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Grand Paradis Under 16, inizio da rivelazione per i 2005 valdostani di Luboz

2005-Grand-Paradis
Dopo l'interruzione a sole tre giornate giocate, la voglia di ritornare in campo cresce ogni giorno di più, soprattutto se l'inizio di stagione è stato promettente come quello del Grand Paradis Under 16, società valdostana di Villeneuve che gioca le proprie partite in casa ad Aymavilles. Sei punti in tre partite e terzo posto nel girone valdostano, grazie alla vittoria per 3-2 alla prima giornata a Vische con il Real Soccer Team (doppietta di Alessandro Giangrasso e gol partita del centrale Herve Bieller), combinata con il successo interno nel turno successivo con il Vallorco (2-1, a segno Alix Berthod e Alex Romania nei minuti finali). Prima della sosta è arrivata poi la sonora sconfitta di Rivarolo (7-1), contro una delle favorite del campionato insieme al PDHAE. La guida tecnica del Grand Paradis, Luciano Luboz, racconta l'attuale situazione e le aspettative future per la squadra. Come sono andate le prime tre giornate e come speri di proseguire la stagione, nel caso in cui il campionato riprendesse? [caption id="attachment_257996" align="alignleft" width="900"] Luciano Luboz Luciano Luboz[/caption] «Dopo due ottime prestazioni che ci hanno visto vincenti, abbiamo giocato l'ultima partita contro la Rivarolese veramente con undici giocatori contati. Indubbiamente loro sono stati fortissimi e non a caso rimangono i favoriti, noi d'altro canto avevamo già diversi giocatori in isolamento: il risultato poteva essere sicuramente meno severo. A prescindere dall'ultima partita, avevamo ingranato con il piede giusto questo inizio di stagione, stavamo facendo il nostro campionato, senza pretese di vincere o voler strafare, i ragazzi si stavano impegnando: c’era l'impressione di una buona prospettiva per questa stagione, la sensazione di poter portare avanti la squadra comunque da protagonista, con un ruolo determinante all'interno degli equilibri del girone. Arrivati a questo punto, l’importante ormai è che i ragazzi possano portare a termine un percorso, in qualche modo concluderlo per dare almeno un senso di compiutezza a quest'annata. Se il campionato dovesse ricominciare: sicuramente mi piacerebbe proseguire con la stessa energia con cui lo abbiamo interrotto e tentare in una stagione che ci veda in primo piano, cercando di migliorarsi costantemente. Effettuare un percorso di crescita sia per quanto riguarda il punto di vista del gioco, sia per quanto riguarda gli aspetti più umani. Quando c’è gioco, poi arrivano anche i risultati. Il mio obiettivo resta comunque sempre quello di insegnare a giocare a calcio il più possibile: penso sia bellissimo riuscire a vedere esprimere un bel gioco anche a livelli più bassi, provare a dare qualità». Come sta andando la ripresa degli allenamenti?  «Abbiamo ricominciato la scorsa settimana, per ora - quando il tempo lo permette - cerchiamo di fare almeno un allenamento alla settimana, ovviamente in tutta sicurezza e nel massimo rispetto dei protocolli e di ogni normativa. Sfortunatamente, qui in Valle d’Aosta, con questo clima non riusciamo sempre a mantenere una costanza precisa, magari da metà febbraio, con temperature più miti, torneremo con maggior frequenza in campo. D'altronde con il nostro clima, magari con la neve in campo, può diventare davvero pesante allenarsi senza neanche poter utilizzare le docce e gli spogliatoi, cerchiamo di usare il buon senso: allenamenti discreti, negli orari più adatti. Attualmente c'è un insieme di cose che non ci permettono di agire come vorremmo, mantenere tutte le precauzioni per esempio costringe a sedute di allenamento che non mi sento di definire serene, inoltre motivare i ragazzi in queste condizioni diventa ancora più complicato. Molta dell'attenzione di noi allenatori si perde nel mantenimento di tutte le norme da parte dei ragazzi, questo complica non solo il nostro lavoro, ma anche quello dei ragazzi: ne risente ovviamente tutta l'intensità della seduta, scema l'interesse dei ragazzi e viene meno di conseguenza anche la parte più tecnica dell'allenamento. È tutto diverso, è cambiato anche il modo di porsi verso l'allenamento: stiamo facendo un calcio completamente differente, se di calcio ancora si può parlare. Modulo di riferimento, allenatore al quale si ispira?  «Non ho un modulo fisso, questo perché credo che vada di volta in volta creato sulla base dei giocatori a disposizione. A questi livelli, la scelta del modulo deve dipendere dai ragazzi e dalle caratteristiche, dalle capacità di ognuno di loro. Un mister deve avere la capacità di adattarsi e, soprattutto, non fossilizzarsi, anzi bisogna cercare di valorizzare le abilità dei ragazzi: se ci si fissa su un modulo, magari va in difficoltà prima l'allenatore e poi i giocatori, se non si hanno le qualità per svolgere determinati ruoli, si finisce in difficoltà per nulla, per una fissazione inutile. Sono tanti gli allenatori che per un motivo o per un altro sono interessanti, dai quali c'è sicuramente da imparare. Penso per esempio a Pep Guardiola o Jürgen Klopp, potrei ancora fare nomi: indubbiamente Antonio Conte per la determinazione o Carlo Ancelotti per la capacità di gestione del gruppo. Sono tanti gli allenatori dai quali imparare: si cerca sempre di prendere il meglio da tutti e riadattarlo al livello, non bisogna mai smettere di migliorarsi».

LA ROSA DEL GRAND PARADIS UNDER 16

PORTIERI: Herman Testolin, Davide Borre DIFENSORI: Herve Bieller, Alex Romania, Thomas Testolin, Gianluca Concio, Andrea Radaelli, Olivier Saudin, Mateo Sheti CENTROCAMPISTI: Alix Berthod, Alessandro Giangrasso, Laurent Luboz, Alessandro Nex, Anthony Villano, Anthony Faldella, Gabriel Ferro, Antonio Fico ATTACCANTI: Benoit Pascal, Michel Chiattone Bordon ALLENATORE: Luciano Luboz

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