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Ausonia-Virtus Ciserano Bergamo Under 16: la decide il talento di Ferrara, Busi può godersi un grande Martinelli

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"Dammi la precisione di Snejider, la regia di Pirlo, la grinta di Boateng". Così Arrigo Sacchi, in un famoso spot pubblicitario del 2012, descriveva quello che sarebbe il prototipo di un calciatore pressoché perfetto. Caratteristiche invidiabili, le quali le ritroviamo in un gioiello dell'Ausonia, protagonista di una prestazione da favola: parliamo di Ferrara, numero dieci neroverde, il cui gol nella ripresa ha deciso il big match contro la Virtus Ciserano Bergamo (1-0). È però doveroso aggiungere altre due caratteristiche per il nostro prototipo di calciatore perfetto, le quali hanno determinato l'esito di questa super sfida: la freddezza sotto porta di Lewandowski e il saper essere decisivo di Cristiano Ronaldo. Il gol di Ferrara, servito da Buccolo e arrivato a coronamento di una grande azione di squadra, è un connubio di freddezza, senso del gol e capacità di poter decidere le partite. La formazione di Campelli, reduce da un ko contro l'Alcione nello scorso weekend, si riscatta nel modo migliore possibile. Oltre alla vittoria di prestigio contro una corazzata come la Virtus, la formazione neroverde è stata protagonista di una partita pressoché perfetta, addirittura dominata a tratti (soprattutto nel primo tempo). Esce sconfitta da via Bonfadini la formazione di Busi, alla quale non è bastata una prova di sacrificio e grande coraggio di Martinelli, di gran lunga sul migliore dei rossoblù. Dopo un primo tempo complesso, nella ripresa - complice un cambio di assetto - i bergamaschi sono venuti fuori con talento, concedendo però qualcosina di troppo ai padroni di casa, che con Ferrara sono stati letali. Come un uragano. Se il primo impatto dell'Ausonia contro l'Alcione nel test match della scorsa domenica era stato praticamente perfetto, quello contro la Virtus Ciserano Bergamo assume le sembianze di un vero e proprio uragano. La vittima di tale "catastrofe" è la Virtus Ciserano Bergamo. La squadra di Busi ci mette trenta minuti abbondanti per entrare in partita, durante i quali ci capisce ben poco. In avanti Martinelli ci mette il cuore, ma di palloni giocabili non ne arrivano praticamente mai. Bolognini fatica a trovare la posizione, mentre Sylla e Pezzotta  - con pochi spazi da attaccare - diventano prevedibili e poco efficaci. Chi fatica di più è tuttavia il reparto arretrato, al quale vanno aggiunti i due mediani Persico e Pulcini. La linea a quattro rossoblù si trova da subito in balia dei centravanti neroverdi: Zucchinali e Colleoni, pur garantendo fisicità, per caratteristiche non riescono a tenere il passo di Simone Donida e Calabrese, mentre Puccio e Palazzi hanno di che preoccuparsi contro Basso e Samuele Donida. Il "mandante", nonché protagonista, dell'uragano è l'Ausonia. Il 3-5-2 disegnato da Campelli è infatti una vera e propria forza della natura: Ferrara in mediana disegna calcio, Gentile e Sciancalepore giocano praticamente da trequartisti aggiunti, Basso e Samuele Donida sono letali sulle corsie, Simone Donida e Calabrese si cercano e si trovano costantemente. Il