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L'intervista

Varesina, Claudio Calandrino prosegue con i classe 2006: «Sono fiducioso per la nuova stagione, non vedo l'ora di iniziare»

Il tecnico rossoblù racconta del suo inizio nella scuola calcio a Varese, con un focus sul futuro: «L'obiettivo quello di tornare a lavorare bene»

Claudio Calandrino, Varesina

Claudio Calandrino, tecnico della Varesina Under 16, continuerà il percorso coi 2006

Claudio Calandrino continuerà la sua avventura in rossoblù alla guida dei 2006, impegnati nel campionato Under 16 Regionale. Una scelta che sottolinea continuità in casa Varesina, dove il responsabile del settore giovanile Pierangelo Farinazzo ha optato per la riconferma di tutti i tecnici. Quella che avrà inizio il 3 ottobre sarà la quarta stagione consecutiva a Venegono Superiore Per Calandrino, la terza alla guida dei 2006.

Le origini. La storia da tecnico di Claudio Calandrino ha inizio in un contesto professionistico importante come quello di Varese, ma la passione nasce prima: «Già da quando giocavo – racconta l’allenatore – avevo iniziato ad interessarmi e ad appassionarmi a quello che facevano i miei allenatori. Cercavo di capire e approfondire per conto mio. Ho frequentato Scienze Motorie all’Università e nel 2008 ho avuto l’opportunità di seguire il mio professore di calcio, che all’epoca era anche un dirigente del Varese, e con lui ho iniziato a seguire la scuola calcio biancorossa». Un inizio veramente importante, se aggiungiamo, oltre a tutti gli anni di formazione con la scuola calcio, anche l’esperienza fondamentale di una stagione (quella 2014/2015) come vice di Paolo Tresoldi negli Under 17 Nazionali. Calandrino ha continuato il proprio lavoro a Varese fino al fallimento della società nel 2015, anno in cui si è spostato alla Pro Patria: «A Busto ho iniziato ad occuparmi delle cose da grandi da solo. Le tre stagioni dal 2015 al 2018 ho allenato gli Under 15, prima coi 2001, poi coi 2002 e i 2003. In generale ho dei bei ricordi ovunque: sono legato a Varese perché è la squadra della mia città e la società che mi ha permesso di imparare molto fin da subito, sono grato alla Pro Patria perché mi ha dato altre opportunità e mi ha permesso di camminare da solo con le mie gambe».

Un nuovo capitolo. «Adesso sono legato alla Varesina – continua Calandrino – e mi trovo veramente bene. Sono tornato a lavorare con alcune persone con le quali avevo già lavorato a Varese, ho un ottimo rapporto con tutti e la società mette a disposizione strutture e tutto ciò che è necessario per lavorare bene. Questo settore giovanile non ha nulla da invidiare a uno professionistico». Dopo i due anni difficili, quella che sta per cominciare potrebbe essere la stagione del riscatto: «Sono un po’ più fiducioso rispetto all’anno scorso, perché con i vaccini e il green pass sembra che le cose stiano andando meglio e spero tornino presto alla normalità. Ovviamente non vedo l’ora di ricominciare e di riprendere a lavorare coi ragazzi». Quello che lega il tecnico con la squadra dei 2006 rossoblù è un rapporto che dura ormai 3 anni: «il rapporto si è mantenuto intatto, soprattutto dal punto di vista personale. Nonostante la pausa forzata, i rapporti umani tra di noi sono rimasti saldi. Sono molto fortunato, perché è un gruppo molto serio e questo rende molto più semplice lavorarci insieme». Una piccola nota positiva che sicuramente agevolerà il lavoro di Calandrino, che ritroverà una rosa con qualche piccolo cambiamento ma senza particolare stravolgimenti: «Parlare di crescita dopo questi due anni è alquanto paradossale. Non vi è alcun obiettivo imposto da parte della società, mentre da parte mia c'è solo tanta voglia di fare bene e tornare sul campo». Un ritorno sul campo che avrà luogo la prossima settimana, visto lo slittamento di due settimane dello start ai campionati, motivo per il quale l'allenatore rossoblù ha deciso di posticipare l'inizio della preparazione.

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