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Atletico Mirafiori Under 16, Jonathan Pintos dall'Hit-Ball ai Provinciali, specialista in ricostruzioni

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«Tutto quello che portiamo a casa al termine di ogni partita è un mattoncino per la nostra crescita», Jonathan Pintos, giovane tecnico classe 1994 alla sua prima stagione alla guida dell' Atletico Mirafiori Under 16, impegnato nel girone C di Torino. Una squadra completamente ricostruita, con lo zoccolo duro arrivato dalla Bruinese: «L'obiettivo è appunto la ricostruzione, come ho fatto nei due anni precedenti al Barracuda (sempre annata 2005, ndr), il mio percorso è stato sempre così, ma non mi spaventa, avendo un gruppo di ragazzi educato e rispettoso, che vuole migliorarsi ogni giorno. Nell'ultima partita con l'FC Mirafiori nonostante il risultato (0-6) ho visto molti passi in avanti». Jonathan arriva da uno sport completamente diverso dal calcio, dall'Hit-Ball una disciplina made in Torino («si gioca con gli avambracci più che con le mani», dice chi lo ha praticato): «Ho giocato tanti anni a Hit-Ball, poi a 20 anni ho avuto l'occasione di allenare una squadra di calcio in una parrocchia: l' Atletico NSC, l'ex Fulminea, in via Germonio. Grazie alla mia giovane età avevo un bel rapporto con i ragazzi, c'era molta empatia, mi occupavo delle iniziative per loro, il tutto in un contesto dove ogni singola storia era particolare. E' arrivata poi la chiamata del Barracuda, mi piaceva l'idea di allenare a livelli agonistici, mi hanno affidato un 2005 tutto da ricostruire, come detto sono un po' "l'allenatore dei casi impossibili". Mi sono sempre armato di pazienza e questo è sempre piaciuto ai presidenti, come ad esempio a Leonardo Tortorelli che mi ha consigliato di continuare nella mia carriera di allenatore, tra l'altro avere un patentino Uefa C a 26 anni è già un'ottima base». Parlando della squadra 2005 dell'Atletico Mirafiori, Jonathan spiega: «Facciamo un 3-5-2 come modulo di base, anche se finora abbiamo potuto provarlo al completo solo una volta. Il gruppo è composto da 14 ragazzi, spesso chiediamo in prestito dei 2006. in porta abbiamo Antonio Lupia che è anche il capitano, è uno dei pochi che è restato del gruppo allenato nella scorsa stagione da Paolo Valenti (ora al Beiborg, ndr). Tra i pali possiamo contare anche su Riccardo Floris, mentre per schierare la difesa a tre mi avvalgo quasi sempre di Mattia Tagliatti, Alessio Puggelli e Alessio Pucceri sui quali è imperniata la fase difensiva. Quando viene qualche 2006 posso sfruttarli in difesa come Andrea Perrero e Luca Malatesta, utilizzando Tagliatti in altri ruoli, e come Michele Losurdo bravo nel ruolo di centrocampista. Sulle fasce si alternano Lorenzo Levizzari sia a destra che a sinistra, Marco Addario che fa da collante tra difesa e centrocampo, e Matteo Ronchegalli. Manuel Fadda agisce da playmaker davanti alla difesa, ai suoi lati il più delle volte giocano Diego Lattaruolo, Alessio Granata e Davide Bertone. In avanti Gabriele Pucceri che prima faceva il portiere, a me piace nel ruolo di attaccante e lo utilizzo lì non per carenza in quel ruolo ma perché credo in lui. In tandem con Gabriele c'è Alessandro Rissone, un altro ragazzo della vecchia guardia, spesso posso adattare anche Lattaruolo per sfruttare il metro e 90, idem per Bertone. Infine i dirigenti, si è offerto di venire con me dal Barracuda Michele Campobasso e posso contare anche su Marco Rissone».
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