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Solbiatese Under 16: il tecnico Alessandro Carnaghi vuole arrivare ai playoff attraverso il bel gioco

solbiatese under 15

Il tecnico Alessandro Carnaghi

Alessandro Carnaghi, allenatore della Solbiatese racconta le reazioni dei suoi giocatori allo stop degli allenamenti, la voglia di ripartire con il piede giusto e il suo lavoro di selezionatore per l’Under 15 femminile. Ciao Alessandro, come va? Come stanno i ragazzi in questo periodo di stop? Ciao Samuele, tutto bene. Nonostante io sia un allenatore in questo periodo sto lavorando anche in altri ambiti. I ragazzi sono impazienti di ricominciare, ogni volta che facciamo una videochiamata mi chiedono quando si potrà riprendere. Pensi che questo stop influirà molto sulla loro condizione fisica? Secondo me sì, farà ripartire tutti dal punto di partenza. Avevamo lavorato molto per tornare a buoni livelli di preparazione ma ora si azzererà tutto. Dal punto di vista mentale, invece, credo che i ragazzi la prenderanno meglio dell’ultima volta. Dipende comunque da quando si riprenderà e in che modalità. Se si dovesse ricominciare in inverno, ad esempio, i ragazzi non avrebbero molte distrazioni. Essendoci la scuola non penserebbero molto a uscire, sarebbero più concentrati, e questo potrebbe essere positivo. Prima dello stop la squadra come aveva iniziato il campionato? Né bene né male. I ragazzi dopo il primo lockdown sono tornati in campo un po’ disorientati. Confrontandomi con altri allenatori ho notato che molti condividevano quest’impressione. Dopo un periodo in cui erano stati sempre in casa avevano bisogno di riprendere la giusta concentrazione. A causa di questo smarrimento abbiamo giocato un po’ male le prime due partite. Forse, venendo da un campionato élite, abbiamo anche fatto l’errore di sottovalutare gli avversari. L’allenatore del Masseroni, comunque, dopo averci battuto, si è complimentato con noi. Evidentemente il problema non era nel gioco ma negli errori dei singoli. Fortunatamente i ragazzi avevano ripreso la concentrazione e nella terza partita, vinta 2-0 contro l’Ispra, avevamo dimostrato grandi miglioramenti. Il gruppo è unito? Ci sono molti nuovi arrivati? I nuovi arrivati sono solo 4, il gruppo, infatti, è molto unito. Già dal ritiro i nuovi si sono integrati benissimo e sotto quest’aspetto posso stare molto tranquillo. Cosa si potrebbe migliorare della squadra dopo lo stop? Sicuramente dobbiamo impegnarci per ripartire con la giusta mentalità. Chi sarà capace di questo sicuramente farà molti punti e ci metterà meno tempo a ritrovare la condizione. Dobbiamo restare concentrati. Qual è l’obiettivo che perseguirete alla ripresa del campionato? L’obiettivo a inizio campionato era sicuramente di raggiungere la zona play-off, e dunque di arrivare tra le prime cinque. Abbiamo le potenzialità per farcela, ma dobbiamo restare concentrati. Avevamo preso consapevolezza dei nostri mezzi e non dobbiamo perderla. L’inizio è stato duro proprio perché i ragazzi non si aspettavano che le squadre di questo campionato fossero così aggressive o competitive. Parlando della tua carriera, questo è il secondo anno alla Solbiatese, come ti trovi in questa società? Sì, questo è il mio secondo anno. L’anno scorso il campionato è stato interrotto e i ragazzi mi hanno chiesto di restare con loro. Ho scelto di continuare e andare avanti anche perché sono molto legato a questo gruppo. Io, inoltre, alleno in centri tecnici federali e sto lavorando come selezionatore per l’Under 15 femminile. L’anno scorso selezionavo giocatrici nella zona Franciacorta, tra Brescia, Bergamo, Como e Lecco, quest’anno invece mi occupo della Zona 2. Alla Solbiatese comunque sono molto legato, l’anno scorso ho anche giocato con questa maglia, ammiro molto il presidente, è un’ottima persona che realizza sempre quello che promette. La società mi ha stupito molto in positivo, mi ha dato modo di lavorare davvero bene. C’è un allenatore professionista a cui ti ispiri? Non mi ispiro particolarmente un allenatore. Più che altro perseguo il bel gioco, mi piacciono le squadre che costruiscono l’azione partendo da dietro e che non giocano lanciando solo la palla lunga. Io devo insegnare ai ragazzi a giocare bene a calcio, questa è la cosa più importante, al di là dei risultati. Perseverando nel bel gioco alla fine le vittorie arrivano, e questo lo abbiamo visto bene l’anno scorso. Spesso, nonostante le difficoltà dovute a infortuni o a complicazioni, gli allenatori avversari si complimentavano con noi. I ragazzi devono poter sperimentare e sbagliare. Nella loro vita affronteranno tante difficoltà e tante situazioni diverse e dovranno sapersi adattare. Io cerco di dare il più possibile ai miei giocatori. Credo infine che la cosa più importante sia avere una mentalità aperta, non essere ottusi, ma prendere spunto da tutti gli altri allenatori.
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