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«I ragazzi di oggi fanno poco sport»: le parole del preparatore atletico e le foto della Coppa Calligaris

A margine del torneo vinto dall'Inter, la premiazione di Ferretto Ferretti: «Insegnamo ai ragazzi la cultura della fatica»

La "due giorni" della 1ª edizione della Coppa Calligaris è andata in archivio ed è stata un successo. Sul campo, con 9 partite di altissimo livello, e anche fuori, con la conferenza stampa di Ferretto Ferretti a cui è andato il "Premio Alfredo Calligaris all'uomo di Sport e Cultura": preparatore atletico di grande esperienza e ora docente di teoria e metodologia dell'allenamento presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano, Ferretti era allievo dello stesso Calligaris a cui è stata dedicata la manifestazione che si è svolta a San Pellegrino Terme e che è stata riservata alla categoria Under 17.

SFOGLIA LA GALLERY

Nella galleria fotografica, ecco gli scatti più belli del torneo vinto dai classe 2006 dell'Inter, che in finale hanno battuto la Lazio di Terlizzi. Al terzo posto si è piazzata l'Atalanta che ha avuto la meglio sulla Cremonese quarta, al quinto posto c'è il Monza che ha superato un Lugano che arriva ultimo ma portando a casa la vittoria più clamorosa del torneo, quella per 4-3 contro la Dea.

IL PREMIO

In occasione della prima Coppa Alfredo Calligaris, il pomeriggio di sabato 20 agosto il Comitato Coppa Quarenghi ha consegnato, presso il Palazzo della Musica di San Pellegrino Terme, il primo "Premio Alfredo Calligaris all'uomo di Sport e Cultura" al professor Ferretto Ferretti, preparatore atletico di grande esperienza e ora docente di teoria e metodologia dell'allenamento presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano, allievo dello stesso Calligaris. Presenti diversi figure di spicco dello sport orobico come Stefano Bonaccorso, Marino Magrin, il delegato provinciale FIGC Nicola Radici e Silvano Gherardi della Provincia di Bergamo. «Quando si chiedeva a Calligaris chi fosse il preparatore atletico che potesse continuare quello che lui aveva cominciato, lui faceva sempre il nome di Ferretto Ferretti. Ecco perché per questa prima edizione del premio abbiamo pensato a lui. È come se lo avesse scelto lo stesso Alfredo - spiega il presidente del Comitato Coppa Quarenghi dott. Giampietro Salvi -. Oltre al Torneo e al premio, ricorderemo Alfredo Calligaris anche in un altro modo: ha infatti donato al Comitato Coppa Quarenghi tutti i suoi quadri e libri, con i quali abbiamo deciso di fondare una biblioteca sportiva che porteremo qui a San Pellegrino e che potrà continuare a crescere, visto che chiunque potrà donare dei testi sportivi. E partiamo già bene poiché lo stesso Ferretto Ferretti ci farà una donazione». Poi il ricordo del medico sportivo Maurizio Checcaglini di Anghiari (Arezzo) con una serie di diapositive, foto e aneddoti che ritraggono un Alfredo Calligaris per molti inedito. E su di lui racconta: «Ho conosciuto Calligaris nel 1981, era un uomo diplomatico, amato e benvoluto. Si interessava di tutto, ha allenato atleti di ogni sport, e amava divulgare e condividere i successi con i suoi collaboratori. Era un genio e un innovatore». La parola passa al decano degli allenatori bergamaschi Leonardo "Nado" Mazzoleni  Bonaldi che ha il compito di presentare il premiato Ferretto Ferretti “preparatore atletico per oltre 30 anni in tutte la categorie professionistiche, partendo da Fanfulla e Pro Patria in C2 arrivando a piazze importanti come Napoli, Sampdoria, Venezia, Torino. Ora è docente di teoria e metodologia dell'allenamento della scuola allenatori di Coverciano”. Un Ferretto Ferretti visibilmente commosso alla consegna del premio propone poi ai presenti una interessante analisi/lezione sulla (preoccupante) situazione dell'attività fisica di bambini e adolescenti in Italia: «I ragazzi oggi fanno poco sport, fanno sempre meno esperienze motorie. Questo perché lo sport non viene più visto come necessario, anche le ore di educazione fisica in Italia sono tra le più basse in Europa (Francia al primo posto con 1500, in Italia 480)». Cosa fare? "Educazione fisica dovrebbe diventare una materia importante e non di contorno». E il messaggio agli allenatori: «La cultura della fatica è importante, non abbiate paura ad insegnarla ai ragazzi». E non poteva mancare una parola sull'immenso lavoro pionieristico di Calligaris: «È stato un precursore, quando ha cominciato lui non c'era niente. Ora i preparatori atletici possono affidarsi ad una letteratura consolidata, c'è più conoscenza e possibilità di confronto. Però oggi manca meno coraggio sulla parte pratica, si dovrebbe osare di più».

In foto, da sinistra: Giampietro Salvi, Ferretto Ferretti, Nando Bonaldi, Maurizio Checcaglini

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