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Inter-Hellas Verona: i nerazzurri sono spaziali e volano in orbita con l'hat-trick di Zefi e la prova da tuttocampista di Di Maggio

Nonostante le assenze, l'Inter di Polenghi passeggia contro un Hellas Verona troppo arrendevole che cade sotto i colpi dell'eroe di giornata Kevin Zefi

Inter-Hellas Verona: i nerazzurri sono spaziali e volano in orbita con l'hat-trick di Zefi e la prova da tuttocampista di Di Maggio

Le squadre al centro del campo del Suning Center, poco prima dell'inizio del match

Viaggia con il pilota automatico l'Inter di Polenghi, che si impone 4-0 contro l'Hellas Verona e vola a +5 dai cugini rossoneri del Milan, fermati a sorpresa da un pareggio sul campo del Cittadella. I nerazzurri non sentono il peso di alcune assenze di prestigio, come quella di Esposito, convocato dalla squadra Under 18 e subentrato in occasione della gara contro la Lazio. A stendere gli scaligeri ci ha pensato l'irlandese Kevin Zefi, autore di una tripletta che però risulta quasi opaca davanti alla sua prova generale: l'attaccante - oggi in maglia numero 9 - è stato costantemente una spina nel fianco per la difesa dell'Hellas, saltando costantemente l'uomo, alternando il dribbling a giocate illuminanti per i compagni. Zefi, però, non è stato l'unico a rubare la scena tra le fila dei meneghini, perché Stankovic e Di Maggio hanno giocato con la freddezza e l'attitudine di due veterani, quasi dimenticandosi di essere "solo" dei classe 2005. Da rivedere quasi in maniera generale l'approccio dei ragazzi di Larini, apparsi eccessivamente molli sin dalle prime battute e con una sola reazione nel corso dei novanta minuti, probabilmente più nervosa che dettata da un senso tattico, con Marchetti tra i pali che, nonostante i quattro gol subiti, è sicuramente il migliore in campo degli scaligeri.

Show nerazzurro. I ritmi sono alti già dai primi minuti della gara, in particolare per i padroni di casa, che muovono il pallone in verticale con estrema velocità, affidandosi alle scorrazzate prima di Miconi sulla fascia e poi di Martins quando la punta prova a sfondare per vie centrali. L'intensità porta i suoi frutti al 7’, quando di testa è Di Maggio ad anticipare tutti sugli sviluppi di un calcio d’angolo, mettendo il pallone in rete: Marchetti che può soltanto sfiorare. I meneghini viaggiano con un passo completamente diverso rispetto agli ospiti e infatti poco dopo il gol sfiorano il raddoppio con Berenbruch, imbucato in maniera illuminante da Zefi: il numero 7 si libera bene in area, tira, ma chiude troppo il piatto sinistro, mandando la palla sull’esterno della rete. Col passare dei minuti la gara si fa più equilibrata, con l’Inter che decelera un po’ e gestisce di più il pallone, invece che verticalizzare di continuo. Dal canto suo, il Verona si compatta tra centrocampo e difesa e prova a ripartire, come succede al 20’, quando Valenti ci prova dalla distanza, senza però trovare lo specchio. Due minuti più tardi, ci prova Zanetti di testa, ma anche in questo caso, nonostante il giocatore svetti bene, non impatta il pallone nel migliore dei modi, mandandolo alto sopra la traversa. I nerazzurri però sono sempre pronti a pungere e al 26’ c’è una combinazione stupenda tra Zefi, Stankovic e Berenbruch, con quest’ultimo che in area serve l'irlandese, il cui tiro però non trova di poco la porta. L’Inter ricomincia a spingere e due minuti dopo è di nuovo Di Maggio a sfiorare il gol, ma un intervento miracoloso della difesa, a porta sguarnita, evita il peggio per gli scaligeri. Il gol però è nell'aria e infatti il raddoppio arriva alla mezz'ora: Golin buca un intervento di testa e Martins entra in possesso: l'attaccante si fa trovare pronto a servire Zefi, che penetrato in area mette a sedere Marchetti, salta il ritorno di Golin e deposita in rete il pallone del 2-0. Il primo tempo si avvia alla conclusione con questo andamento e con gli ospiti che provano a ripartire ma che vanno a sbattere specialmente contro Miconi e Stabile, coadiuvati da uno Stankovic dominante in qualsiasi zona di campo vada ad agire.

