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ZTE Cup, Under 16: Di Maio-Pascarella-Ibrahim, tre buoni motivi per far sorridere Di Benedetto e l'Ausonia

I neroverdi meneghini si arrendono di fronte alla forza della Spal, nonostante un secondo tempo coraggioso e propositivo

Larionov, Ausonia Under 16

Il terzino sinistro dell'Under 16 neroverde Larionov impegnato in un contrasto nel match contro la Spal

Nel calcio, una disciplina ultracentenaria e ricca di diverse ideologie, ci sono poche cose certe ed oggettive. In poche parole, è molto raro trovare quell'idea o quella linea di pensiero capace di mettere d'accordo tutti. Una di queste è riassumibile con una tesi semplice: nel calcio, specie nei momenti di difficoltà, emerge sempre il talento e la personalità. Alzi la mani chi, almeno una volta nella vita, non ha assistito ad una partita complessa per la propria squadra del cuore. Alzi ora la mano chi, in suddetta partita, non ha avuto modo di notare quei giocatori capaci di emergere anche nelle difficoltà, bravi a mettersi sulle spalle l'intera squadra e condurla verso una reazione. A conferma di tale tesi c'è la sfida tra Ausonia e Spal: dalla difficoltà dei neroverdi nell'approccio alla partita alla reazione guidata da tre elementi portanti del gruppo dei classe 2006, ovvero Federico Pascarella, Lorenzo Di Maio e Angelo Ibrahim.

Reazioni. Il momento più basso per gli uomini di Di Benedetto nella sfida contro i ferraresi arriva dopo soli tre minuti, all'interno dei quali i biancocelesti sono stati capaci di segnare addirittura due gol e chiudere virtualmente la partita. 180 secondi di fuoco per i milanesi, inermi di fronte alla velocità e all'intraprendenza di Rubino (migliore in campo per gli ospiti) e costretti ad una reazione immediata. Sebbene dal punto di vista del gioco sono servito quindici minuti abbondanti per prendere le misure ed entrare in partita, due uomini in particolare si sono distinti anche nel momento di difficoltà. Uno, come detto, è Pascarella: difensore centrale dal fisico scultoreo, vanta leadership e capacità di lettura nelle più svariate situazione. Il secondo è invece Di Maio: numero dieci alle spalle, grande velocità e doti tecniche da fare invidia. La posizione iniziale è quella di esterno sinistro, ma le trame di gioco migliori le crea quando ha la possibilità di svariare lungo tutto il fronte d'attacco. Protagonisti in modo diverso, entrambi hanno contribuito alla reazione neroverde. Se il centrale difensivo - nonostante gli attacchi frequenti degli emiliani - ha mantenuto il sangue freddo, soffrendo quando c'era da soffrire e alzando la voce quando serviva personalità, il fantasista è risultato essere l'uomo più pericoloso per i milanesi.

Ripresa. Il tutto fin quando non entra in cattedra anche Angelo Ibrahim, scelto da Di Benedetto per aumentare l'imprevedibilità della manovra. L'esterno neroverde, sulla falsariga di Di Maio, parte da sinistra: se al 4' il tentativo da buona posizione è facilmente controllato dal portiere della Spal, al 13' è un salvataggio miracoloso della retroguardia biancoceleste a mantenere il punteggio sul momentaneo 2-0. La ripresa dell'undici di Di Benedetto, anche e soprattutto grazie ai cambi, racconta tutt'altra storia rispetto a quello che è stato il primo tempo. Se nell'approccio era subentrata paura, nella parte finale di gara è aumentato il coraggio e la consapevolezza. Il che ha portato all'avanzamento del baricentro, il quale di contro ha però esposto inevitabilmente l'Ausonia agli attacchi avversari. Non ingannino i due gol nel giro di quattro minuti nella ripresa (18' e 22'): il parziale racconta sì un poker per la Spal, ma le risposte per Di Benedetto - nonostante il brutto ko - sono importanti. In poche parole, l'atteggiamento del secondo tempo - pur facendo aumentare i gol di distacco tra le due squadre - risulta molto più formativo per i 2006 neroverdi, che potranno comunque dire di non aver abbassato la testa contro una big quale è la Spal.

Chi sono? Due neroverdi fino al midollo e uno acquisito. Questo il bilancio dei tre protagonisti della sfida contro i "pro" ferraresi. Chi ha l'Ausonia nel sangue da praticamente una vita è Lorenzo Di Maio, fantasista classe 2006 nato e cresciuto in via Bonfadini. Dai tempi degli Esordienti ai primi passi nell'agonistica, arrivando ad una stagione ormai imminente in Under 16 che ha tutto per vederlo protagonista. Discorso molto simile per Federico Pascarella, nonostante il passato del centrale difensivo racconti di un'esperienza pluriennale al Melegnano. Poi il passaggio in via Bonfadini nell'estate del 2017, arrivando poi all'attualità che vede il classe 2006 uno dei cardini della retroguardia neroverde. Chi invece è ancora fresco del passaggio alla società di Mario Di Benedetto è Ibrahim, esterno offensivo a tutta fascia e dalla grandissima velocità. Cresciuto alla Calvairate, il classe 2006 è passato tra i neroverdi meneghini nell'estate del 2020.

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