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Under 16

Il dribbling di Chiesa, la progressione di Hakimi, l'attitudine di CR7: «Voglio vincere il campionato, il sogno è la Serie A»

Gianluca Raimondi vuole il titolo con i 2006 ma strizza l'occhio anche all'Élite del Lombardia Uno: «Parteciperei volentieri alle finali»

Gianluca Raimondi, Lombardia Uno

Gianluca Raimondi, esterno d'attacco del Lombardia Uno di Massimo Innamorato e protagonista di una prima parte di stagione da Oscar

Il Lombardia Uno di Massimo Innamorato ha un autentico gioiello nel reparto offensivo: il suo nome è Gianluca Raimondi. Per il giovane attaccante sono già dieci i gol realizzati in questa prima parte di campionato, in appena dieci presenze: la media è spaventosa ed è esattamente di un gol a partita. Il giovane classe 2006 si appassiona al calcio grazie al padre e al fratello e all'età di quattro anni inizia a giocare, innamorandosene. Un esterno perfetto in un attacco a tre, ma anche perfettamente adatto a fare il quinto di centrocampo o a giocare largo nel 3-4-3: la giocata che più lo caratterizza è quella che lo porta ad entrare dentro il campo, puntando l'avversario e calciando in porta o crossando per un compagno: «Mi piace giocare in questa posizione, esprimo al meglio le mie caratteristiche, quando rientro dopo aver corso sulla fascia ho tante soluzioni» spiega Raimondi. Infermabile quando parte in velocità, è in grado di andare via spesso ai giocatori avversari, mettendo in evidente difficoltà molte squadre affrontate dai rossoneri in questo girone d'andata.

L'ESEMPIO

«In campo non mi ispiro a nessuno in particolare, cerco sempre di essere me stesso e di dare il meglio, anche se spesso prendo esempio da diversi giocatori importanti per migliorare». Saltare l'uomo come Federico Chiesa, difendere

Voglio essre me stesso e dare il meglio, ma prendo spunti da Lautaro, Hakimi e Chiesa. Gli idoli sono Zanetti e Messi

palla come Lautaro Martinez e progredire in velocità palla al piede come Achraf Hakimi: tanti sono i nomi che attirano Raimondi e che lo aiutano a diventare ogni giorno più forte. La famiglia è sempre stata interista e l'idolo del ragazzo fin da quando era bambino è sempre stato Javier Zanetti: eccellenti doti fisiche, puntuale nel recupero di palloni e nell'impostazione del gioco. Ora, però, Raimondi ha lasciato spazio in lui anche ad un altro grande campione: Lionel Messi, probabilmente anche perché il suo ruolo è lo stesso che Gianluca è chiamato a ricoprire. Tecnico, veloce e molto agile, con grandissime qualità nel controllo palla, nell'accelerazione e con quasi 700 gol in carriera, Messi è uno dei più grandi giocatori della storia del calcio e Raimondi lo vede come un grande esempio da seguire.


Scatto amarcord: Gianluca Raimondi in maglia Lombardia Uno ai tempi dell'Under 14, migliore in campo nella sfida di via Cazzaniga contro un'altra corazzata meneghina, l'Enotria

GLI OBIETTIVI

La stagione corrente è partita a dir poco alla grande: il Lombardia Uno è imbattuto in campionato, ha vinto tutte le partite che ha disputato - tolto un piccolo pareggio con la Folgore Caratese - ed ha dimostrato di essere una delle formazioni più attrezzate per puntare al titolo. L'obiettivo di Raimondi e della squadra è chiarissimo: «Come squadra vogliamo assolutamente vincere il campionato e sarebbe bello arrivarci anche senza essere mai sconfitti. Come obiettivi personali mi piacerebbe vincere il titolo di capocannoniere del campionato e di arrivare a giocare le finali regionali dei 2006, ma sognando in grande, se tecnico, società e compagni me ne daranno l'opportunità parteciperei volentieri anche alle finali dei 2005 Élite (con i quali ha deciso la sfida dello scorso dicembre contro la Vis Nova, ndr). Il mio sogno più grande, come penso quello del 99% dei ragazzi della mia categoria è di giocare in Serie A o in campionati importanti un giorno, ma per adesso penso a fare uno step alla volta».

 

IMPEGNO E COSTANZA

Raimondi si allena ogni giorno dando il massimo e non si pone limiti, prendendo come esempio grandi professionisti come Cristiano Ronaldo, che riesce ad ottenere i propri risultati con costanza, pazienza, sacrificio e soprattutto umiltà:

Il mio idolo è Lionel Messi, ma per umiltà, costanza e sacrificio ho come esempio CR7: un vero professionista

«Devo ringraziare tutti gli allenatori che ho avuto e che ho ora, in particolare il tecnico Innamorato che ha creduto in me fin dall'inizio, ma sono grato anche a tutti i miei compagni: è anche merito loro se io ora riesco ad esprimermi al massimo. Il Lombardia Uno è una grande società, che mi ha sempre permesso di crescere senza alcuna pressione e per questo gli sarò sempre riconoscente». Quando Raimondi era più piccolo, un allenatore gli disse che un vero attaccante deve essere capace di calciare con entrambi i piedi, così Gianluca si allena sul muretto fuori da casa sua per migliorare anche con il piede debole. Questi dettagli sottolineano come la serietà e la costanza siano le parole chiave nell'idea di crescita personale del giovane esterno d'attacco rossonero, che conclude con un altro piccolo aneddoto: «Un altro tecnico tempo fa mi fece iniziare la stagione in panchina e quando per la prima volta mi ha fece giocare mi disse "Se non fai qualcosa torni in panchina". Da quell'episodio capii che non ha importanza se parti dalla panchina o sei titolare, ciò che è importante è quello che riesci a dare quando sei in campo e non deve essere meno del 100%, chi non dà il massimo, non dà niente».

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