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ZTE Cup, Under 16: il derby meneghino Alcione-Ausonia, vinto ai rigori dai neroverdi, fa calare il sipario sull'esperienza delle due dilettanti

Il gol di Del Prete regala alla squadra di Di Benedetto il settimo posto nella seconda edizione del torneo internazionali dei classe 2006

Andrea Gasperi, Alcione

Andrea Gasperi, portiere dell'Alcione di Fontana protagonista di un rigore parato nei tempi regolamentari

Quattro partite in tre giorni e 240 minuti giocati: così Alcione e Ausonia arrivano all'ultimo atto della ZTE Cup, con il derby meneghino che deciderà il settimo e l'ottavo posto. Con il rischio di sembrare ripetitivi, tocca ribadirlo: per raccontare questa sfida, ancora una volta e almeno inizialmente, metteremo da parte il risultato. Partiamo da due dati di fatto oggettivi: stanchezza e voglia di vincere. Più oggettivo della prima non c'è nulla, viste le fatiche accumulate in questo weekend in via Olivieri riassunte nei numeri citati in precedenza. Come se non bastasse, a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato il momento in sé in cui ha avuto luogo la ZTE Cup, ovvero nel pieno della preparazione estiva. In poche parole, Alcione-Ausonia ha tutto per rappresentare la più classica sfida tra "scapoli" e "ammogliati". Così non è, con il perché rafforzato ancor più dal secondo dato di fatto: la voglia di vincere. Da una parte Emilio Fontana e dall'altra Mario Di Benedetto, due tecnici che certo non hanno bisogno di presentazioni così come non occorre raccontare la mentalità vincente che da sempre li ha contraddistinti. In poche parole, Alcione-Ausonia è partita vera. Ed ecco spazio per il risultato: vince l'Ausonia ai calci di rigore. Decisivo il gol di Del Prete, mentre per l'Alcione è fatale l'errore di Capozza, ipnotizzato da Lattisi.

Approccio. Che la sfida tra gli orange e i neroverdi potrà rappresentare un'ipotetica finale regionale è fuori discussione. Se mai servisse, la sfida in via Olivieri conferma questa possibilità. Da una parte il 4-3-1-2 di Fontana, dall'altra il 4-3-3 di Di Benedetto: due schieramenti dalle caratteristiche diametralmente opposte, uniti dalla qualità degli interpreti. Nell'Alcione spicca la qualità in cabina di regia di Morlacchi, mentre la coppia Laurora-Barbieri non sembra sentire le fatiche. Nell'Ausonia il rientro di Bombara è come una manna dal cielo per Di Benedetto, con il mancino neroverde in costante movimento e bravo a servire numerosi palloni a Di Maio. La prima occasione del match è proprio per la squadra di via Bonfadini, precisamente per la mezzala tuttofare dall'enorme talento su cui può contare Di Benedetto: De Crescenzo. Il tentativo del numero 8 trova pronto Gasperi, che al 7' effettua il primo dei due miracoli di cui è protagonista. Per il secondo bisogna aspettare il 17', quando il direttore di gara Romano di Monza assegna all'Ausonia un calcio di rigore per l'intervento di Mazzola su Di Maio: sul dischetto si presenta Larionov, il cui mancino è però intuito e parato magistralmente da Gasperi.

Calci di rigore. Dopo cinquanta minuti di battaglia il risultato non si sblocca, lasciando il destino delle due squadre ai calci di rigore. Si decide tutto al quinto rigore: prima Lattisi ipnotizza Capozza, poi Del Prete segna il rigore più importante della sua carriera e regala ai suoi il settimo posto. Nei precedenti quattro rigori l'Alcione era andata sempre in gol: ha aperto le marcature Rutigliano, poi i sigilli di Forni, Barbieri e Bianchi. Nessun errore per l'Ausonia, perfetta anche prima della trasformazione di Del Prete. In gol, nell'ordine, sono andati: Bombara, Cravino, Laddaga e Francisco.

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