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Alcione-Ausonia Under 16: Sammarco incanta e segna, Vecchi la pareggia e Caremoli completa la rimonta

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Sammarco: classe da vendere, talento cristallino, senso del gol. Vecchi: tecnica sopraffina, velocità di pensiero, grande fantasia. Caremoli: carisma, duttilità, leadership. Tre nomi, nove aggettivi, infiniti motivi per i quali Alcione-Ausonia è lo specchio esatto di quanto di meglio possa regalare il calcio giovanile dilettantistico. La classica milanese, che ha messo di fronte due tra le realtà più consolidate del panorama calcistico lombardo, incorona l'Alcione (2-1). La rimonta firmata da Vecchi e Caremoli regala la prima gioia per Brunetti, appena 72 ore dopo l'annuncio che sarà il prossimo allenatore dell'Under 17 Élite orange, alla guida proprio dei classe 2005 (tuttora campioni regionali in carica in virtù del titolo ottenuto nel 2019 ai tempi dell'Under 14). Una vera prova di forza quella dei padroni di casa, bravi nella ripresa a pareggiarla con Vecchi (gran tiro in diagonale dentro l'area) e poi vincerla con Caremoli (freddo a concludere nel migliore dei modi una grandissima azione), in una seconda parte di gara giocata da grandissima squadra. Da sottolineare è proprio la prova del "diez" di casa, ovvero Vecchi. Talento indiscusso dello scacchiere orange, il fantasista si è dimostrato un mix di talento, tecnica e visione di gioco. Nel mezzo il gol del vantaggio neroverde firmato da Sammarco (anch'esso derivato da un'azione splendida), arrivato a coronamento di un primo tempo di livello assoluto. La prestazione del centravanti di via Bonfadini non è però la sola nota lieta per gli ospiti. La squadra di Campelli ha infatti dominato per lunghi tratti la partita, soprattutto nel primo tempo. Trascinata dal talento di Ferrara e dalla leadership di Schiesaro, l'Ausonia ha comunque di che festeggiare. Certamente perdere - soprattutto in questo modo, soprattutto contro l'Alcione - non fa mai piacere. Rimane tuttavia il fatto che i neroverdi si sono dimostrati per l'ennesima volta una delle realtà più in ascesa del panorama milanese e non solo. Fattore "diez". Quando a fare la differenza è il talento e l'estro non c'è niente da fare: la partita diventa automaticamente spettacolare. Che Alcione-Ausonia possa essere questo (e molto altro) lo si capisce un istante dopo il fischio d'inizio, giusto il tempo il pallone arrivi tra i piedi di Vecchi e Ferrara. Tanto diversi (ruolo e caratteristiche) quanto simili (talento e leadership), i due "diez" - seppur in modo diverso - sono elementi imprescindibili per il gioco delle rispettive squadre. Nel 3-5-2 neroverde Ferrara - affiancato da Gentile e Sciancalepore - agisce da play basso: la precisione con la quale tocca ogni singolo pallone è impressionante, così come l'importanza di tali caratteristiche per la squadra di Campelli. Alla coppia d'attacco Menfalout-Sammarco viene garantita una buona qualità di palloni giocabili, mentre i "quinti" Basso e Samuele Donida hanno modo di distendersi in fase di possesso. Nonostante il trio capitanato da Schiesaro e completato da Cogrossi e De Filippis garantisca sicurezza, i più grossi problemi per gli ospiti riguardano proprio la fase di non possesso: ecco che entra in scena l'altro "diez", quello orange: Vecchi. Il giovane talento di via Olivieri gioca da classico trequartista, completando con Cozzi (regista) un'asse centrale di assoluta qualità. A fare la differenza per l'Alcione è proprio l'asse centrale, alla quale va aggiunto un apporto decisamente interessante dalle due mezzali (Di Munno a sinistra, Notarianni a destra) e