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Voluntas Montichiari Under 16: Alberto Filippini racconta le sue tante esperperienze del suo mondo più amato, quello del pallone

1Filippini

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Se un recruiter, o meglio, un reclutatore dovesse scegliere una nuova figura professionale da inserire in un’azienda operante nel mercato sportivo, probabilmente gli balzerebbe subito all’occhio il curriculum di Alberto Filippini: da presidente (Manerba) ad allenatore (Prevalle, Nuvolento), da vice presidente (ancora Manerba) a direttore sportivo (Serle), poi responsabile (Ciliverghe) e insomma, il requisito dell’esperienza minima non sarebbe stato di certo un problema. L’attuale tecnico degli Allievi Under 16 della Voluntas Montichiari ne ha viste tante nel corso della sua storia pluriennale. Pochi possono vantare competenze tanto variegate e così, sulle tracce di questa inesauribile passione, gli abbiamo chiesto qualche impressione sulla stagione corrente. Come evidente, la situazione non è delle migliori, come andrà a finire secondo lei? «Il momento è critico, i dati parlano da soli. Vanno rispettate queste regole, purtroppo, anche se la speranza è quella di poter riprendere a gennaio, perché piano piano dobbiamo tornare alla normalità. Me lo auguro tanto per i ragazzi e per tutti noi». Allenarsi è diventato difficilissimo per tutti, voi come procedete? «Visto che a Montichiari finora non c’erano stati casi speravo di poter continuare gli allenamenti. Una seduta individuale prima del blocco l’abbiamo fatta e quasi tutti i ragazzi erano presenti: questo per sottolineare la loro voglia di giocare». Forse è presto per avere indicazioni, però la squadra come le è sembrata fin qui? «La squadra è quella dell’anno scorso che aveva affrontato i Regionali, tutti 2005. É molto valida sotto il profilo individuale, sono tutti ragazzi bravi, intelligenti e certamente dalle buone prospettive. Alcuni elementi sono anche passati negli Allievi Regionali di quest’anno e per rimpiazzarli la società ha dovuto lavorare sodo per completare la rosa e inserire nuovi innesti». Entrando nello specifico, ruolo per ruolo, come sono i portieri? «Abbiamo tre portieri (Pontigia, Tomaselli, Yaye) che hanno tutti caratteristiche diverse, chi con qualità tecniche, chi con qualità caratteriali, chi molto educato: se si fondessero insieme verrebbe fuori un portiere spettacolare (ride, ndr). Chiedo loro di partecipare alla costruzione dell’azione usando i piedi e possono farlo perché sono molto disponibili. Forse chiedo troppo di  giocare la palla, questo solo perchè tecnicamente non sono male». La difesa invece? In difesa ho Benedetti al centro, giocatore dal buon senso del posizionamento e molto forte di testa, difatti sugli angoli a favore è una risorsa. Sempre al centro ho Zucchini, agonisticamente molto forte, con grandi potenzialità individuali tant’è che col pallone fa quello che vuole; certo deve migliorare tatticamente. Poi ho un ottimo elemento come Bonomi. Sulle fasce sto ancora provando esterni che vadano fino al cross, addirittura che aspettino il traversone dell’altro terzino: diciamo che sono un pò pretenzioso perché voglio insegnare loro ciò che è richiesto in questo ruolo nel calcio moderno. Qui ho Roncadori, Sconiamiglio, Maccabiani e Zanasi, giocatori che possono crescere. É solo un mese che ci alleniamo e penso di avere ancora delle carte da scoprire». Ovviamente le gare si vincono nel mezzo, come ha impostato la terna centrale? «Sto sperimentando. Come play basso ho Bignotti, ex Mantova. Poi c’è Danieli, molto affidabile, e Palermo, ragazzo con grandi doti tecniche e altrettanta passione. Mentre Pezzaioli  e Guarneri potranno dire senz’altro la loro, così come lo stesso Losio. Però è sugli esterni la forza maggiore della nostra squadra, con Duranti e Derelli sulle corsie laterali: entrambi li ho invertiti per farli convergere verso la porta grazie alla loro capacità di puntare