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Castanese Under 16: genitore, amico e psicologo, Milizia racconta la sua avventura a Castano

Castanese Under 16
Antonio Milizia, tecnico della Castanese Under 16, allena i neroverdi da ben quattro anni, e, a parte qualche trasferimento negli anni, la rosa è rimasta la stessa. Il tecnico in passato ha giocato a calcio, la sua carriera inizia all’Oratorio Vulcania, dove inizia a giocare a sette. Dopo di che l’allenatore si trasferì alla Lonatese, fino all’età di 21 anni; rimase lì anche mentre faceva il militare, e nel fine settimana era sempre presente. Successivamente Milizia giocò per 13 anni ad 11, poi smise dopo la nascita di sua figlia. L’allenatore inizia a giocare come attaccante, essendo un mancino ha potuto anche esprimersi come esterno sinistro e terzino, fino a diventare un difensore centrale, il suo ruolo principale. Dopo aver smesso col calcio giocato iniziò subito ad allenare, il tecnico racconta: «Ho iniziato ad allenare nella società dove ho cominciato a giocare a calcio, la Vulcania, e dopo un anno sono arrivato a Castano, dove ho trovato una società pronta e con un bel progetto. I ragazzi sono cambiati parecchio da quando sono arrivati; ho avuto la fortuna di avere a disposizione una rosa ben attrezzata con un ottimo livello di gioco. Siamo una squadra molto forte e con tanta qualità all’interno del gruppo; l’anno scorso abbiamo vinto il campionato subendo 0 sconfitte, quest’anno volevamo ripeterci perché eravamo capitati in un girone molto ostico, con squadre ben attrezzate. Le aspettative erano riconfermare la vittoria del campionato, ce la possiamo giocare contro tutte». Il tecnico racconta il suo modo di allenare: «Sono uno di quelli che pensa che nel calcio debbano giocare tutti; ovviamente, quando sei primo in campionato è ancora più difficile fare scelte, ma io non riesco a lasciare fuori dei ragazzi, con me giocano tutti, mi piace che giochino e che si divertano, tanto o poco minutaggio che sia, mi piace far girare la squadra e variare stili di gioco. Chiaramente ci sono partite difficili dove a volte si è costretti a giocare in un determinato modo, ma è raro. A me non interessa fare 150 gol, mi interessa vincere le partite, portare a casa le vittorie anche di misura, poi dopo si analizza il resto della partita ma la cosa più importante è la vittoria. Il mio grande compito da allenatore è quello di portare i ragazzi più in alto possibile, devono imparare e crescere mentalmente; il vero allenatore deve fare da amico, genitore e psicologo». Milizia presenta la squadra e il suo staff: «Come ho detto, ho una rosa di qualità con giocatori molto forti, in tutti i ruoli. Il portiere è Amin El Boulani,(198cm classe 2005) forte fra i pali e tecnicamente, il difensore centrale e capitano,  Marco Pouruncaya, scelto personalmente da me perché è il più maturo del gruppo, molto forte anche in campo e lavora molto, da 3 anni capitano della squadra. Medhi Bouderga, centrocampista centrale di qualità, molto bravo con i piedi. Francesco Liquori, attaccante e giocatore importante, nonché capocannoniere dello scorso anno. Siamo una grande squadra, potrei e vorrei fare i nomi di tutti i ragazzi perché se lo meritano. Il mio staff è composto dal mio vice allenatore Pietro Di Prospero, da due anni alleniamo insieme ed è anche il preparatore atletico della squadra; i dirigenti sono Luca Paulon e Astit Deda, ci danno una mano e ci seguono ogni fine settimana».
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