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Under 16 Serie C

Arriva in finale Scudetto e lancia un messaggio alla società: «Resto solo a determinate condizioni»

Agostino Schenato, artefice del miracolo Pro Sesto, analizza la stagione dei suoi classe 2006

Arriva in finale Scudetto e lancia un messaggio alla società: «Resto solo a determinate condizioni»

Pro Sesto Under 16: Agostino Schenato, allenatore dei biancocelesti classe 2006

Vince il girone con 10 vittorie, 5 pareggi e nessuna sconfitta. Approda alle fasi finali con tutti gli occhi addosso, la pressione aumenta ma risponde presente facendo fuori, nell'ordine: Pro Vercelli, Imolese e Cesena. Porta la squadra in finale Scudetto, se la gioca ad armi pari - se non addirittura meglio - contro un avversario di spessore quale è la Virtus Entella e dice addio al sogno iridato subendo due gol ai tempi supplementari, chiudendo di fatto la stagione con zero sconfitte in gare ufficiali. Parliamo di Agostino Schenato, condottiero della Pro Sesto Under 16 e artefice numero 1 del miracolo biancoceleste. Un curriculum già di per sé niente male, reso ancor più ricco da una stagione pressoché perfetta. La normale conseguenza porterebbe ad immaginarlo ancora per diverso tempo alla guida di una squadra del settore giovanile guidato da Marco Grossi, ma ad oggi la sua permanenza a Sesto San Giovanni è tutt'altro che scontata. A dirlo è proprio lo stesso Schenato, che nel post gara di Pro Sesto-Virtus Entella ha dichiarato: «Il mio contratto scade il 30 giugno. Dovremo fare delle valutazioni e la società dovrà decidere. La mia volontà? Mi piacerebbe rimanere, ma devono esserci le condizioni adatte per restare».

AGOSTINO SCHENATO SUL FUTURO: «PARLERÒ CON LA SOCIETÀ, VEDREMO SE TROVEREMO UN ACCORDO. LA MIA VOLONTÀ SAREBBE QUELLA DI RIMANERE, MA DEVONO ESSERCI LE CONDIZIONI ADATTE

Marco Grossi, responsabile del settore giovanile della Pro Sesto

ORGOGLIO

Limpido come l'acqua, Schenato ha lasciato intendere che da parte sua la volontà di resta alla Pro Sesto c'è tutta. Di contro, però, pare ci si debba venire incontro con la società. La settimana più calda dell'estate calcistica si avvicina, e sembrerebbe proprio questo il momento in cui si deciderà il futuro del tecnico biancoceleste che, nel frattempo, ha analizzato a 360 gradi la stagione dei suoi classe 2006: «È stata una stagione fantastica. Abbiamo chiuso il campionato con largo anticipo, dopodiché abbiamo affrontato le fasi finali giocando un ottimo calcio ed eliminando una squadra forte come il Cesena. Sono orgoglioso dei ragazzi, sarà una stagione che porterò con me per diverso tempo». Alla base del successo pare esserci il senso d'appartenenza e la capacità di lavorare a testa bassa, elementi chiave nel percorso che ha portato la Pro a giocarsi una finale Scudetto: «A loro vanno i miei più sentiti complimenti: hanno svolto un grandissimo lavoro da agosto ad oggi, formando un gruppo fantastico sia in campo che fuori».

I NUMERI DELLA PRO SESTO

  • PARTITE GIOCATE: 22
  • PARTITE VINTE: 15
  • PARTITE PAREGGIATE: 7* (una persa ai supplementari)
  • PARTITE PERSE: 0
  • GOL FATTI: 45
  • GOL SUBITI: 16
  • MIGLIOR MARCATORE: Christian Grossi (12 gol)

Schenato e Scotto in posa nel pre-gara

ARBITRAGGIO

Un percorso fantastico, iniziato nell'estate del 2021 e terminato nel modo più ingiusto nel pomeriggio di Tolentino, arrendendosi solamente ai tempi contro un avversario di spessore quale è la Virtus Entella. Schenato ci tiene infatti a complimentarsi con i ragazzi di Chiavari, analizzando poi quello che è stato il corso della finalissima: «Complimenti a loro, se vinci è perché lo hai meritato. Riguardo la partita, ero convinto che si sarebbe giocata fino all'ultimo respiro e così è stato. Nei supplementari abbiamo pagato qualche cambio rispetto a loro, poi abbiamo preso gol su un dettaglio prima del raddoppio quando ormai eravamo sbilanciati». Facendo un passo indietro, in particolare all'ultimo minuto dei tempi regolamentari, l'attenzione non può non andare all'episodio che ha visto Lagomarsino intervenire in maniera scomposta su Vischioni. Un intervento che, rivedendolo, conferma le sensazioni avute in diretta: è calcio di rigore. «L'arbitraggio? Ci sono stati un po' di episodi anche prima del rigore - analizza Schenato, che poi sposta il focus sull'intera direzione di gara -. In generale, assistendo a tutte le partite di fasi finali, quella che ci è capitata è stata l'unica terna non all'altezza».

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