l’uomo nell’uno contro uno». Non resta che l’attacco, gioia e dolore di ogni allenatore... «Sì, non hai tutti i torti, diciamo che ci manca la vera e propria torre, quel giocatore che tiene alta la squadra per alleggerire la pressione. Quindi ho bisogno di tempo per scoprire qualcosa. Sicuramente aspetto Mazzoldi e Brame’, che sono arrivati da poco e devono ancora scoprire questo ruolo. In alternativa di recente sto sperimentando sistemi col falso nueve per adattarlo su misura  a Desenzani, Fusi ed Amadou». A cosa erano dovute le difficoltà nel primo incontro? «La prima partita l’abbiamo steccata soprattutto per le assenze. Poi avevo messo in guardia i ragazzi sul salto dai Giovanissimi agli Allievi e dai Regionali ai Provinciali, categoria quest’ultima dove rispetto ai Regionali cresce il tasso agonistico: nonostante ciò non abbiamo avuto le dovute accortezze. I nuovi innesti comunque necessitano di tempo per poter entrare nel gruppo e nei nuovi meccanismi». Al di là dell’esordio è fiducioso sul prosieguo di stagione? «Voglio essere cauto ma penso che faremo un bel campionato, tutti hanno capito la lezione della prima giornata e si sono messi a disposizione per impegnarsi sul serio; la cosa non può che farmi piacere. Di certo chi incontra la Voluntas certamente scenderà in campo per tentare la partita della domenica e noi dovremo essere bravi a fare capire loro chi siamo». L’esperienza non le manca di certo, come si gestisce un gruppo di quell’età? «Impongo molte regole da rispettare, con me anche il fenomeno deve essere alla pari degli altri. Ammetto che tutti i ragazzi sono comunque abituati a tenere un certo comportamento, pertanto faccio un plauso alla società che mi aiuta in questo. Il metodo Voluntas è serio ed appassionato, è una società fortissima, che mangia e respira calcio». Sul vostro sintetico si può esprimere un bel gioco, come le piace vedere la squadra? «Quest’anno ho cercato di non stravolgere troppo perché giocavamo già bene. Pretendo un gioco ampio e costruito già dal portiere: punto molto sui movimenti per dare ampiezza e profondità al mio 4-3-3, condendolo con un pizzico di possesso palla. Certo poi pressing e verticalizzazioni in fase di recupero palla sono dei miei marchi di fabbrica». Lo staff merita sempre una menzione speciale, ci può dire chi l’accompagna in questa avventura? «Sì, nel mio lavoro lo staff che ti circonda è importantissimo, io ho la fortuna di poter contare su un gruppo legato da una forte alchimia, insieme ormai da 3 anni. Pertanto ringrazio Capretti, il preparatore atletico, e Comaglio, il mio vice. Loro sono fondamentali così come lo sono i dirigenti Guarneri e Danieli, persone davvero molto disponibili e preparate. Inoltre gli stessi genitori sono fantastici: non ne ho mai avuti di così splendidi e obiettivi». Dopo così tanti anni in questo mondo, qual è il segreto per avere motivazioni? «Più che vincere i campionati, per me, la soddisfazione più grande è quando ritrovo dopo anni i miei ragazzi in giro o al bar e mi chiamano ancora “mister”, quando ormai loro sono tutti cresciuti e si sono fatti uomini. Vederli ricordarsi di me, parlare di vecchi aneddoti, saperli ancora sui campi a giocare con la stessa passione di quando li allenavo… beh, tutto questo non ha prezzo, è il mio orgoglio più grande».

VOLUNTAS MONTICHIARI UNDER 16

STAFF ALBERTO FILIPPINI, ALLENATORE ALBERTO COMAGLIO, VICE ALLENATORE CESARE CAPRETTI, PREPARATORE ALTLETICO PAOLO GUARNERI, DIRIGENTE MASSIMILIANO DANIELI, DIRIGENTE   IN PORTA LUCA PONTIGIA ANDREA TOMASELLI BADOURANI YAYE   IN DIFESA PIETRO ZUCCHINI ZANASI ZACCARIA MICHELE SCONIAMIGLIO ALESSIO RONCADORI MASSIMO MACCABIANI MATTIA BONOMI ALEX BENEDETTI   A CENTROCAMPO LORENZO PEZZAIOLI GIUSEPPE PALERMO NICOLA LOSIO MATTIA GUARNERI ALFREDO DURANTI NICOLÓ DANIELI CRISTIAN BIGNOTTI ANDREA DERELLI   IN ATTACCO MATTIA MAZZOLDI DAVIDE DESENZANI FRANCESCO FUSI ALEX BREMÈ ELHDJ AMADOU
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