tutto aggiunto a una retroguardia - quella capitanata da Schiesaro e completata da Cogrossi e Parretta - che non concede quasi nulla. L'Ausonia gioca bene, a tratti domina, ma non sblocca la partita. Di contro la Virtus, dopo una prima mezz'ora in balia dei neroverdi, mette in campo tutto il proprio talento alzando prepotentemente il proprio baricentro. Nessuna "vittima". Se nei primi quaranta minuti il ritmo e l'intensità non mancano, sono i gol i grandi assenti. Per la Virtus, la quale non tira praticamente mai in porta (tralasciando qualche occasione potenziale sugli sviluppi di qualche palla inattiva). Per l'Ausonia, che crea tanto ma non concretizza. Al doppio tentativo di Calabrese (6' e 12') si antepone un Mossali in grande spolvero, mentre il destro di Parretta (22') e quello di Ferrara su punizione (25') non trovano la porta per questione di centimetri. Se Campelli inizia il secondo tempo come aveva finito il primo, ovvero attaccando a testa bassa con gli stessi undici, Busi rivoluziona la sua Virtus. Il tutto con un piccolo quanto fondamentale dettaglio: la rivoluzione è studiata e intelligente. Campo stretto? Pochi spazi sulle corsie? Switch al 4-3-1-2: fuori gli esterni Sylla e Pezzotta, dentro Fracassetti in coppia con Martinelli, con Fenili ad agire da trequartista alle loro spalle. Che la mossa di Busi sia azzeccata lo si coglie quasi immediatamente. La Virtus guadagna sempre più campo, gioca visibilmente un calcio più simile alle proprie caratteristiche e l'occasione di far male, manco a dirlo, arriva puntuale. Il destro di Martinelli è tuttavia troppo debole per impensierire Gavoci (13'). Chi non cambia è invece l'Ausonia. Nonostante quattro cambi nel giro di quindici minuti, l'undici di Campelli non cambia modo di giocare: l'intensità rimane altissima, gli spazi sono coperti con qualità e anche in questo caso le occasioni non mancano. Se il tentativo di Sciancalepore in avvio di ripresa - servito da Gentile - finisce alto, quello di Samuele Donida - sugli sviluppi di una palla inattiva del solito Ferrara - finisce fuori (16'). Il risultato si sblocca però alla mezz'ora quando l'Ausonia, trascinata dal proprio "diez" Ferrara, trova il gol del meritato vantaggio. Servito al limite dell'area da Buccolo, il regista neroverde salta di netto Colleoni e batte Hila con un gran diagonale. Il gol, oltre a sbloccare la partita, la cambia radicalmente. Sono ben tre le possibilità per i milanesi di raddoppiare: al 31' il mancino di Simone Donida finisce a lato, al 32' il destro di Buccolo finisce alto, al 34' Zucchinali salva sulla linea di porta un gol praticamente fatto di Papa.

IL TABELLINO

AUSONIA-VIRTUS CISERANO BERGAMO 1-0 RETE: 30 st Ferrara (A). AUSONIA (3-5-2): Gavoci 6.5, Basso 6.5, Donida Samuele 7.5, Parretta 7, Cogrossi 7 (5 st De Filippis 6.5), Schiesaro 7, Sciancalepore 7 (12 st Di Crescenzo 6), Gentile 6.5 (17 st Buccolo 7), Donida Simone 6.5, Ferrara 8, Calabrese 7 (17 st Papa 6.5). All. Campelli 8. VIRTUS CISERANO BERGAMO (4-2-3-1): Mossali 7 (7 st Hila 7), Puccio 7, Colleoni 5.5, Zucchinali 7, Persico 6.5, Pulcini 5.5 (1 st Fenili 6.5), Pezzotta 5.5 (1 st El Kaddiri 6), Martinelli 7.5, Bolognini 6, Sylla 5.5 (1 st Fracassetti 6), Palazzi 6 (1 st Cecconi 6.5). All. Busi 7.

