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Sporting Cesate Under 16: voglia di rimettersi in gioco con l'arrivo Bulgarelli sulla panchina verdeblù

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Diego Bulgarelli, tecnico dello Sporting Cesate Under 16, allena la squadra da settembre di quest’anno ma ha cominciato a seguire i ragazzi da luglio. In passato il tecnico ha giocato a calcio, la sua avventura inizia nelle giovanili della Vercellese, successivamente, negli anni '90 si trasferisce alla Pro Sesto (dai Giovanissimi alla Beretti); dopo si trasferì al Brugherio, giocando in Serie D un paio di anni, dopo di che il tecnico giocò per squadre dell’hinterland milanese come Inveruno e Vittuone, giocando in prima e seconda categoria. Infine, il tecnico conclude la sua carriera da calciatore, nella squadra in cui iniziò a tirare i primi calci al pallone, ovvero la Vercellese, dove trovò un accordo con la società per poter sia giocare che allenare, e proprio da qui inizia la sua avventura da allenatore, prendendo in mano le redini della Scuola Calcio. Dopo aver allenato per qualche anno alla Vercellese, Bulgarelli si trasferisce al Baggio Secondo, poi Lombardia Uno e Caronnese spaziando in tutte le categorie, dai Giovanissimi agli Allievi, fino ad arrivare allo Sporting Cesate sedendo sulla panchina dell’Under 16. Il tecnico racconta: «Il mio sogno e obiettivo personale è quello di allenare una Juniores; sono un allenatore qualificato Uefa C e ho inoltrato la domanda per il patentino Uefa B, sto aspettando la conferma per essere inserito. L’obiettivo e le aspettative di quest’anno erano quelle di rifondare un gruppo dal disastro dell’anno scorso, perché la rosa avrebbe perso la categoria, si è salvata solo grazie alla pandemia. Il problema dello scorso anno, tralasciando il virus, sono stati i troppi cambi in panchina e giocatori che si erano stancati di giocare, quindi lasciavano la squadra a metà anno e con un campionato da finire. Io e il mio preparatore dei portieri abbiamo portato 6 ragazzi allo Sporting Cesate. Come detto, l’obiettivo era quello di riformare un gruppo, con competenze e stimoli giusti per far si che non abbandonassero il calcio, soprattutto in questo periodo di stop, dove possono mancare le motivazioni per andare avanti. A inizio anno, ci siamo tolti qualche soddisfazione, vincendo delle amichevoli pre-campionato, con squadre attrezzate e molto più preparate di noi, ho visto una squadra con le basi e con voglia di giocare a calcio». Successivamente l’allenatore dello Sporting racconterà della sua rosa: «Premetto che per me non è importante il modulo di gioco, dal 4-4-2 al 3-4-3 non cambia. I ragazzi devono imparare a giocare in confidenza, senza adattarli a ruoli. Il fine settimana noi giochiamo con 4-2-4 in fase di possesso, in fase di non possesso, devono occupare il campo in una determinata posizione, ci lavoriamo e lo facciamo in allenamento, i ragazzi sanno come muoversi in campo. Il capitano della squadra è Antonio Borda, mentre il vice capitano è Alessandro Pessina, entrambi scelti dalla società, si sono dimostrati i più legati alla maglia negli anni, compreso l’anno scorso, anno in cui si sono distinti particolarmente. Non li conoscevo all’inizio, poi parlando con il Direttore Sportivo ci siamo messi d’accordo. In rosa ci sono dei ragazzi che potrebbero giocare in categorie superiori, come il portiere Riccardo Amato, l’ho avuto fra i pali anche quando allenavo la Lombardia Uno; Marouan, difensore centrale egiziano, molto veloce, può anche giocare come terzino; Martin Seva, centrocampista centrale, tecnicamente forte; Mattia Alzamora, anche lui ci da una grossa mano e secondo me potrebbe giocare in una categoria superiore alla nostra. La rosa è formata da 18 ragazzi, con il tempo e il duro lavoro cresceranno tutti, hanno tutti un margine di crescita importante». Infine, l’allenatore, presenta il suo staff: «Non ho un vice allenatore, un gruppo da 18 ragazzi si può gestire anche da solo, io mi preparo prima l’allenamento, ma allo stesso tempo mi segno tutto dei ragazzi, la frequenza agli allenamenti, il minutaggio in partita. Ho due dirigenti accompagnatori, Stefano Vitone e Cono Randazzo, entrambi molto disponibili e presenti, ci danno una grossa mano».
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