Cerca

Samarate Under 16, Desiderati: «Serietà la prima cosa da insegnare ai ragazzi»

Samarate U16
Un anno di ripartenza per migliorare la squadra e poter essere competitivi nei prossimi campionati è l'anno del Samarate nel girone B del campionato provinciale Under 16 di Varese. Il tecnico della squadra, Massimiliano Desiderati, ha cambiato il piano di lavoro chiedendo più impegno e più serietà ai propri ragazzi. Il tecnico del Samarate ci ha raccontato del suo passato calcistico da estremo difensore: «Ho sempre giocato in porta, mi piaceva fin da bambino. Sono partito da Cassano, per poi girare un po' di squadre: sono stato alla Solbiatese, a Sesto, Arona, Concagno; Alla Gallaratese ho avuto un brutto infortunio dove mi sono rotto il ginocchio. Ho ricominciato poi a Fagnano dove ho avuto una frattura quasi grave quanto la prima all'altro ginocchio. Ho comunque smesso di giocare a 39 anni, gli infortuni non mi hanno fermato». Finita la carriera calcistica arriva il desiderio di continuare a lavorare nel mondo del calcio: «Una volta finito il mio periodo da calciatore ho cominciato ad allenare i portieri e nel frattempo ho conseguito il famoso SGS, il vecchio patentino per allenare il settore giovanile. Dopo quello ho subito fatto anche quello per la Prima Categoria, perché il Uefa B non mi era possibile completarlo per problemi lavorativi. Lavoravo in una concessionaria e finivo sempre tardi la sera, perciò ho anche smesso di allenare per un po' di anni. Due anni fa ho avuto un contatto con Samarate e per tutta la scorsa stagione ho allenato i portieri della prima squadra. Mi è stato proposto poi di allenare gli Allievi e ho accettato molto volentieri». La serietà è la prima e fondamentale caratteristica che Desiderati esige da tutti i suoi ragazzi: «Tutto il resto viene dopo, la serietà è la prima cosa. Per quanto riguarda i sistemi di gioco non puoi averne uno fisso e poi metterti la benda. Ci sono partite dove serve la difesa a 3 e altre dove va bene a 4. Ci sono partite dove puoi usare un centrocampo a 2 con gli esterni liberi e altre dove ti servono 3 giocatori in mezzo. Non ho un sistema fisso, mi piace variare anche a seconda di chi ho a disposizione. Qualche anno fa a Verghera giocavo con un 4-3-3, però avevo il materiale, giocatori di grande qualità a livello calcistico. In altri casi mi è capitato anche di utilizzare il 3-5-2 o il 4-4-2, magari con squadre un po' più indietro tecnicamente e dove non avevo tante alternative». Sullo stile di gioco, però, le idee sono molto chiare: «A me piace pressare alto e giocare nella metà campo avversaria. Per questo tipo di gioco serve però una mentalità forte, che è quello che io voglio dai ragazzi: personalità. Non fermarsi mai, recuperare palla velocemente e muovere in fretta la linea per schiacciare l'avversario nella propria area». «L'obiettivo primario è riprendere a giocare, che è la cosa più importante di tutte», così Desiderati ha definito le sue aspettative per il proseguo di questa stagione. «La situazione iniziale era particolare, ho accettato di lavorare con una squadra che aveva diversi problemi. Ho subito cercato di rivoluzionare il sistema di lavoro: più di serietà, più voglia e più lavoro. Il precampionato non è andato bene, abbiamo finito il ciclo di partite con quasi una media di 6-7 gol subiti a partita, qualcosa di inaccettabile dal mio punto di vista. Nonostante la sconfitta, la prima di campionato non era andata male, dopo mezz'ora hanno espulso il nostro capitano e abbiamo perso 2-1 dominando per tutto il secondo tempo». Il tecnico ha poi parlato della ripresa e di come se la aspetta da un punto di vista soprattutto mentale: «So che alcuni dei miei ragazzi non vedono l'ora di tornare in campo. La voglia c'è. In alcuni casi, però, ho notato che il problema grosso erano i genitori, la paura di eventuali contagi dei propri figli durante gli allenamenti o nelle partite. Sotto questo aspetto non saprei come muovermi, potrei non essere d'accordo, ma non biasimo una madre o un padre preoccupati per la salute del proprio figlio. Durante questo periodo di stop non abbiamo organizzato allenamenti a casa, perché non credo che sia un modo stimolante per lavorare. Ho comunque lasciato un programma per mantenere un minimo di forma fisica, poi vedremo quando si ricomincerà a che punto saremo. Nel nostro girone il 60% delle squadre punta a vincere, ci sono squadre molto preparate, noi vogliamo migliorare la nostra. Vogliamo che questo sia un ottimo punto di partenza per l'anno prossimo. Spero che per fine gennaio ci siano le condizioni per poter riprendere in tranquillità. Non mi sbilancio, ma vedo accanimento su alcuni settori e poi le metropolitane piene. Le società hanno investito molto in generale e non solo per rispettare le norme anti-covid».
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400