LE PAGELLE

AUSONIA Gavoci 6.5 Si sporca i guantoni in una sola occasione, quando nella ripresa ci prova Martinelli da fuori area. Per il resto non è chiamato a interventi particolari, in una giornata tranquilla e di normale amministrazione per lui. Basso 6.5 Spinge forte in avvio, mentre nella ripresa gioca più accorto e attacca meno il diretto avversario. Quando riesce ad arrivare sul fondo sa dialogare coi compagni ed essere pericoloso, dimostrandosi un esterno sul quale ci si può affidare. Donida Samuele 7.5 Partita sontuosa dell’esterno sinistro neroverde, soprattutto quando ha spazi da attaccare. Crea non pochi problemi a Puccio prima e Persico poi: In avvio è determinante con le sue ampie falcate, nel secondo tempo non molla un centimetro e si dimostra un talento naturale. Parretta 7 Ad un primo tempo di totale controllo c’è una ripresa durante la quale viene avanzato in mediana. Quando gioca nei tre dietro è attento, ben posizionato e abile nell’arginare Sylla. Quando passa in mediana agisce da muro davanti alla difesa, dimostrandosi all’altezza anche di impostare l’azione. Cogrossi 7 Con Parretta e Schiesaro forma un trio difficile da superare. Dalla sua parte si trova di fronte Pezzotta, il quale questa notte probabilmente sognerà lo stesso centrale neroverde. Gioca una partita precisa, ripulendo qualsiasi pallone che passa nella sua zona. 5’ st De Filippis 6.5 Rispetto al predecessore trova di fronte a sé una Virtus rinvigorita e molto pericolosa, soprattutto in ripartenza. Anche in campo aperto comunque non perde mai la lucidità, dimostrandosi all’altezza della situazione. Schiesaro 7 Guida la difesa con talento, sicurezza e carisma. Si trova di fronte a sé un grande Martinelli, il quale è tuttavia molto limitato, soprattutto nella prima frazione. Nella ripresa gli spazi si aprono e i suoi rischiano qualcosina di più, ma lui rimane sempre sul pezzo. Sciancalepore 7 Sebbene si veda solamente un volta in zona gol, quando ad inizio ripresa sfiora la traversa con un grande destro, il suo contributo è più che importante per l?Ausonia. Fisicamente arriva su ogni pallone, mentre quando c’è attaccare è praticamente un trequartista aggiunto. 12’ st Di Crescenzo 6 Qualità tecnica da vendere. Tuttavia si vede poco nella mezz’ora concessagli, in un pomeriggio di festa per io neroverdi. Gentile 6.5 Partita di talento nel primo tempo, di sacrificio nella ripresa. Si dimostra una mezzala di qualità, corsa e grande tenacia. Se nel primo tempo offre a Calabrese una chance importante per passare in vantaggio, nella ripresa fatica di più a farsi trovare in zona gol. Rimane comunque una prestazione più che sufficiente, a testimonianza dell’enorme talento. 17’ st Buccolo 7 Entra e sforna un assist al bacio per Ferrara, a testimonianza di quanto sappia essere decisivo con i suoi ingressi a partita in corso. Donida Simone 6.5 Quando ha spazio e tempo di dialogare con Calabrese diventa devastante. Si vede però troppo poco in zona gol, soprattutto considerando che è un attaccante. Rimane comunque nel vivo del gioco durante tutta la partita, dimostrandosi ancora una volta l’uomo in più. Ferrara 8 Se contro l’Alcione la prova era stata perfetta, quella di oggi è straordinaria. Il gol che decide la gara non fa altro che impreziosire una prestazione per lui grandiosa. Davanti alla difesa dimostra una tecnica invidiabile, quando prende palla sulla trequarti fa sempre la cosa giusta, quando ha l’occasione di fare gol non si fa di certo pregare. Devastante. Calabrese 7 Da lode nel primo tempo, un po’ sottotono nella ripresa. Rimane comunque uno dei migliori del reparto offensivo, soprattutto grazie all’enorme lavoro in fase di possesso, risultando una vera e propria spina nel fianco per la difesa avversaria. 17’ st Papa 6.5 Entra e dimostra di poter essere decisivo. Solo un intervento clamoroso di Zucchinali gli nega la gioia del gol. All. Campelli 8 I suoi dimostrano talento, caparbietà, tenacia e tranquillità. La dote più importante è proprio quest’ultima: dopo un primo tempo dominato, nel quale è veramente mancato solamente il gol, nella ripresa non mollano un centimetro, affondano nuovamente il piede sull’acceleratore, non demordono e trovano il gol della meritata vittoria. VIRTUS CISERANO BERGAMO Mossali 7 Nei primi trenta minuti “thriller” per la Virtus è lui a tenere a galla i suoi. Al 6’ si esibisce in una grande parata su Calabrese, così come al 12’ sullo stesso attaccante. Si dimostra un gran portiere. Lascia il posto a Hila ad inizio ripresa. 