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ZTE Cup, Under 16: L'Alcione e le mezzali, da Forni alla Calhanoglu a Mocchi alla Barella, passando per Aimerito alla Vidal e Bianchi alla Eriksen

Quattro centrocampisti di enorme talento, divisi dalle caratteristiche ma uniti dall'utilità nell'economia del gioco di Emilio Fontana

Alcione Under 16, ZTE Cup

Federico Forni, Tommaso Mocchi, Emanuele Aimerito e Pietro Bianchi: le quattro mezzali dell'Under 16 dell'Alcione

Creare superiorità numerica in avanti, ripiegare dietro in fase di non possesso, correre senza tregua e garantire continuità nell'apporto tecnico nella costruzione della manovra. Questa è la mezzala moderna, ruolo divenuto fondamentale nelle economie del gioco di diverse squadre: dalla recente Inter di Antonio Conte alla prima Juventus di Massimiliano Allegri, passando per il Barcellona dei sogni di pep Guardiola. Formazioni dalle caratteristiche pressoché opposte, unite tuttavia dal ruolo decisivo delle mezzali. L'elenco andrebbe tuttavia aggiornato con l'ingresso di un'altra formazione, il cui gioco si basa proprio sul ruolo dei due estremi laterali del rombo di centrocampo. Parliamo dell'Alcione di Fontana, il quale può contare sulla classe e il talento di quattro mezzali di grandissimo talento: Federico Forni, Tommaso Mocchi, Emanuele Aimerito e Pietro Bianchi. Il primo nel segno di Calhanoglu, del quale può vantare le qualità balistiche sui calci piazzati. Il secondo sulla stessa lunghezza d'onda di Barella, sia per gli inserimenti che per i i polmoni. Il terzo sogna un futuro alla Vidal, vista la forza fisica e l'enorme apporto dal punto di vista della personalità. Il quarto studia le gesta dell'ultima stagione di Christian Eriksen, sia per ruolo che per qualità nel fraseggio corto. Una menzione speciale va poi a due che, seppur non giocando da mezzali, hanno altrettanta qualità e importanza per il gioco orange: Gabriele Argint e Filippo Gallazzi. Il primo protagonista del primo tempo, il secondo subentrato nella ripresa risultando subito utile alla causa.

Prestazioni. Seppur in modo diverso, tutte e quattro le mezzali di Fontana sono state fondamentali nel pari di lusso contro i pari età del Como. Partiamo da Federico Forni, il cui paragone con Calhanoglu è riassumibile con la magia direttamente su calcio di punizione al 17' del primo tempo. Da una distanza di trenta metri circa, ovvero la mattonella che ha reso famoso il turco ex Milan nella sua esperienza tedesca nel Bayer Leverkusen, lascia partire un missile terra-aria che si infrange clamorosamente sulla traversa, lasciando attoniti l'estremo difensore Leoni e tutto il pubblico del "Kennedy Sport Center". Un gol sfiorato ma non solo, vista la prestazione da Oscar anche nella ripresa. Gli ingressi di Aimerito e Bianchi spingono Fontana a spostare l'ex Milan play davanti alla difesa: la risposta è più che positiva, come normale conseguenza quando si ha a che fare con un centrocampista di qualità. Chi invece è sulla stessa lunghezza d'onda di Barella è Tommaso Mocchi, protagonista indiscusso della grande prima frazione degli orange. Mezzala di grande forza fisica, abbina ad una buone dote negli inserimenti due polmoni degni del miglior Lele Oriani: caratteristiche uniche, rivelatesi di principale importanze nel gioco offensivo e propositivo studiato da Fontana.

Ingressi. Nella ripresa c'è spazio invece per una coppia di mezzali tutta nuova, formata da Emanuele Aimerito e Pietro Bianchi. Come accade nelle cosiddette "macchine perfette", anche nel caso dell'Alcione, pur cambiando i protagonisti, il risultato non cambia. Lo spostamento di Forni davanti alla difesa consegna le chiavi del centro-sinistra a Pietro Bianchi, il quale fa della tecnica la sua migliore qualità. Le capacità nel fraseggio corto è degna del miglior Christian Eriksen, del quale può vantare anche l'intelligenza tattica e la capacità di fare quasi sempre la cosa giusta. Sul centro-destra, dopo l'uscita di Mocchi, i polmoni e il fisico messi a disposizione dei 2006 orange sono quelli di Emanuele Aimerito. Subentrato ad inizio secondo tempo, gli bastano pochi minuti per diventare un vero e proprio totem per i padroni di casa: oltre a coprire molto bene la sua porzione di terreno di gioco, lo si trova praticamente ovunque c'è bisogno. Per di più in fase offensivo sa trovare sempre il tempo giusto negli inserimenti, ricordando uno dei re in questa particolare pratica: Arturo Vidal.

Carriere. Da chi come Bianchi è nato e cresciuto all'Alcione a chi come Aimerito e Mocchi è orange da soltanto pochi mesi. Partiamo da chi conosce già molto bene l'ambiente di via Olivieri, ovvero Pietro Bianchi. Il suo percorso nell'agonistica è caratterizzato solamente da un colore: l'arancione. Nel settore giovanile dell'Alcione dai tempi dell'Under 14, si appresta a vivere la sua terza stagione da protagonista. Chi conosce l'ambiente - nonostante una sola stagione passata in maglia orange - è Federico Forni: arrivato nell'estate del 2020 dalla Pro Vercelli, può vantare una lunga trafila nel settore giovanile del Milan, dove resta fino all'Under 13. È invece lo stesso il percorso per Tommaso Mocchi ed Emanuele Aimerito, entrambi approdati in via Olivieri solamente qualche mese fa. Risultano però diverse le tappe che hanno portato le due mezzali a diventare punti fermi dell'ormai ex squadra, l'Ausonia. Se Mocchi può dire di essere cresciuto e lanciato nel mondo del calcio dall'Inter, Aimerito dà i primi calci al pallone non lontano da via Olivieri, ovvero all'Iris.

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