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Concesio Under 16, l'Atalanta e la maglia azzurra: Massimo Perrone racconta "il gioco in assoluto più bello"

Massimo Perrone Concesio U16

Massimo Perrone Concesio U16

Dura la vita da bomber, ma ancor di più quella da mister. Massimo Perrone ne è l’esempio. Cresciuto nella Pavoniana e passato nell’ Atalanta, un vita da jolly la sua, di quelli che sposti di qua e di là per mettere le pezze nei vari reparti quando se ne ha l’urgente bisogno. Poi finalmente il ruolo definitivo: esterno basso nelle difese a 4 anche se pur sempre tuttocampista nel 3-5-2. Quindi la lunga carriera, le promozioni e le retrocessioni, passando per tutte le categorie dilettantistiche e tante, tantissime maglie, finendo per vestire pure quella azzurra della nazionale dilettanti. Sul Bresciano, sul Mantovano, dall’Interregionale alla Terza categoria. E ancora gli inizia da allenatore con la gavetta nelle serie minori fino all’approdo nelle giovanili. Questo e tanto altro è Massimo Perrone, attuale allenatore del Concesio Under 16. Allora, Perrone, come vive il periodo e come si è trovato a Concesio? «Penso che questa pandemia sia un disastro sociale, culturale e sportivo. Ha privato i giovani di tante cose: la scuola, le relazioni interpersonali, lo sport che reputo fondamentale per la crescita umana. Comunque arrivato qui ho trovato una famiglia, oltre che ad una società sportiva seria, organizzata e con dei veri principi morali e sportivi». Contento del gruppo? «Sono molto contento dei miei 2005, tutti educati, rispettosi e molto intelligenti: senza queste caratteristiche non andremmo da nessuna parte». Pensa si sarebbe potuto fare un buon campionato? «La rosa a disposizione è omogenea con 2 giocatori per ogni ruolo. Sono convito che avremmo potuto disputare un ottimo campionato, perché i ragazzi avevano capito subito cosa avrei preteso da loro, che calcio avrei voluto fare, quello che avevo in testa. Il mio è un calcio propenso all’attacco, che va giocato di sciabola e fioretto». I reparti presi singolarmente come sono? Come gioca una sua squadra-tipo? «I portieri sono seguiti da uno staff di preparatori di prim’ordine. La difesa a 4 ha buona fisicità e imposta, ma sa perfettamente che a volte è importante “sparecchiare”, vocabolo già in uso tra i ragazzi. Mi piace giocare con un mediano davanti alla difesa (un metronomo) che detta tempi e geometrie alla squadra e 2 mezz’ali a cui chiedo frequenti incursioni oltre ad una fase difensiva ordinata. Alle 3 punte dico di far gol e di essere i primi difensori in fase di non possesso». Cosa propone negli allenamenti? «Si sa che la partita è lo specchio degli allenamenti, la punta dell’iceberg. Quindi pretendo impegno e concentrazione durante tutte le sedute e tutti gli esercizi tecnici, tattici e fisici». Il suo staff da chi è composto? «Alessandro Ridoli è un collaboratore giovane e preparato. Vediamo il calcio nello stesso modo e quindi ci siamo trovati subito bene. Gli altri collaboratori sono Edoardo Reboldi e Antonio Maiolo, che da anni fanno parte della società. Sono persone serie, sempre presenti ad ogni allenamento e che si fanno in 4 per il bene della squadra. Che dire… proprio un bel gruppo». I suoi prossimi obiettivi? «Il sogno era quello di giocare in serie A, ora mi piacerebbe arrivare ad allenare una giovanile professionistica. Ho intenzione di partecipare al corso UEFA e so che ci sarà tanto lavoro da fare. La passione non manca, quest’anno ero in campo dal lunedì alla domenica ed ero felice. Maledetto Covid!» Quali sono le sue stelle polari? Se ne ha. «Tifo Inter e mi piace la grinta di Antonio Conte, anche se non condivido il suo modo di fare calcio, troppo difensivista e monotematico. Invidio la personalità di Zeman e se avesse curato la fase difensiva sarebbe a mio avviso alla pari dello Special One (Mourinho, ndr ) o di Klopp ed altri top. Credo ci voglia un giusto equilibrio e quindi la grinta di Conte, la personalità di Zeman, la preparazione di Guardiola e i migliori giocatori mondiali senza i quali non si può vincere». Che partite vorrebbe rigiocare e quali le sono rimaste care? «La gara da rigiocare con l’Atalanta: arrivammo secondi in un torneo internazionale, c’erano Roma, Torino, Ajax e Nazionale Ungherese più altre. Perdemmo ai rigori contro la Dinamo Kiev e fui tra quelli che sbagliò il rigore… ricordo che non riuscivo a smettere di piangere. Quello bello invece l’ultimo anno alla Pavo (Allievi B), quando vincemmo il campionato ed un torneo internazionale a Parigi. Però perdemmo la finale provinciale ai rigori contro il Ciliverghe: ecco sono sicuro che quella partita a rigiocarla altre mille volte non la avremmo più persa. Ma poi mi ricordo la vittoria della Coppa Italia dilettanti ai tempi della Condinese, la vittoria della Coppa Lombardia con il PHC, le varie promozioni. Le 2 retrocessioni… ecco quelle le vorrei dimenticare!». Un aneddoto che vuole condividere? «Avrei tanti aneddoti da raccontare, mille ricordi belli e brutti che girano attorno a questo meraviglioso gioco: il gioco in assoluto più bello. Mi fa sorridere un ricordo di mister Mirko Bianchi prematuramente scomparso. Ai tempi del Mairano, in Seconda Categoria, prima della partita si avvicinò ad un ragazzo che non giocava mai e gli disse: ”Te la senti oggi?” Risposta: “Sì mister!”. “Ecco… parti con il 14”. Aveva instaurato un rapporto con i suoi giocatori unico, non lo dimenticherò mai».

CONCESIO UNDER 16 ANNO 2005 - 2020/2021

STAFF MASSIMO PERRONE, ALLENATORE ALESSANDRO RIDOLI, VICE ALLENATORE EDOARDO REBOLDI, DIRIGENTE ANTONIO MAIOLO, DIRIGENTE PORTIERI LUCA MANZA DENIS MARCUT DIFENSORI SIMONE ENOLETTO STEFANO MENSI MATTEO MONTALBANO FILIPPO NOVENTA FEDERICO PEDRETTI MARCO SALVETTI CENTROCAMPISTI GABRIELE BOVENTI ALESSANDRO GASPERINI NICOLA MAGGIORI LUCA MARTINAZZOLI FEDERICO MAURIGI OSCAR MENSI ATTACCANTI ANDREA GARAU FILIPPO GHIDINI NICOLAS MAIOLO LORENZO REBOLDI MATTIA ROVERSI
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