Cerca

Tornei

ZTE Cup, Under 16: dilettanti a chi? Matteo Del Prete Christian Bombara scrivono la favola dell'Ausonia di Di Benedetto

I neroverdi passano dopo pochi minuti, poi tengono bene il campo, vengono raggiunti ma si portano a casa un pari di lusso

Christian Bombara e Matteo Del Prete, Ausonia

Christian Bombara (a sinistra) e Matteo Del Prete (a destra), autori di due gol da cineteca per l'Ausonia

Dilettanti a chi? L'Ausonia Di Benedetto ormai ci ha preso gusto: 74 giorni dopo il colpaccio in terra emiliana contro il Sassuolo, i 2006 neroverdi compio un altro miracolo sportivo e fermano sul pareggio i pari età del Genoa alla prima uscita nella ZTE Cup. Cos'abbia sognato il tecnico milanese la scorsa notte non ci è dato saperlo, certo è che un esordio di questo tipo va ben oltre ogni più rosea aspettativa. Dal letto del presidente Di Benedetto ci spostiamo in quelli di due giovani neroverdi: Matteo Del Prete, fantasista neroverde nonché uno degli uomini più rappresentativi, e Christian Bombara, terzino sinistro dal mancino fatato. Si sa, i giovani sono da sempre i più grandi sognatori: chi vuole fare l'astronauta, chi il pompiere e chi, come probabilmente nel caso del numero sette dell'Ausonia, il calciatore. Tornando alla notte scorsa, nonostante la tenera età, è difficile immaginare che la coppia Del Prete-Bombara abbia sognato una prestazione come quella offerta contro il Grifone.

Da sogno. Per quanto riguarda Del Prete, il perché lo si evince dopo pochissimi minuti. È il quinto di gioco quando Colombo - lanciato in porta da Salerno - viene atterrato al limite dell'area, costringendo il direttore di gara Godino a lasciare il Genoa in dieci uomini. La decisione del fischietto milanese è sacrosanta, così come la scelta di Di Benedetto su chi debba calciare la punizione: Matteo Del Prete. La mattonella è quella che ha reso grandi i vari Pirlo, Ronaldinho e Sneijder, il gesto tecnico è di quelli che ricordano gli anni d'oro di David Beckham, l'epilogo si avvicina molto ai più classici finali dei film Disney. Il destro del classe 2006 è un mix di tecnica e qualità balistiche, con il pallone che passa sopra la barriera quanto basta per mettere fuori causa Cervone e regalare l'inizio di un sogno ai neroverdi. Passando a Bombara, il focus riguarda quanto accade al 20' del secondo tempo. Il momento è delicatissimo: il Genoa ha appena pareggiato (17') e l'Ausonia è chiamata alla reazione. Quest'ultima c'è e porta nome e cognome precisi: Christian Bombara. Ancora su punizione, ancora con una magia, ancora nel segno di un grande del passato. Questa volta il riferimento non può che essere al terzino sinistro per eccellenza, le cui qualità tecniche e balistiche hanno fatto sognare i ragazzini nati a fine anni '80 e nei primi anni '90: Roberto Carlos. Il mancino del terzino neroverde coglie impreparato il portiere rossoblù, che può solo guardare il pallone entrare in porta dopo aver baciato l'incrocio dei pali. 

Qualità. Che le professioniste, in un modo o nell'altro, fossero nel destino di Del Prete è ormai chiaro. Non è infatti un caso che Mario Di Benedetto lo abbia pescato proprio da una "pro" nell'estate del 2020, garantendosi una mezzala tecnica e di assoluta qualità. Cresciuto calcisticamente alla Pro Sesto, dove rimane fino all'estate del 2018, si afferma nel Renate: prima in Under 13 e poi in Under 14, con la maglia delle Pantere gioca due anni importanti, prima della chiamata dell'Ausonia. Il trasferimento in via Bonfadini è un passo indietro solo per la teoria, visto che la pratica racconta di una crescita esponenziale ed una maturazione sotto ogni punto di vista. In poche parole, se l'obiettivo del giovane Del Prete è quello di tornare nei professionisti, l'ambiente Ausonia è il posto giusto per farlo. Per quanto riguarda invece Bombara, il calcio milanese ha rappresentato - oltre al suo presente - anche il suo passato. La prima stagione nel calcio dei grandi la gioca ai Devils, dove nella fase provinciale del campionato di Under 14 mette a segno ben 21 gol in 8 partite. Ciò gli vale la chiamata dell'Ausonia, che lo mette sotto la propria ala protettiva già a gennaio. Da quel momento è una crescita continua, culminata con un gol da cineteca contro il Genoa. Serve ribadirlo: l'Ausonia è il posto giusto per crescere e provare a volare alto.

L'intera rosa. Lo garantisce Mario Di Benedetto, presidente e uomo di campo della società di via Bonfadini, tornata negli ultimi anni una delle realtà più blasonate dell'intero panorama calcistico lombardo. Se le capacità nel ruolo dirigenziale le si evincono dai numerosi talenti nati e cresciuti tra i neroverdi, quelle da uomo di campo sono riassumibili con la prestazione offerta contro il Grifone. Indipendentemente da quello che sarebbe stato il risultato, i suoi 2006 avrebbero meritato solamente applausi. Per l'approccio alla partita, totalmente sgombro da paura e senso di inferiorità. Per i sessanta minuti, giocati da grandissima squadra, compatta e unita verso un obiettivo comune. Per la mentalità vincente, a immagine e somiglianza di quella del presidente dell'intero mondo Ausonia. Per questo non bisogna dimenticare i vari Colombo (centravanti con un fisico impressionante, protagonista di una prova da Oscar), Cravino (centrale di talento, neo acquisto dal Lombardia Uno), Salerno (regista che ama il fraseggio) e Lattisi, con quest'ultimo grandissimo protagonista nella ripresa, autore di un paio di parate che hanno letteralmente salvato il risultato e permesso all'Ausonia di poter festeggiare - nonostante la beffa finale - un pomeriggio da favola.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400