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Under 16 Serie C

Pro Sesto, così fa davvero male: il Tricolore sfuma ai tempi supplementari

Due gol di Perrone fanno sorridere la Virtus Entella: per i liguri secondo Scudetto della propria storia

Pro Sesto-Virtus Entella

Uno scatto della finalissima tra Pro Sesto e Virtus Entella

Partiamo da un dato di fatto. Per Vischioni e compagni sarà tutt'altro che semplice smaltire la delusione di Tolentino, specie per le modalità che hanno portato la Virtus Entella sul trono d'Italia a scapito della Pro Sesto. 80 minuti di sostanziale equilibrio, giocati pressoché alla pari tra due squadre - arrivate all'ultimo atto senza aver mai perso una partita - che se le sono date di santa ragione senza però farsi del male. Dopodiché sono arrivati i tempi supplementari, e a prendersi la scena è stato Gabriel Perrone: due gol - entrambi strepitosi, entrambi con un tocco sotto - hanno messo in ginocchio i ragazzi di Schenato, costretti a dire addio al Tricolore dopo un campionato fin qui perfetto, macchiato solamente nell'ultimo e decisivo atto che, tuttavia, non cancella minimamente quanto fatto dagli strepitosi classe 2006 biancocelesti.

SCONFITTE?

Pro Sesto, 21 partite ufficiali disputate: 15 vittorie, 6 pareggi e zero sconfitte. Virtus Entella, 18 partite ufficiali disputate: 13 vittorie, 5 pareggi e zero sconfitte. Arrivare a giocarsi una finale Scudetto non è mai semplice, farlo senza mai perdere una partita lo è ancora meno e non può che renderti grande. A Tolentino si affrontano due squadre nel cui dizionario la parola sconfitta non esiste, o meglio non ancora. Sì, perché sia la Pro che la Virtus sembrano intenzionate a giocarsela a viso aperto, senza correre il rischio di snaturarsi e provando dunque a dare seguito a quanto fatto nella regular season. Il che potrebbe far pensare a una prima mezz'ora pirotecnica, pieno zeppa di emozioni e ricca di occasioni da una parte dall'altra, ma non è affatto così. Anzi, i primi 30 minuti somigliano più ad una partita a scacchi: Schenato contro Scotto. Il primo, fatta eccezione per la scelta di puntare su Bandera al posto di Fabbri, conferma in toto l'undici che ha firmato l'impresa di Cesena: 4-4-2 con capitan Vischioni a guidare la difesa, Russo-Ceruti a fare da scudo in mediana e bomber Grossi terminale offensivo con Di Noi a girargli alle spalle. Il secondo si affida quasi totalmente all'estro e all'imprevedibilità del tris offensivo formato da Giacobbe sulla trequarti e dall'accoppiata Perrone-Caprini in avanti, per il resto 4-3-1-2 scolastico con Calloni (difensore) e Vian (mediano) a completare l'asse centrale.

SUSSULTI

Per i primi sussulti interessanti (il tiro-cross di Osnato sponda Pro e il mezzo tentativo di Giacobbe sponda Virtus si sono rivelati solamente fuochi di paglia) bisogna aspettare lo scoccare della mezz'ora. Nel giro di dieci minuti, fino al duplice fischio di Maccorin, succede di tutto: prima serve il miglior Bove per disinnescare la conclusione velenosa di Giacobbe dopo l'invito interessante di Caprini (30'), poi bomber Grossi - 12 gol stagionali - impegna Gariti con un tentativo sfruttando l'assist del compagno di reparto Di Noi (37'). Tale leit-motiv si protrae in parte anche nel secondo tempo, anche se quasi esclusivamente sponda Virtus. A far impazzire la retroguardia sestese sono sempre loro: Giacobbe, Caprini e Perrone. Quest'ultimo prova a dare la scossa dopo nove minuti ma il suo diagonale di destro si perde sul fondo, dopodiché è il turno di un special guest: Cocconi. La mezzala ligure raccoglie bene l'invito di Perrone, a sua volta servito con una magia da Tiana, ma da ottima posizione - nonostante la buona conclusione con il mancino - è costretto ad arrendersi di fronte a un Bove in serata di grazia (15').

SI DECIDE

Il merito della Pro Sesto sta nello sfruttare molto bene le sostituzioni operate da Schenato, dove spiccano gli ingressi di Marchetti e Guerrisi che si dimostrano capaci di rinvigorire la manovra sestese. Tant'è che i biancocelesti i minuti finali dei tempi regolamentari li passano nella metà campo della Virtus, andando anche vicini al gol causa un intervento dubbio in area di rigore su Vischioni. Per Maccorin tutto regolare, tant'è che poco fischia due volte ma per portare la sfida ai tempi supplementari, col senno di poi decisivi ai fini dell'assegnazione dello Scudetto. Sì, perché la Virtus ha la caparbietà e l'incisività adatta per chiudere il discorso Tricolore già nel primo dei due tempi addizionale, infliggendo alla Pro Sesto quello che assume le sembianze di una coltellata al cuore. Il delitto perfetto è opera di Perrone, a cui bastano cinque minuti per battere Bove con un pallonetto delizioso e fare 1-0. Gol di distanza tra le due squadre che sarebbero potuti diventare due appena 120 secondi dopo, quando lo stesso centravanti supera Vischioni ma col mancino non trova il diagonale vincente per questione di centimetri. Poco male per il bomber ligure, visto che la doppietta non tarda ad arrivare e in apertura del secondo supplementare batte ancora Bove: questa volta l'invito vincente è di Tiana, che lo libera in area e gli permette - dopo aver lasciato sul posto Milan - di infliggere alla Pro il colpo del ko con un gran pallonetto.

IL TABELLINO

PRO SESTO-VIRTUS ENTELLA 0-2
RETI: 5' pts Perrone (V), 3' sts Perrone (V).
PRO SESTO (4-4-2): Bove 7, Albertazzi 6.5 (23' st Marson 6.5), Nucifero 6.5, Vischioni 6.5, Russo 6.5 (29' st Fabbri 6.5), Milan 7, Osnato 7, Ceruti 8, Grossi 6.5 (11' st Guerrisi 6.5), Di Noi 7.5, Bandara Manamperi 6.5 (11' st Marchetti 6.5). A disp. Saccone, Trapani, Sommella, Mandelli, Foroni. All. Schenato 7.
VIRTUS ENTELLA (4-3-1-2): Gariti 6.5, Virtuosi 6.5 (29' st Sanguineti 6.5), Lagomarsino 6.5, Vian Seewald 7 (14' st Martini Donati 6.5), Calloni 7, Busicchia 8, Giacobbe 7.5, Cocconi 7 (29' st Giammona 6.5), Perrone 9, Tiana 8, Caprini 7.5 (7' sts Calcagno sv). A disp. Torrielli, Soracco, Danero, Monarda, Macchini. All. Scotto 7.5.
ARBITRO: Maccorin di Pordenone 5.
ASSISTENTI: Salviato di CVE e Marchesin di Rovigo.
QUARTO UOMO: Renzi di Pesaro.
AMMONITI: Busicchia (V), Calloni (V), Fabbri (P), Nucifero (P), Albertazzi (P).

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