Zefi, what a striker. Inizia con un copione totalmente diverso il secondo tempo, perché a tenere la palla, come ci si poteva aspettare, è l’Hellas Verona, che prova ad orchestrare una manovra ordinata per portarsi dentro l’area dell’Inter. I padroni di casa, dal canto loro, non sembrano interessati a pressare eccessivamente gli scaligeri, lasciando fare agli avversari il loro gioco e affidandosi alle chiusure dei soliti Stabile e Miconi. Dopo circa dieci minuti, però, l'Hellas perde questa spinta e non a caso al 13' arriva il tris dell’Inter: Basilisco perde una palla fondamentale a centrocampo pressato da Martins, che si lancia a rete, prova a saltare il portiere e tira. La palla viene rimpallata da Golin e finisce sui piedi di Zefi, che tutto solo e a porta libera deve solo ribattere in rete. L’errore difensivo, più che il gol subito, sembra aver rotto qualcosa nell’Hellas, che inizia a commettere diversi sbagli individuali, sparendo lentamente dal campo, con la partita che rimette nuovamente su binari favorevoli ai meneghini. La confusione degli ospiti si estende anche alla panchina, con una girandola di cambi che porta i gialloblù a giocare per alcuni istanti in dieci, a causa di incomprensioni tra squadra e allenatore. La partita si spegne, con i nerazzurri che spingono decisamente di meno, impostano il risparmio energetico e si affidano alle ripartenze conseguenti ai timidi tentativi degli ospiti. C’è ancora tempo, però, per il terzo gol di Zefi, che raccoglie un lancio dalle retrovie, controlla alla perfezione, salta Golin con un sombrero e di punta beffa Marchetti, per il 4-0 dell’Inter e la tripletta personale. L’Hellas Verona ormai non è più in campo e sembra giocare quasi per limitare il passivo e non per cercare uno scatto d’orgoglio, con il portiere Marchetti l’unico ad incitare ancora la squadra. Addirittura, Ciuffo va vicino al gol per la manita, ma il suo colpo da biliardo ad incrociare finisce al lato per una questione di millimetri. Al triplice fischio del signor Vailati di Crema, dunque, il finale è un 4-0 meritato e giusto per i nerazzurri, che festeggiano il consolidato primo posto in classifica

IL TABELLINO

Inter-Hellas Verona 4-0
RETI: 7’ Di Maggio (I), 31’ Zefi (I), 13’ st Zefi (I), 41’ st Zefi (I).
INTER (4-3-1-2): Calligaris 6.5, Aidoo 6 (27’ st Ndianefo 6), Miconi 7 (27’ st Liserani 6), Stankovic 7, Guercio 6.5 (36’ st Casani I. sv), Stabile 6.5 (11’ st Ciuffo 6.5), Berenbruch 6.5, Di Maggio 7 (36’ st Fois sv), Zefi 8.5, Mazzola 6 (11’ st Pedrini 6), Martins 7 (27’ st Lavelli sv). A disp. Bonardi. All. Polenghi 7.
HELLAS VERONA (3-5-2): Marchetti 6.5, Zanetti 6, Golin 5, Trevisan 5.5 (37’ st Squarzoni sv), Basilisco 5.5, Personi 6.5 (20’ st Spadiliero 6), Gasparato 5 (1’ st Pavanati 6), Zanoni 6 (20’ st Dobrev 6.5), D’Agostino 6.5 (20’ st Dzaferi 6), Fabbian 5 (1’ st Sangiorgio 6), Valenti 5 (1’ st Eke 6). A disp. Esmanec. All. Larini 5.5.
ARBITRO: Vailati di Crema 7.
ASSISTENTI: Cappello di Milano e Ferretti di Varese. 

