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Under 16

L'allievo di Lautaro Martinez che sogna la Serie A: «Voglio vincere il campionato ed essere capocannoniere»

I nove gol di Marius Andrei Stancalie hanno stregato la Tritium e richiamato l'attenzione delle professioniste

Marius Andrei Stancalie

Lautaro Martinez (foto Instagram: @lautaromartinez) e Marius Andrei Stancalie: a sinistra i presente dell'Inter, a destra il prossimo futuro?

Chi segue da vicino l’Under 16 Regionale avrà sentito parlare almeno una volta di Marius Andrei Stancalie, attaccante classe 2006 in forza alla Tritium, attualmente tra i migliori giocatori del girone d'andata e del calcio giovanile lombardo. Non si scappa: quando sei un giocatore forte, di grande talento e con il vizio del gol (9 solo nel girone d'andata), non puoi che ambire a ritagliarti un ruolo da protagonista. Il numero 9 biancoceleste sta facendo tutto questo, oltre ad avere le idee molto chiare su chi vorrebbe diventare, quali traguardi raggiungere e come fare per sviluppare l’enorme potenziale a disposizione (specie con le sirene del professionismo che fanno eco in lontananza…). Un patrimonio tecnico di cui l’allenatore Mihai Holban è ben conscio, puntando appieno sulle grandi qualità del suo centravanti. La Tritium, dunque, si coccola uno dei suoi molti gioielli e punta a regalarsi una seconda parte di stagione da protagonista.

Nel tuo caso, calciatori si nasce o si diventa? Quando hai capito che era il tuo sport prediletto?

«Giocare a calcio mi è piaciuto fin da quando ero piccolo. Già all’asilo, insieme ai miei compagni, giocavamo con qualsiasi cosa assomigliasse a una palla e da lì sono andato avanti e ho iniziato il mio percorso».

Raccontaci qualcosa dei tuoi esordi calcistici.

«A cinque anni ho iniziato a giocare nell’Oriens Brembate, una piccola società in cui sono rimasto per quattro anni e dove sono stato allenato da un allenatore molto bravo proveniente dall’Atalanta, ma di cui non ricordo il nome. Successivamente ho vestito la maglia del Ciserano e, anche qui, ho trascorso quattro anni molto positivi. Contemporaneamente alla fusione tra Virtus e Ciserano, ho invece accettato la proposta della Tritium. La società biancoceleste, in verità, mi seguiva già dalla stagione precedente e mi voleva con sé, ma in quel momento avevo scelto di declinare la loro prima chiamata».

Sei a tuo agio nell’ambiente Tritium? È la tua dimensione ideale in questo momento?

«Sì, certamente. Devo dire che mi trovo molto bene sotto ogni punto di vista. C’è un ottimo rapporto con tutti, sia con l’allenatore che con i compagni di squadra. Questo, ovviamente, non può che essere un elemento molto positivo pure per me. Infatti, sto giocando molto anche grazie all’impegno che metto costantemente in settimana».

Inutile sottolineare che sei un riferimento imprescindibile per l’attacco biancoceleste.

«Non nascondo di esserne consapevole e non può che farmi piacere. Inoltre, giocando come prima punta, nella passata stagione ho anche avuto modo di giocare diverse partite con i classe 2005 ed è stata un’altra esperienza molto utile».

Sei un giocatore veloce e molto forte fisicamente. Possiamo dire che sono i tuoi punti di forza?

«Concordo. La fisicità è una caratteristica su cui faccio molto affidamento e che mi sta tornando molto utile. Stesso discorso per la velocità, perché posso giocare anche sulla fascia, sia per difendere che per attaccare. Ad ogni modo, il mio obiettivo è di migliorare su tutti i fondamentali».

Rovescio della medaglia. Un punto debole che ti preme perfezionare?

«L’uso del piede sinistro, visto che lo utilizzo poco. A questo proposito, cerco di imparare molto da calciatori che ammiro, da Mbappè a Lewandowski passando per Lautaro Martinez. Dell’argentino, per esempio, adoro i movimenti e come sfrutta gli spazi. Poi utilizzo anche YouTube, piattaforma attraverso la quale guardo attentamente le movenze di vari calciatori».

Insomma, si capisce che ci tieni davvero tanto. Domande d’obbligo: aspiri a diventare un calciatore professionista? Speri che degli osservatori di Serie A ti stiano seguendo?

«Alla prima domanda rispondo sì, senza ombra di dubbio. Idem per la seconda, perché già solo pensarlo è un grande stimolo a voler fare sempre meglio. Ci spero anche durante gli allenamenti, perché gli osservatori possono essere presenti non solo alle partite ufficiali».

Se dovessi ricevere la chiamata di una squadra di Serie A, quale vorresti che fosse?

«Da tifoso dell’Inter, la risposta è facile... Però, ovviamente, non avrei affatto preclusioni verso nessuna formazione».

Visto che siamo in tema, l’anno prossimo ti vedremo ancora con la maglia della Tritium o se ci fosse una grande opportunità altrove vorresti giocare le tue carte?

«Se arrivasse davvero una chiamata di quelle importanti vorrei poter accettare la sfida. Da questo punto di vista la società è la prima a esserne al corrente, anche perché sia i dirigenti che il tecnico mi spronano a continuare così, accennandomi a possibili interessamenti da parte di squadre di livello».

