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Castenedolese Under 16, Jaime Perello racconta la sua Academy in salsa spagnola

Jaime Perello6

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Gli esami non finiscono mai è il titolo di una commedia scritta ed interpretata dal grande Eduardo De Filippo. A volte però anche l'Erasmus, verrebbe da aggiungere, come appunto capitato a Jaime Perello, allenatore dell’Academy Castenedolese Under 16. Nato a Mollet del Valles (Barcellona) nel ‘93 e laureatosi in Scienze Motorie all’UCAM di Murcia, Perello è arrivato a Brescia proprio a seguito del programma Erasmus, quel progetto che dà la possibilità ad uno studente universitario di viaggiare per l’Europa e conoscere le differenti culture del continente. In Italia da 3 anni, ha allenato prima nella Voluntas Brescia e poi all’Academy, stringendo con la terra d’adozione un rapporto profondo ed appassionato, tanto da convincerlo a fermarsi fra i due laghi. In questa simpaticissima intervista l'iberico ci racconta del suo calcio tutto paella e tortillas, condito con degli spruzzi di Pirlo.  Allora Señor Perello, come le sembra la squadra? «Può sembrare arrogante ciò che dirò, ma credo di avere una squadra che potrebbe essere fra le prime 4 in un Regionale. È un vero peccato per questi ragazzi non poter “sfruttare” il loro talento e la loro voglia al cento per cento contro squadre più attrezzate, ci sono elementi che potrebbero giocare in squadre professionistiche». Il suo metodo e stile di gioco? «La mia priorità è insegnare il calcio. Voglio vedere la squadra partire dal basso, sviluppare il gioco e poi andare alla conclusione. Poi durante la stagione andiamo a migliorare i difetti o gli errori che facciamo durante il campionato». Il suo modulo prediletto?                                         «Non sono un allenatore che si “sposa” con un modulo, dipende dalle caratteristiche della squadra. Per esempio, quando allenavo la Voluntas Brescia giocavo principalmente col 4-3-3. Nella Castenedolese alterno tanti moduli, come il 4-3-3, il 4-4-2 e soprattutto il 3-2-3-2. Si, sono un mister molto offensivo! (ride, ndr )». Fantastico, a chi si ispira per giocare così?              «A Marcelo Bielsa, senza dubbio! Ho sempre pensato che Marcelo Bielsa sia l’Allenatore (con la A maiuscola). Il suo calcio è difficilissimo e molto aggressivo, ci vuole un'intelligenza calcistica enorme per imparare il suo gioco. Non è per tutti, difficile anche per gente di Serie A. Poi come allenatore dei portieri invece ho sempre apprezzato la scuola spagnola: Lluis Llopis, Josè Sambade e Carlos Perello. Quest’ultimo era il mio capo nella scuola di portieri dove lavoravo». Nel calcio giocato Perello stava in porta ed è cresciuto nella cantera della squadra locale, l’UE Alcudia, sull’isola di Maiorca. Dopo l’incontro col mentore Pablo Roca, suo allenatore, il maiorchino ha militato qualche anno nelle serie minori spagnole. L’obiettivo stagionale?                                             «Altro non è che vincere ogni partita per portare la squadra ai Regionali e aiutare l’Academy Castenedolese ad affermarsi nella provincia».  Come allenatore invece? Il suo sogno? «Il massimo sarebbe portare dei ragazzi nel professionismo e vederli sfondare: dev’essere una sensazione impagabile. Inoltre vorrei allenare una squadra professionistica, all’inizio nel settore giovanile e poi chissà... Sono giovane, mi sto ancora formando e non escludo niente. Ci vuole tempo e pazienza». Iniziata presto l'esperienza da allenatore, inizialmente in aiuto al coach di una squadra di Pulcini vicino a casa nelle Baleari, negli anni universitari ha lavorato invece per una scuola di portieri di Murcia, formando giovani promesse.  Ha uno staff?                                                   «Quest’anno è venuto a darmi una mano Nicola Gozio, un ragazzo che studia Scienze Motorie. La sua predisposizione per aiutare ed imparare è da apprezzare, si impegna tanto e penso che con un po’ di apprendistato ed esperienza diventerà un ottimo allenatore».  Ci può raccontare una gioia e un rammarico?      «Le gioie sono due. Una sarebbe la finale di un torneo che abbiamo giocato a Cinisello Balsamo due anni fa con la Voluntas Brescia. Partita perfetta. Come giocatore invece un pareggio (1-1) all’ultimo minuto contro il Real Mallorca quando avevo 16 anni: ricordo di aver parato tutto quel giorno! Viceversa, il rammarico? Vorrei rigiocare l’ultima partita che abbiamo perso, prima di questa seconda chiusura, nel trofeo Bresciaoggi contro la Vighenzi 2004 Elite. Noi tutti 2005 e loro 2004 con giocatori in prestito dalla FeralpiSalò. Il primo tempo 0-0, poi perso. Ma la partita che hanno fatto i miei campioni non la dimenticherò mai, hanno giocato con il cuore!». Un aneddoto che vuole raccontare?                     «Un piccolo aneddoto? Quando avevo 14 anni sono andato a giocare un torneo internazionale, il MIC Football, e ho visto giocare Neymar e Coutinho con la Nazionale del Brasile. In quel momento loro avevano 16 anni. Un torneo spettacolare, direi uno dei migliori a livello internazionale. Ma costa troppo e sarebbe difficile portare i ragazzi… ». Però dovevate andare ad un torneo, vero?                «Sì, la Pasqua scorsa dovevamo andare alla Copa Mallorca, avevamo già pagato l’iscrizione e i voli. Ma con il lockdown si è sospeso tutto e con questa emergenza sanitaria sarà difficile organizzare qualcosa fuori dal territorio nazionale. Un peccato, era proprio nel mio paese». Il torneo citato dal tecnico - il MIC Football - è un torneo internazionale di calcio giovanile che dal 2001 porta in Costa Brava (in provincia di Girona) alcuni dei club e delle nazionali più forti del mondo. Ogni Pasqua, migliaia di giovani atleti provenienti da ogni angolo del pianeta vivono cinque giorni intensissimi con centinaia di partite sparse in tutta la provincia. Al torneo hanno partecipato star come Coutinho, Messi, Marcelo, Neymar, Carvajal e altri, diventati poi grandi celebrità del firmamento calcistico. Non è il primo spagnolo che bazzica sul bresciano, anni fa è passato un certo Pep Guardiola. Le differenze rispetto alla Spagna? «Ci sono abitudini un po' diverse soprattutto con gli orari di pranzo e cena ma sono dettagli. Anche il rapporto umano è diverso, in Spagna siamo più estroversi e quindi ho dovuto imparare ad essere "più bresciano" diciamo (ride, ndr).  Però i prodotti tipici sono una meraviglia, soprattutto i salami che accompagnati a un buon Pirlo Campari sono un aperitivo da Champions! Poi quando mi manca il cibo spagnolo non ho problemi; so cucinare molto bene e quindi faccio di tutto: paella, tortilla di patate, tapas…». Fatto con Campari, vino bianco fermo (i non puristi usano il mosso purché non prosecco) e Seltz, il Pirlo è il tipico cocktail di Brescia, una sorta di must sorseggiato in tutti i locali. Ond’evitare l’occhiataccia dell’oste meglio non confonderlo con lo Spritz veneto. Vedo che si è ambientato bene... «Brescia mi piace perché è una provincia che ha di tutto: montagna, pianura, laghi... Mi piace molto la natura ed è per questo che la adoro». E Maiorca? «C’è poco da dire, meglio viverla. Quindi, mi raccomando, la prossima estate invito tutti a conoscere le bellezze dell'isola più bella del mondo!» Accettiamo volentieri l’invito, hasta pronto Jaime. «Gracias por todo». [caption id="attachment_246439" align="aligncenter" width="900"] «Il primo gruppo come allenatore non si scorda mai». La prima formazione di Pulcini maiorchini allenata dal tecnico. Perello in piedi a destra.[/caption] [caption id="attachment_246437" align="aligncenter" width="900"] Una formazione dell'UE Alcudia nella quale Perello ha militato. Lui è il portiere con la divisa rosa e l'equipo si prepara ad affrontare il CD Minorca, squadra isolana di Minorca.[/caption] [caption id="attachment_246436" align="aligncenter" width="900"] Jaime Perello in azione fra i pali contro una delle tante squadre delle Baleari affrontate nel corso della sua carriera calcistica[/caption]

ACADEMY CASTENEDOLESE UNDER 16 2020/2021

STAFF JAIME PERELLO ANDUJAR, ALLENATORE NICOLA GOZIO, VICE ALLENATORE DINE FQIRI, DIRIGENTE IN PORTA LORENZO TOMASONI OMAR DIKOUK IN DIFESA GABRIELE TRAVERSI LUCA BONATELLI ALESSANDRO GIACHETTI LORENZO CHERUBINI FEDERICO BERTONI A CENTROCAMPO LOUIS ISOAH WINSHEN LUCA TANININI TOMMASO BRIGNOLI GIOVANNI GORI EDOARDO LO MONACO EMMANUELE CONTRASTO ALESSANDRO CONTRASTO GABRIELE VOLPINI TOMMASO FILIPPINI NICOLAS BANDERA DINE LEJLI LORENZO CHERUBINI IN ATTACCO NICOLÒ PROVEZZA VINCENZO BELVEDERE SIMONE INFANTINO [caption id="attachment_246450" align="aligncenter" width="900"] La parata della vita. UE Alcudia-Atletico Baleares, calcio di rigore. Perello di fronte ad un dilemma: parare alla squadra del cuore? Prevale l'istinto, Alcudia vincente 2-1 al fischio finale[/caption]
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