LE PAGELLE

INTER
Calligaris 6.5 Inoperoso per gran parte della gara, quando arrivano i pochi traversoni o le timide conclusioni degli avversari, lui si fa trovare pronto, con un paio di interventi in tuffo stilisticamente molto belli.
Aidoo 6 Nel primo tempo gioca una gara non eccellente, ma comunque ordinata. Nella ripresa poi va un po’ in difficoltà quando gli ospiti alzano i ritmi.
27’ st Ndianefo 6 Quando entra deve svolgere perlopiù compiti difensivi perché in fase di spinta non gli è chiesto molto. Fa il suo in maniera ordinata.
Miconi 7 Partita caratterizzata da una concentrazione incredibile: sempre attento nelle chiusure, toglie le castagne dal fuoco più volte. Subito dopo, è prontissimo a lanciarsi in avanti per supportare la manovra offensiva.
27’ st Liserani 6 Inizia prima davanti alla difesa, poi si abbassa al centro dell'area. Gioca poco ed è poco impegnato, ma comunque riesce a gestire bene gli avversari che gli si parano davanti.
Stankovic 7 Gioca con l’esperienza di un veterano, dimostrandosi glaciale col pallone tra i piedi e dispensando giocate che ne testimoniano la sua personalità e la sua intelligenza tattica.
Guercio 6.5 Solido nel reparto centrale della retroguardia. Non una giornata impegnativa, ma lui comunque risponde presente quando è chiamato in causa. (36’ st Casani I. sv).
Stabile 6.5 Al centro della difesa le prende quasi tutte lui, riuscendo a spazzare diverse volte e alleggerendo i pochi tentativi degli scaligeri.
11’ st Ciuffo 6.5 Al suo ingresso non si cala benissimo nell'andamento della gara. Quando poi il tecnico lo sposta terzino inizia a far vedere belle cose, sfiorando il gol per due volte e lanciandosi in sgroppate molto interessanti.
Berenbruch 6.5 Propositivo e sempre pronto a supportare i compagni che manovrano a ridosso dell’area avversaria. Sfoggia un’abilità di controllo palla non indifferente.
Di Maggio 7.5 Inizia molto forte, con una buona occasione in area e dopo poco arriva il gol. Sfiora anche la doppietta, dimostrando di essere nella partita. È letteralmente ovunque, andando a coprire ogni zona di campo con la sua qualità sia nei momenti di interdizione che in quelli di manovra offensiva. (36’ st Fois sv).
Zefi 8.5 Giocatore superiore che fa della tecnica individuale la sua qualità migliore. Palla al piede è incredibile, salta sempre l’uomo e quando si abbassa riesce a lanciare a rete i compagni vedendo varchi dove sembrano non esserci. Per assurdo, la tripletta diventa solo un contorno della sua prova più che maiuscola.
Mazzola 6 Lento nel carburare, nelle prime fasi del primo tempo lo si vede veramente poco. Col passare dei minuti cresce e entra più nel vivo della gara, seppur sempre a fasi alterne.
11’ st Pedrini 6 Diventa il riferimento offensivo della squadra: con la sua presenza evita che la stanchezza porti i nerazzurri ad abbassarsi troppo. Tiene bene la posizione e apre diversi spazi.
Martins 7 Si sacrifica per la squadra, mettendo al servizio la sua grande corsa per il reparto offensivo: a fine partita mette a referto un assist e il merito di aver sostanzialmente creato da solo l’occasione del terzo gol. (27’ st Lavelli sv).
All. Polenghi 7 L'Inter parte fortissima ed è pericolosa. Quando la squadra abbassa i ritmi continua ad essere pericolosa. Tutti in campo sanno cosa fare e svolgono i compiti nel migliore dei modi. L'allenatore sta facendo un ottimo lavoro e la vetta solitaria ne è la certificazione.

