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Aurora CMC Under 16: il ritorno a casa di Alessio Marangotto, tecnico dei 2005

Aurora CMC Uner 16
Alessio Marangotto, tecnico dell’ Aurora Cerro Maggiore Cantalupo Under 16, è in società da questa stagione, dopo aver passato quattro anni alla Dairaghese; l’allenatore ha deciso di tornare nella società in cui ha giocato per ben 9 anni. La carriera calcistica di Marangotto inizia nelle giovanili del Canegrate, l’anno successivo ebbe la fortuna di giocare per gli Allievi del Legnano fino ad arrivare ad esordire in prima squadra con il Parabiago. Negli stessi anni un infortunio alla tibia lo costrinse a ripartire dalla Terza Categoria con il Canegrate, e dopo qualche anno in Prima Categoria al San Giorgio. Infine, l’allenatore concluse la propria carriera, giocando per nove anni proprio con la maglia dell’Aurora Cerro Maggiore Cantalupo (fino al 2006). Il tecnico racconta: «Dopo che smisi di giocare a calcio mi appassionai subito alla carriera da allenatore, la prima esperienza fu al Nerviano con gli Allievi con cui vinsi il campionato. Anno dopo anno mi accorgevo che mi piaceva guidare un gruppo e allenare i ragazzi; dopo un po' decisi sdi passare al Canegrate allenando la Juniores e qualche anno dopo fui chiamato dall’Aurora Cerro Maggiore Cantalupo per allenare la prima squadra che militava in Promozione. Successivamente presi in mano gli Allievi dell'Aurora CMC e rimasi per 5 anni; dopo mi spostai alla Dairaghese, mi volevano fortemente da anni; a Dairago ho allenato i 2005 e nei tre anni passati con loro ci siamo divertiti molto e posso dire che ho centrato il mio obiettivo, cioè quello di creare un grande gruppo e insegnare loro come si gioca a calcio, togliendomi anche delle soddisfazioni. Dopo la Dairaghese, sono passato al Legnarello e alla Folgore Legnano, e infine ho deciso di far ritorno all’Aurora CMC». Il tecnico racconta i suoi obiettivi personali e la sua rosa: «Quest’anno ho l’obiettivo di formare ragazzi che siano pronti per la Juniores Regionale; nel gruppo ci sono ragazzi con talento e voglia di fare sacrifici, ma a causa di questo stop, i tempi si stanno allungando e diventa sempre più difficile. Abbiamo ripreso ad allenarci da poco più di una settimana, sempre in modo individuale. Le aspettative sono sicuramente quelle di ricominciare a giocare; motivare i ragazzi non è facile, a tutti manca giocare le partite vere e proprie come prima, a me in primis. Ho dei ragazzi molto interessanti a livello tecnico e fisico, ovviamente c’è da lavorare ma sono molto positivo, siamo a un livello provinciale, errori se ne fanno molti ma cerco sempre di allenare in modo che siano pronti ad ogni situazione durante il weekend. Non mi piace sedermi in panchina e gestirli con il joystick, mi piace vederli crescere di volta in volta, con determinati movimenti e belle giocate. Abbiamo due portieri con grande margine di crescita, uno dei due è meno fisico dell’altro, ma fra i pali è bravo. La difesa è composta da due centrali molto bravi a tenere la posizione e capire le situazioni di gioco, mentre i terzini sono veloci e che sanno fare entrambe le fasi, offensive e difensive. Il centrocampo è composto da ragazzi tecnici e molto bravi palla al piede, e infine abbiamo gli attaccanti che sono molto bravi a lanciarsi nello spazio, dobbiamo migliorare a gestire la palla con le spalle alla porta. Nella rosa ho due capitani, uno è Gabriele Mezzanzanica e l’altro Antonio Chiarello hanno entrambi le caratteristiche del leader dentro e fuori dal campo, sono sempre presenti agli allenamenti e sono i primi a riprendere i compagni quando non sono attenti o pensano ad altro, hanno le stesse doti».
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