dai due terzini (Gabba a destra e Torresani a sinistra). Se la difesa è ben guidata dalla coppia Gasparetto-Caremoli, il reparto offensivo è di assoluta qualità: Vecchi, come detto, agisce da trequartista, mentre in avanti spazio alla velocità e al senso del gol di Inchingolo e Gorla. Firma Sammarco, ripresa di studio. Con due formazioni così, manco a dirlo, le occasioni non mancano. Alcune più potenziali, come il colpo di testa sugli sviluppi di calcio d'angolo di Schiesaro (1') o il tentativo di Notarianni, con quest'ultimo servito in profondità da Inchingolo (4'). Altre più concrete, come il tiro di Ferrara che finisce alto (3') o quello di Caremoli da trenta metri, che spaventa e non poco Gavoci (6'). Altre ancora letali come non mai, come quella che porta al vantaggio neroverde. Il fraseggio tra Basso e Gentile permette a Sammarco di ricevere il pallone in profondità, controllarlo e battere in contro tempo Nocera con un destro preciso (32'). Vuoi i cambi, vuoi il risultato che condiziona inevitabilmente gli atteggiamenti delle due squadre, nella ripresa la partita cambia. Brunetti ne sostituisce ben sei: l'attacco è affidato alla freschezza di Pacifico, mentre a centrocampo spazio alla qualità di Mazza, affiancato dal confermato Notarianni e da capitan Caremoli, che avanza dunque il suo raggio d'azione. Cambia anche la coppia di centrali: spazio dunque per Baldi e Ciceri, con l'ingresso anche di Lauriola sulla destra. Chi resta in campo come Notarianni è Vecchi, il quale agisce ora alle spalle di Gorla (anch'esso confermato) e Pacifico. Serve proprio la classe del "diez" per raddrizzare la partita a metà ripresa. Dopo una prima parte di secondo tempo complessa, la discesa di Torresani sulla sinistra trova in area lo stesso Vecchi il quale, dopo uno stop a rientrare, infila Petris con un gran mancino a incrociare (19'). Chi invece cambia schieramento tattico è l'Ausonia. Campelli passa alla difesa a quattro, affidando la corsia di destra a Di Crescenzo e mettendosi a specchio dell'Alcione: Calabrese agisce sulla trequarti, coadiuvando la coppia Sammarco-Samuele Donida. Se la volontà di Campelli ad inizio ripresa è quella di non concedere spazi e ripartire, dopo il gol del pari la partita - ovviamente - cambia di nuovo. Gli spazi per Sammarco di aggredire la profondità sono leggermente meno, mentre i quattro dietro hanno di che preoccuparsi avendo di fronte a sé una squadra - l'Alcione - decisamente rinvigorita dopo il pari di Vecchi. La conseguenza? Il gol degli orange che, nell'ordine: vale il vantaggio, completa la rimonta e regala la vittoria a Brunetti. L'errore di Cogrossi favorisce Caimi (entrato da pochi minuti), il quale serve in profondità capitan Caremoli. Il diagonale del talento orange è preciso e angolato, sul quale Barotac non può nulla (39'). Prima del triplice fischio Buccolo avrebbe l'occasione di riprenderla in zona Cesarini, ma il suo tentativo è parato con talento da Petris (44').

IL TABELLINO

ALCIONE-AUSONIA 2-1 RETI: 32′ Sammarco (AU), 19′ st Vecchi (AL), 39′ st Caremoli (AL). ALCIONE (4-3-1-2): Nocera 6 (1′ st Petris 7), Gabba 6.5 (1′ st Lauriola 6), Torresani 7, Gasparetto 6.5 (1′ st Ciceri 6.5), Cozzi 7 (1′ st Baldi 6.5), Caremoli 8, Notarianni 7.5, Di Munno 6.5 (1′ st Mazza), Inchingolo 6.5 (1′ st Pacifico), Vecchi 8, Gorla 6.5 (35′ st Caimi 7). All. Brunetti 7.5. AUSONIA (3-5-2): Gavoci 7 (1′ st Barotac 6.5), Basso 7, Donida Samuele 6.5 (1′ st Di Crescenzo 6.5), De Filippis 6.5 (19′ st Papa 6), Cogrossi 6 (1′ st Calabrese 6.5), Schiesaro 6.5, Sciancalepore 6.5, Gentile 7 (1′ st Buccolo 6.5), Menfalout 6.5 (19′ Donida Simone 6), Ferrara 7.5, Sammarco 8. A disp. Parretta. All. Campelli 7.