HELLAS VERONA
Marchetti 6.5 Quando il portiere subisce quattro gol ed è il migliore in campo, vuol dire che qualcosa è andato storto. Lui comunque fa di tutto per tenere a galla i compagni, incitandoli per tutta la gara.
Zanetti 6 Della linea difensiva quello che più ci crede e che per ultimo getta la spugna davanti al tornado d'attacco dei nerazzurri.
Golin 5 Troppi gli errori individuali che poi la squadra ha effettivamente pagato in termini di gol subiti. Con il pallone tra i piedi è incerto e quando invece deve intervenire è eccessivamente timido.
Trevisan 5.5 Non riesce a stare al passo degli avversari, che gli sfuggono da tutte le parti. Non è in grado di fare da filtro e si limita a osservare le combinazioni dell'Inter. (37’ st Squarzoni sv).
Basilisco 5.5 Anche per lui errori da matita rossa che costano un gol ai compagni: perdere certe palle in certe zone del campo dovrebbe essere qualcosa di impensabile per un difensore. Decisamente una giornata no per lui.
Personi 6.5 A centrocampo non riesce ad incidere più di tanto ma, perlomeno, mette in campo un atteggiamento che lo porta a battagliare fin quando gli è consentito, piuttosto che lasciare libera iniziativa agli avversari.
20’ st Spadiliero 6 Entra in un momento complicato, in cui la partita non ha una vera e propria identità. Prova a dare il suo apporto, ma chi è in campo dal primo minuto non lo supporta.
Gasparato 5 L'iniziativa non gli manca di certo, anzi. Si propone spesso, ma quasi tutti i palloni che tocca sono giocati male e consegnati, de facto, agli avversari.
1’ st Pavanati 6 Non riesce ad incidere, però partecipa al momento migliore della squadra, giocando sicuramente in maniera più ordinata rispetto a chi ha sostituito.
Zanoni 6 Non troppa qualità, va detto, ma sicuramente va premiata la quantità messa in campo, perché corre tantissimo a centrocampo, provando a fermare le verticalizzazioni dei padroni di casa.
20’ st Dobrev 6.5 Ha voglia di provare a cambiare la partita quando la situazione era disperata ma non ancora impossibile. Purtroppo non è accompagnato nelle intenzioni da buona parte della squadra.
D’Agostino 6.5 In attacco non riesce a far male alla difesa, però ha l'atteggiamento giusto, visto che continuamente prova a metter pressione al primo portatore di palla dei nerazzurri. Il confronto con Stankovic, però, pende tutto a favore dell'avversario.
20’ st Dzaferi 6 Come il compagno che va a sostituire, prova a dare fastidio ai difensori avversari. Non è molto, ma sicuramente entra in campo con la voglia di fare bella figura.
Fabbian 5 Praticamente invisibile in mezzo al campo. Il reparto offensivo nel primo tempo, negli sprazzi di gioco degli scaligeri, è inconsistente e lui non riesce a dare il suo apporto.
1’ st Sangiorgio 6 Anche lui non lascia un segno indelebile nella gara, però perlomeno ci prova e quando l'Hellas Verona inizia a spingere un po' di più si fa trovare pronto.
Valenti 5 Prova opaca la sua: poco coinvolto, non si propone mai per lo scarico del pallone e i possessi ricevuti finisce per gestirli male. Decisamente non una gran partita.
1’ st Eke 6 Porta un po' di imprevedibilità frizzante nel reparto offensivo, anche se le bollicine durano appena un quarto d'ora.
All. Larini 5.5 La squadra non gioca bene e lui non riesce a correggere il tiro. L'inizio del secondo tempo aveva illuso e fatto pensare che i cambi potessero dare i suoi frutti, ma la partita poi è tornata sui binari della prima frazione.

ARBITRO
Vailati di Crema 7 Partita arbitrata bene e con un metro di giudizio conforme per tutta quanta la gara. Qualche dubbio sulla seconda rete di Zefi, con l'attaccante forse oltre la linea, ma l'assistente non ha segnalato nulla. Non ha estratto cartellini e la scelta ha pagato, con una gara rimasta tranquilla anche nei momenti più concitati.

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