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Under 16

La raffinata arte dell'essere un trequartista

A quota 20 gol in appena 12 partite, il centrocampista goleador ha dimostrato di sapersi muovere tra le linee e di saper gonfiare la rete; a questo, si aggiunge il grande carisma che gli è valso la fascia da capitano al braccio

Andrea Bianco Under 16 Limbiate

Andrea Bianco, trequartista e capitano del Limbiate di Andrea Ietti

Nel calcio il ruolo del trequartista ha vissuto un periodo incredibilmente florido moltissimi anni fa: non un attaccante, non un centrocampista, ma un ruolo che porta il suo interprete a giocare letteralmente sul filo di questi due reparti, tra le linee come si suol dire. Sulla trequarti, appunto. L’obiettivo? Quello di supportare per vie centrali la manovra offensiva, ma anche di schermare le prime manovre avversarie. Col passare del tempo il ruolo si è pian piano “estinto” e al giorno d’oggi è sempre più difficile trovare giocatori che ricoprano questo ruolo, complice anche l’ascesa di moduli che magari privilegiano di più le fasce esterne invece che le vie centrale.

Per questo motivo trovare un ragazzo che riesca a giocare in questo ruolo nel mondo delle giovanili con risultati incredibilmente positivi non può non essere un fatto degno di nota e degno di essere messo sotto la lente d'ingrandimento. È il caso di Andrea Bianco, capitano del Limbiate Under 16 guidato dal tecnico Andrea Ietti. Il ragazzo, che prima di arrivare nel club biancorossoblù ha giocato anche nel Cassina Nuova e nella Solese, si è appunto definito un trequartista e ha detto: «Gioco in questo ruolo perché credo che la mia caratteristica principale sia la qualità che ho nei piedi. Giocare in quella zona di campo mi permette di inserirmi in area e anche di servire i miei compagni». Proprio i gol sono ciò che ad Andrea non manca, che infatti è il capocannoniere del Girone D con la sua squadra, avendo segnato già 20 reti nelle 12 partite che hanno composto la prima parte di stagione. «Non ho un gol più bello, in generale mi piace segnare. Pero ho dei modi preferiti per gonfiare la rete, quello sì. Quando posso e mi trovo a tu per tu, provo sempre a saltare il portiere e poi depositare il pallone a porta vuota. Mi piace anche fare gol direttamente su calcio di punizione: ogni volta che la posizione lo permette io ci provo».

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Non solo trequartista e goleador, perché come detto Andrea è anche il capitano del Limbiate e dimostra, con le parole e anche con i fatti, di dimostrare la fascia, vista la sua grande maturità. Maturità che viene messa in mostra sia quando fa autocritica, sia quando parla del suo rapporto con il resto dello spogliatoio. Su di sé, il ragazzo ha spiegato di essere consapevole dei suoi limiti e di voler migliorare in special modo nella corsa e nella resistenza, così da poter dare un apporto ancor più quantitativo ai compagni e migliorare il suo bagaglio tecnico. Sulla squadra invece il capitano ha raccontato l'ottimo rapporto che ha con gli altri membri della rosa: «Direi che il clima nel gruppo è ottimo. Tra di noi c'è molta chimica e questo poi si vede in campo. Non a caso, infatti, credo che questa sia la stagione migliore della squadra, oltre che la più positiva per me a livello personale. Essendo capitano, poi, verso gli altri sento una forte responsabilità, perché so di rappresentarli. Devo e voglio essere leader, e per me questo vuol dire comportarsi anche in maniera protettiva. Come fanno i padri nei confronti dei figli, che sono sempre pronti a supportarli, incoraggiarli e fare il massimo per loro».

Il suo allenatore, Andrea Ietti, ha parlato del ragazzo descrivendolo come un giocatore con capacità superiori alla media e ai suoi coetanei: «Riesce a fare tutto con una semplicità disarmante. Per noi, oltre che essere il nostro capitano con merito, è anche un valore aggiunto, che riesce a trasmettere serenità alla squadra con le due doti tecniche. Grazie a tutto il collettivo sta portando avanti un'annata strepitosa se si guardano i suoi numeri personali». Il tecnico poi ha chiuso così: «Secondo me lui è di un'altra categoria e spero vivamente di poterlo aiutare a fare il salto di qualità che merita e che sicuramente è in grado di fare».

Andando ad unire il discorso tecnico e quello caratteriale, si ha un quadro di Andrea Bianco che effettivamente coincide con il suo punto di riferimento nel calcio professionistico: il ragazzo ha infatti detto di ispirarsi a Thomas Müller, trequartista iconico del Bayern Monaco e una delle chiocce della squadra tedesca per i giocatori più giovani: «Mi rivedo molto in lui. Stessa posizione in campo e stessa chimica tra lui e i compagni».

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