Ritorniamo alle tue caratteristiche tecniche. Ti reputi un giocatore più istintivo o metodico sul terreno di gioco?

«Credo di essere un mix tra le due opzioni. Quando arriva il pallone, cerco prima di tutto di proteggerlo e intanto ragiono su cosa fare subito dopo. Se vi è l’opportunità, non ho paura a girarmi e concludere a rete. Oppure provo a servire Romeo e Manzoni per proseguire la manovra di squadra. Dovesse capitare l’errore, non mi abbatto e cerco di trovare una soluzione per la volta successiva».

Nel girone d’andata avete perso in due occasioni. Come vivi la sconfitta? Ti arrabbi o sei già proiettato a capire gli eventuali errori commessi?

«No, non mi arrabbio per una partita persa e sono, invece, pronto a ragionarci su nelle sedute di allenamento, specialmente quando Mihai (Holban, ndr) ci fa rivedere in video la partita».

Hai segnato 9 gol fin qui e sei tra i migliori marcatori del girone. Un pensierino al titolo di capocannoniere a fine stagione?

«Ci penso eccome. Ritengo di poterla vincere, anche se ora ho altri attaccanti davanti in classifica. Però non guardo gli altri, io penso solo a segnare il più possibile. E finora devo dire che avrei voluto fare più gol. È infatti capitato spesso di sbagliare qualche buona occasione, il che mi ha poi portato a pensare poi tra me e me: "dovevo segnare"».

Anche Manzoni con i suoi 8 gol non scherza. Sembra che abbiate una grande intesa lì davanti: lo reputi il compagno di reparto ideale?

«Va detto che, nelle prime partite, non ci trovavamo molto. Lui, che tra l’altro arriva dall’Inter, è più portato a giocare da solo, anche grazie alla sua velocità e bravura nei dribbling. Poi però ci siamo capiti, abbiamo ingranato e stiamo riuscendo a fare bene».

Tra l’altro, hai messo a segno una tripletta contro la Ghisalbese. Quali sono state le sensazioni dopo averla realizzata?

«Tanta roba. Ci sta, direi. Un pizzico di egoismo, nel calcio, credo vada bene se non si esagera. In altre partite, infatti, non ho segnato ma magari ho fornito degli assist».

Come ti approcci nei confronti delle difese avversarie?

«Ci sono molti difensori che picchiano forte, quindi io se posso cerco sempre di non stare vicino al difensore, infatti tento sempre di anticiparlo proprio per evitare eventuali interventi duri».

In generale, come giudichi la stagione della Tritium?

«Siamo una buonissima squadra e sicuramente possiamo puntare al primo posto nel girone e a vincere il campionato. Secondo me abbiamo solo qualche problema a centrocampo, dove dovremmo giocare più alti, oltre a dover marcare meglio gli avversari sui calci d’angolo. Elementi su cui, tuttavia, possiamo sicuramente migliorare».

Quindi Villa Valle e Virtus le ritieni alla vostra portata?

«Sì, ribadisco che possiamo puntare al primato. Contro la Virtus abbiamo perso 4-0, ma può capitare una giornata storta. Col Villa Valle, per esempio, abbiamo fatto una grande partita e vinto meritatamente».

L’inaspettato cambio di guida tecnica da Gregori a Holban, avvenuto dopo poche giornate, vi ha in qualche modo spiazzati?

«Un po’ sì, perché parlando tra noi giocatori temevamo di dover cambiare modalità di gioco e incontrare così qualche difficoltà. Invece Mihai ha proseguito sulla strada intrapresa dal suo predecessore, consigliandoci per il meglio su come migliorare le nostre abilità. Ci troviamo molto bene».

Con gli allenatori ti sei sempre trovato bene o hai avuto qualche problema?

«Ho avuto bei rapporti con tutti. Posso citare qualche incomprensione col tecnico del Ciserano, ma poi abbiamo discusso e risolto senza problemi».

Se ti capitasse di non giocare per due-tre partite consecutivamente, secondo te la squadra ne risentirebbe parecchio?

«Non nascondo di sentirmi molto importante per la squadra. Se non giocassi per due-tre partite di fila, credo che un po’ ne risentirebbe. Inoltre, negli spogliatoi cerco sempre di motivare al massimo tutti noi. Tra l’altro, quest’anno avrei potuto essere il capitano del gruppo, ma poi sono state fatte altre scelte».

Hai dei giocatori del passato - più o meno recente - che ammiri e a cui, magari, cerchi di carpire qualche segreto?

«Chi non ne ha? Dico Messi quando giocava nel Barcellona dei tempi d'oro, poi tutta l’Inter del Triplete guidata da Mourinho. Come nomi, oltre a Messi ci metto Ronaldinho, Iniesta e Suarez. Anche il trio delle meraviglie Messi-Neymar-Suarez: in partita provo spesso a imitarne i movimenti».

Il prolungato stop ai campionati giovanili, secondo te, può incidere sulla tenuta atletica dei giocatori?

«Può certamente incidere anche se, per esempio, io continuo ad allenarmi da solo, andando a correre e tenendomi in forma».

In conclusione, visto che sei un tifoso dell’Inter, ti chiedo un parere sul cammino dei nerazzurri.

«L’Inter sta facendo grandi passi in avanti. Merito anche di Inzaghi, che si sta dimostrando molto bravo a portare avanti l’ottimo lavoro svolto in precedenza da Conte».

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