7’ st Hila 6 Entra nel momento migliore dei suoi dunque, a differenza del predecessore, non è chiamato a particolari interventi. Il tiro di Ferrara è un rigore in movimento e non ha colpe. Puccio 6 Nel primo tempo soffre tantissimo Donida, lasciando diversi spazi da attaccare all’esterno neroverde. Quando passa a destra nella ripresa gioca un calcio decisamente migliore, mantenendo la posizione e non rischiando più di tanto. Colleoni 5.5 Partita non semplice sotto tutti i punti di vista. Nel primo tempo non la vede quasi mai contro Calabrese, mentre nella ripresa è troppo morbido quando si fa saltare con una finta di corpo da Ferrara, che porta poi al gol che decide la partita. Dimostra comunque di avere grandi doti, soprattutto fisiche, nonostante in questa gara abbia faticato molto. Zucchinali 7 La fotografia della partita è l’intervento da urlo nel finale su Papa. Salva sulla riga un gol praticamente fatto, mantenendo un gol tra sé e gli avversari. Gioca con la giusta cattiveria ed è l’ultimo ad arrendersi. Se il primo tempo è stato abbastanza complicato, la ripresa lo vede solido nei quattro dietro. Persico 6.5 Male nel primo tempo, durante il quale non la vede quasi mai in mediana. Nella ripresa viene arretrato nei quattro dietro, piazzandosi sulla corsia di destra. Si trova visibilmente più a suo agio, giocando una partita di livello in un secondo tempo in cui è cresciuto notevolmente. Pulcini 5.5 Discorso simile al primo tempo di Persico, con la differenza che la sua partita finisce a inizio ripresa. Tecnicamente dimostra di essere valido, abbinando anche una buona visione di gioco. Tuttavia, vuoi il campo stretto, vuoi i pochi spazi concessi dall’Ausonia, tocca pochissimi palloni. Risulta lento nella manovra, non riuscendo a garantire il solito apporto. 1’ st Fenili 6.5 Gioca un secondo tempo di livello sul centro-sinistra, garantendo buona solidità. Risulta quasi assente in fase di possesso, ma la sua intelligenza tattica aiuta e non poco la Virtus. Pezzotta 5.5 Oggetto misterioso del primo tempo della Virtus. Tuttavia due cose sono certe: le sue qualità tecniche e di dribbling, così come le difficoltà nel metterle in campo in una gara come quella di via Bonfadini. Si rifarà sicuramente, ma quella contro l’Ausonia era tutt’altro che la sua partita. 1’ st El Kaddiri 6 L’approccio è quello giusto: si propone tra le linee, si fa vedere spesso ed offre opportunità di giocata. Il tutto dura però pochi minuti, poi si perde tra i mediani neroverdi, in un secondo tempo comunque positivo per lui. Martinelli 7.5 Un guerriero. È l’ultimo a mollare, soprattutto in un primo tempo molto complesso. Fisicamente è letale, tecnicamente dimostra di poter far male in ogni momento. Se avesse avuto più palloni giocabili e più campo da attaccare, probabilmente staremmo raccontando un altro risultato. Bolognini 6 Tocca forse una volta sola il pallone nel primo tempo, ma tanto gli basta per dimostrare le proprie qualità tecniche. Qualità che, tuttavia, nel primo tempo si vedono a sprazzi. Si perde nella morsa della linea mediana neroverde, mentre nella ripresa da mezzala ha più spazio e libertà di manovra. Sylla 5.5 Sulla falsariga di Pezzotta. Le qualità fisiche sono evidenti, così come la sua forza nel dribbling e nell’uno contro uno. Non era la sua giornata, nonostante avrebbe avuto anche una chance di rifarsi nella ripresa, essendo stato buttato nella mischia da centravanti. 1’ st Fracassetti 6 Si dimostra un buon partner per Martinelli, pur risultando un po’ troppo fuori dal gioco. Occupa comunque bene gli spazi, giocando da vertice alto come punto di riferimento per i propri compagni. Palazzi 6 Tenere a bada Basso non era semplice: chiedere a Palazzi. Rimane comunque sul pezzo in un primo tempo complesso, pur non giocando una delle sue migliori partita. 1’ st Cecconi 6.5 Rispetto ai predecessori Persico e Pulcini regge il colpo contro una linea mediana, quella neroverde, decisamente pimpante. Tocca diversi palloni e ne smista altrettanti. All. Busi 7 Il risultato non lo premia ma dalla sua c’è un cambio di assetto, quello a inizio ripresa, il quale, nonostante il risultato non lo premi, porta i suoi frutti.
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