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Milan Under 17: Antonio Gala e la carica dei 2004 all'inseguimento della rivincita Tricolore

Gala
Il 13 giugno 2019, in quella maledetta finale Scudetto persa contro la Roma, Antonio Gala è stato in panchina per tutto il match. Da quella partita non sono trascorsi nemmeno due anni, ma di acqua sotto i ponti nel frattempo ne è passata. E tanta. Antonio, centrocampista che lo scouting del Milan aveva pescato in Campania dall’Internapoli, nella sua prima stagione in rossonero aveva recitato un ruolo da comparsa: solo 8 presenze nel cammino che portò la squadra allenata allora da Gianluca Polistina fino alla finalissima Tricolore in Emilia Romagna. Nato a Napoli e cresciuto nel quartiere Piscinola, Gala ha avuto bisogno di un inevitabile periodo di adattamento a un mondo tutto nuovo: poi l’anno scorso i primi segnali con i 3 gol in 14 partite con l’Under 16, e quest’anno il definitivo cambio di passo. Oggi Gala, classica mezzala che sa fare entrambe le fasi, è un titolare inamovibile dell’Under 17 rossonera allenata da Christian Lantignotti. E, sognando l’esordio in prima squadra a San Siro, per adesso ha un solo obiettivo: trascinare i suoi compagni del 2004 alle fasi finali 2020-2021, per vendicare la finale Under 15 vista dalla panchina e giocarne invece una da assoluto protagonista. Com’è stato in queste prime partite di campionato e com’è stato sabato nella sfida vinta 3-0 contro il Monza: Gala, che è andato anche a segno, è stato in assoluto il migliore in campo. Idoli e riferimenti Zinedine Zidane come idolo, Gala è il classico “numero 8” che a centrocampo può ricoprire indifferentemente tutti i ruoli. Sia come mezzala in uno schieramento a tre sia come mediano in un sistema di gioco che prevede due uomini in mezzo al campo: anche per queste caratteristiche di completezza su di lui avevano messo gli occhi Genoa, Bologna, Napoli, Fiorentina e Lazio. Alla fine però l’ha spuntata il Milan, convintosi definitivamente delle sue qualità dopo il Torneo di Gallipoli del 2017 nel quale Gala ha ricevuto il premio di miglior giocatore della finale vinta contro l’Inter. Oggi Antonio è una pedina insostituibile dello scacchiere rossonero e la sua importanza è palese non solamente in zona gol, ma anche negli inserimenti nell’area di rigore avversaria: come nel derby, quando con una incursione delle sue è andato a prendersi il rigore poi trasformato da Bozzolan per il momentaneo 2-1. Come tipologia di giocatore può ricordare, per rimanere in tema vivaio rossonero, Marco Romano Frigerio, classe 2001 e perno della Primavera di Federico Giunti: un centrocampista duttile, di grande sostanza ma anche di qualità. Frigerio, nell’Under 16 di Alessandro Lupi, uno Scudetto l’ha vinto e proprio in finale contro la Roma: era il 2017 ed è stato l’ultimo titolo del club. Adesso tocca a Gala riprovarci: e con lui tutti i classe 2004, alla ricerca di una meravigliosa vendetta Tricolore.
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