni abbiamo perso la partita e l'altra è quella contro lo Zingonia Verdellino dove con un campo praticamente al limite abbiamo perso».
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