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Torino Club Under 16, Casaroli: «Eravamo i favoriti, ma adesso conta solo riprendere»

Torino Club U16
Squadra che certamente aveva i pronostici a favore per la vittoria del girone B del campionato provinciale under 16 è il Torino Club, allenato da Claudio Casaroli. Il tecnico ha ripreso ad allenarsi con i propri ragazzi e spera che si possa presto tornare sui campi con qualche amichevole o qualche torneo, vista la utopica possibilità di ripresa del campionato. Casaroli ha iniziato parlando del suo passato, della sua carriera da calciatore prima e da allenatore poi: «Ho iniziato a giocare a calcio da bambino, un po' come tutti. I settori giovanili li ho fatti tutti qui nella provincia di Varese, ho girato in diverse società. In alcune di queste società ho giocato anche in prima squadra più avanti: a Gavirate, a Tradate, sempre viaggiando tra Prima Categoria ed Eccellenza. Sempre restando a cavallo tra queste categorie ho giocato all' Arcesate per 9 anni, società che è poi diventata l'attuale Valceresio. Durante la mia carriera ho avuto però degli nfortuni molto gravi alle ginocchia. Per ben tre volte ho rotto il legamento crociato; già dopo la seconda volta che succedeva mi era stato fortemente sconsigliato il ritorno in campo, alla terza sono stato praticamente obbligato a smettere di giocare. Il mio ultimo anno da calciatore è stato quindi al Cantello, ma una volta smesso ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto tantissimo restare in questo mondo, non abbandonare il calcio, così ho pensato che sarei potuto diventare un allenatore. Ho fatto il corso per poi conseguire successivamente il patentino Uefa B. Da giocatore ho vinto il campionato di Prima Categoria ed era stata una sensazione unica, tanto che il mio desiderio era diventato rivivere quell'emozione, ma questa volta dalla panchina, da allenatore. Ho iniziato la mia esperienza da mister al Valceresio, ho fatto praticamente tutto il settore giovanile partendo dai più piccoli fino ad arrivare alla prima squadra, ed è lì che si è avverato il mio sogno: ho vinto i play off spedendo tutti in Promozione. Non riesco neanche a descrivere l'enorme soddisfazione che certi risultati ti portano, anche perchè da giocatore pensi per uno, da mister pensi per 30, ed è tutta un'altra cosa. In tanti mi dicevano che avevo qualità, che avrei dovuto continuare, altri invece non vedevano in me tutto questo talento. Io ho comunque deciso di tornare ad allenare i ragazzi, nei settori giovanili c'è spesso un clima molto piacevole e tranquillo. Sono stato prima nel Varese, che purtroppo poi è fallito, per poi approdare al Torino Club, dove adesso alleno gli Allievi. La nostra è una soceità super organizzata, l'affiliazione con l'Atalanta ci permette di prendere esempio da loro, che hanno un settore giovanile di altissimo livello. Posso dire che sia veramente piacevole e stimolante lavorare qui». Il calcio come un divertimento è al principio del pensiero del tecnico, che però è sempre esigente nella richiesta di massimo impegno da parte dei propri ragazzi: «Per prima cosa, dal mio punto di vista, è importante che i ragazzi si divertano. Se vinco le partite sono contento, non gioco mai per perdere, ma nelle sconfitte si trova sempre qualcosa da cui imparare e su cui lavorare per prepararsi meglio alla gestione di determinate situazioni che capitano in partita. A mio avviso il 4-3-3 è il sistema di gioco più completo per coprire il campo e per avere un sufficiente numero di giocatori che attaccano e che difendono. All'inizio giocavo con il 4-4-2, che resta comunque una mia valida alternativa, ma poi negli anni mi sono convinto al pssaggio al 4-3-3. In ogni caso il modulo non deve essere un qualcosa di fisso e imprescindibile, ma bisogna essere capaci all'occorrenza di cambiarlo, non solo a seconda dei ragazzi che si hanno a disposizione, ma anche a partita in corso, in base al risultato e agli episodi che possono capitare in campo. Come dicevo il nostro è un settore giovanile molto serio, cerchiamo sempre di prendere ragazzi con determinate caratteristiche, che possano garantire una certa qualità in campo, anche se la prima cosa resta il divertimento». Con questo virus che sembra non dare pace a nessuno, il campionato è ormai compromesso ed è difficile pensare ad una ripresa imminente, anche se le aspettative della società verso Casaroli e i suoi ragazzi erano alte: « Sicuramente noi partivamo con i pronostici a favore, la nostra è obiettivamente una rosa altamente competitiva; infatti nell'unica gara di campionato che siamo riusciti a giocare abbiamo realizzato addirittura 11 gol, anche se bisogna ammettere che i nostri avversari erano un po' indietro rispetto a noi. La squadra, però, era preparata, era pronta e questo stop ha interrotto una potenziale stagione che ci avrebbe visto vincitori nel nostro girone. In ogni caso noi non ci siamo mai fermati, infatti anche durante questi mesi chiusi in casa abbiamo organizzato delle chiamate online per poter stare vicini ai ragazzi innanzitutto, ma anche provare ad organizzare qualche allenamento da casa: sapevamo che sarebbe stato un distastro riprendere dopo mesi senza attività fisica, così abbiamo provato a prevenire questo tipo di situazione di modo che ora non si debba ripartire totalmente da zero con la preparazione. Il primo di febbraio siamo finalmente tornati sul campo per i primi allenamenti. Riconosco che allenarsi in questo modo sia un po' scoraggiante, ma noi cerchiamo di rispettare sempre le norme anti-covid senza alcun tipo di lamentela. Ritrovarsi tutti di nuovo su campo è stato importante, ho percepito grande voglia ed euforia da parte dei ragazzi e anche per me è stato bello rivederli e tornare al lavoro con l'augurio che si possa ricominciare a giocare presto».
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