LE PAGELLE

ALCIONE Nocera 6 Il suo compito è facilitato dalla poca precisione che caratterizza i centravanti dell’Ausonia. Rimane comunque sempre allerta e attento, dimostrando di essere un portiere sul quale si può contare, nonostante non abbia effettuato interventi rilevanti. 1’ st Petris 7 A differenza del compagno di reparto è chiamato in causa con insistenza nella ripresa. Su tutti gli interventi effettuati spicca quello nel finale su Buccolo, il quale si dimostra un’autentica prodezza che vale la vittoria. Gabba 6.5 Si trova di fronte un Donida molto intraprendente, soprattutto in avvio. Quel che manca in fase difensiva, tuttavia, gli riesce in fase di possesso. Risulta, sulla falsariga di Torresani, un attaccante aggiunto quando ha spazio per attaccare. 1’ st Lauriola 6 Fatica nell’approccio, lasciando spesso un po’ troppo solo Ciceri in fase difensiva. Le qualità non si discutono, anzi. Potrebbe tuttavia garantita un apporto ben diverso. Torresani 7 Uno dei migliori in avvio. Sulla sinistra fa praticamente quello che vuole, dando il via a un duello tanto rusticano quanto eccezionale con Basso. Per caratteristiche, dunque ci sta, molto meglio quando c’è da attaccare rispetto a quando c’è da difendere. Gasparetto 6.5 Menfalout è un osso duro da marcare, ma per sua fortuna la partita del centravanti neroverde dura venti minuti. Contro Donida dimostra di saper prevalere, soprattutto sotto l’aspetto della fisicità. 1’ st Ciceri 6.5 In un alinea difensiva completamente rivista, la quale è costretto a giocare molto alta e con tanto campo alle spalle da coprire, gioca una partita attenta e senza grosse sbavature. Rischia tuttavia quando Sammarco lo punta nell’uno contro uno. Cozzi 7 Con Vecchi forma un’asse centrale di assoluto talento. Proprio tramite tale asse l’Alcione si rende pericoloso, dunque i suoi meriti sono evidenti. Tecnicamente non sbaglia un pallone, mentre quando ha modo di alzare la testa dimostra abilità nel fare sempre la giocata giusta. 1’ st Baldi 6.5 Così come Ciceri, suo compagno di reparto nella ripresa, gioca una partita attenta e in controllo. Va in difficoltà quando Donida si scatena in velocità, mentre rischia nel finale quando Buccolo calcia verso la porta di Petris dentro l’area di rigore. Caremoli 8 Otto per il talento, per il gol partita ma soprattutto per una duttilità da fare invidia. Inizia da difensore centrale, passa sulla linea mediana (dove gioca a memoria e con grande personalità), si trasforma in eroe nel finale quando con un tiro preciso batte Barotac e completa la rimonta orange. Notarianni 7.5 Inizia da mezzala, ma ci mette pochissimi minuti per far capire che quella è solamente la sua posizione di partenza. Svaria infatti lungo tutta la trequarti offensiva, creando con le sue giocate e i movimenti senza palla superiorità numerica. In avvio avrebbe anche l’occasione per segnare, tuttavia trova di fronte a sé un Gavoci attento. Di Munno 6.5 Ad un Notarianni offensivo si antepone un Di Munno altrettanto talentoso e in partita, tuttavia decisamente più accorto nel tenere la posizione e garantire copertura anche in fase di non possesso. Sulla sinistra dialoga molto bene con Torresani, con il quale forma una coppia importante sul centro-sinistra. 1’ st Mazza 6.5 Accogliere l’eredità di Cozzi non è semplice, ma lui lo fa molto bene e con grande personalità. Il talento lo conoscevamo, mentre la personalità messa in campo è fondamentale per trascinare i suoi verso la rimonta. Non tocca tanti palloni come il predecessore, ma è utilissimo davanti alla difesa. Inchingolo 6.5 Inizia a rilento, poi entra in partita con determinazione fino alla sostituzione a fine primo tempo. Ha tuttavia modo di scendere di nuovo in campo, e lo fa con un piglio più che positivo. Si dimostra ancora una volta un centravanti completo e decisamente interessante, nonostante non abbia avuto grosse chance per incidere. 1’ st Pacifico 6 Dimostra di avere qualche buona giocata in canna, tuttavia fatica a farsi vedere dalla trequarti in su. Gioca comunque un buon secondo tempo, largamente sufficiente. Vecchi 8 Il “diez” orange dimostra classe, personalità e senso del gol. Quando il pallone è tra i suoi piedi ci si può aspettare qualunque cosa. Infatti, il più delle volte, inventa giocate e dimostra di poter trascinare con la sua classe l’intero undici. Si traveste anche da goleador, quando a inizio ripresa segna il gol che rimette le cose a posto per la squadra di Brunetti. Gorla 6.5 Molto bene nel primo tempo, durante il quale spazia molto e gioca con la squadra, più in ombra nella ripresa quando, anche a causa di un calo fisico, fatica nelle giocate che gli riuscivano nel corso della prima frazione. Peccato per il nervosismo finale, il quale gli fa finire anzitempo la partita. 35’ st Caimi 7 Gioca solamente cinque minuti, ma tanto gli basta per raccogliere un disimpegno sbagliato di Cogrossi, servendo un cioccolatino dolcissimo in profondità a Caremoli. All. Brunetti 7.5 La sua idea di calcio è chiara e la squadra lo segue perfettamente. Giocano anche molto bene quando c’è da fare possesso, mentre si dimostrano letali quando c’è da aumentare il ritmo e riprendere la partita. AUSONIA Gavoci 7 Sebbene non effettui vere e proprie parate, se nel primo tempo i suoi non subiscono gol il merito è soprattutto suo. Come detto, non effettua parate vere e proprie, tuttavia si esibisce in due uscite basse che salvano letteralmente il risultato. 1’ st Barotac 6.5 Sul primo tentativo di Caremoli è attento e ben piazzato, sul secondo non può arrivarci. Discorso simile per il gol di Vecchi, con il dieci orange che da sotto misura lo ha battuto con un diagonale. Basso 7 Come detto per Torresani, il duello con il terzino orange è spettacolare. Parliamo di due esterni offensivi, tecnici e soprattutto veloci. Nel suo primo tempo spicca l’azione che porta al gol di Sammarco, dopo aver servito con un grande assist Gentile. Donida Samuele 6.5 Sulla sua corsia, trovando di fronte a sé Gabba, finisce per annullarsi con il terzino orange. In fase di spinta potrebbe sicuramente offrire un contributo diverso, giocando da “quinto” in una difesa/centrocampo a cinque, mentre garantisce bene copertura quando c’è da scendere sulla linea dei difensori. 1’ st Di Crescenzo 6.5 Reduce da una doppietta contro il Sassuolo nella giornata di sabato, il talentoso neroverde gioca un tempo più che positivo, non rischiando quasi mai e dimostrandosi ben più che all’altezza. De Filippis 6.5 Contro Inchingolo prima, Gorla e pacifico poi dimostra caparbietà e talento anche nel saper soffrire. Molto meglio quando passa alla difesa a quattro, ovvero nel secondo tempo. Risulta attento e preciso, pur concedendo un po’ troppo agli attacchi dei padroni nei casa. 19’ st Papa 6 Si piazza sulla destra e gioca con ordine, senza azzardate giocate e facendo il più classico dei “compitini”. Cogrossi 6 Prestazione maiuscola, soprattutto nel primo tempo, macchiata da una disattenzione in fase di costruzione che nel finale di partita costa la sconfitta ai suoi. Rimane comunque un centrale decisamente interessante, soprattutto in una difesa a tre come centrale di centro-destra. 1’ st Calabrese 6.5 Sulla trequarti si accende con costanza, formando con Sammarco un due di assoluta qualità. Peccato per il nervosismo nel finale, che gli fa finire anzitempo la partita. Schiesaro 6.5 Nel primo tempo è praticamente perfetto, nella ripresa cala vistosamente quando i ritmi imposti dall’Alcione si fanno forsennati come non mai. Rimane una prova più che positiva, considerando anche il talento degli attaccanti che ha dovuto marcare. Sciancalepore 6.5 Sul centro-sinistra nel primo tempo, sul centro-destra nel secondo. Dalla sua c’è corsa, intensità e capacità di lettura in fase di non possesso. Potrebbe fare qualcosa in più sotto il punto di vista della ricercatezza di giocata, ma rimane una mattinata positiva per lui. Gentile 7 Nel primo tempo trasforma in assist un bel fraseggio con Basso, servendo in profondità a Sammarco un pallone perfetto. Nella ripresa quando rientra effettua qualche lancio addirittura millimetrico, a dimostrazione dell’enorme potenziale che c’è tra i suoi piedi. 1’ st Buccolo 6.5 Gioca quaranta minuti di buona intensità, culminati con l’occasione che avrebbe potuto rimettere le cose a posto, Rimane il rammarico per l’occasione sciupata, anche se ci sono più meriti di Petris che demeriti suoi. Menfalout 6.5 Gioca anche venti minuti, questo è vero, ma tanto gli basta per dimostrare che - infortunio permettendo - avrebbe potuto garantire un contributo decisamente interessante alla causa. 19’ Donida Simone 6 Entra col piglio giusto, ma poco dopo sparisce dai radar. Nella ripresa tuttavia cresce, anche grazie agli spazi che gli si sono aperti a causa dell’atteggiamento decisamente più offensivo dell’Alcione. Ferrara 7.5 Gioca col dieci e un motivo ci sarà. Non è il classico trequartista anzi, tutt’altro. Gioca da “play“ davanti alla difesa, non sbagliando neanche un pallone e dettando i ritmi a suo piacimento. Il tutto gli è permesso da una qualità tecnica indiscussa, oltre ad una visione di gioca degna del miglior Andrea Pirlo. Sammarco 8 Non lo scopriamo di certo oggi, ma è giusto ribadirlo: Sammarco è un giocatore fenomenale. Quando ha il pallone tra i piedi si intravede subito la possibilità che possa succedere qualcosa. Dimostra estro, classe ma anche una “testa calda” che ricorda un po’ i più grandi talenti del passato. Poco male perché segna, fa segnare, gioca bene e fa giocare bene. All. Campelli 7 Il prossimo anno sarà impegnato nella sua primissima stagione da primo allenatore, ma se le premesse sono queste non può che fare bene. Nel primo tempo la squadra lo segue, gioca bene e si dimostra in palla. Nella ripresa cambia schieramento tattico, l’Alcione alza il proprio baricentro e si aprono spazi per le ripartenze. La sconfitta non lo premia, ma rimane una prova più che positiva.
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