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Calvenzano Under 17, Paolo Premoli e la nostalgia del campo: «Mi manca stare con la squadra, non solamente la partita»

Calvenzano Under 17
Paolo Premoli che dopo una lunga carriera nel calcio giocato ha iniziato il suo lungo percorso da allenatore con tante società diverse, ha allenato per molti anni prime squadre con molti successi. La sua prima esperienza a Calvenzano risale al 2010 quando arrivato per allenare gli Allievi viene poi trapiantato in prima squadra per cercare la salvezza mancata poi per un solo punto. A distanza di anni e dopo aver girato ancora un po' in diverse società riapproda in casa Calvenzano dove da quest'anno è allenatore dell'Under 17. Hai sempre allenato prime squadre per lunga parte della carriera, ora invece il ritorno nelle giovanili. Come mai questa scelta? «Non è una questione di scelte, io amo allenare che sia una prima squadra o una delle giovanili poco importa perché è l'amore per questo sport che mi porta ad allenare. Nei miei anni in panchina ho quasi sempre allenato prime squadre anche per questioni personali e lavorative e non sicuramente perché col settore giovanile mi trovassi male anzi, quando si allena una squadra di ragazzi così giovani l'attenzione è sempre doppia perché oltre ad avere un ruolo sportivo abbiamo anche un ruolo educativo molto importante per loro». La prima gara di questa stagione non è andata molto bene, com'è stato il vostro inizio? «Non possiamo fare una valutazione su una sola partita giocata, abbiamo perso pesantemente quello è vero però avremmo avuto tempo per rifarci, il nostro obiettivo chiaramente non è vincere il campionato ma cercare di fare una annata di transizione che ci permetta di migliorare». A livello tattico come ti piace giocare? «Se parliamo di sistemi di gioco sono un amante del 4-3-3, quindi prediligo un atteggiamento molto più offensivo, però tutto dipende dalle qualità dei ragazzi che un tecnico ha a disposizione: quest'anno ad esempio avevo impostato le prime partite con la difesa a tre». All'interno della rosa di quest'anno ci sono diversi elementi interessanti come Magni, Donzelli e Piantoni. Come li valuti? «Parto col dire che tutti i ragazzi che ho sono molto bravi e sopratutto ascoltano, e questa è la cosa più importante. Lorenzo Magni è un ottimo attaccante: molto tecnico, potrebbe fare benissimo il reparto da solo. Daniele Donzelli invece è il nostro portiere ed è un'altro elemento importante della rosa, sa giocare con i piedi in impostazione e soprattutto parla con i suoi compagni, cosa essenziale e utile in campo. Manuel Piantoni invece è il nostro centrale difensivo: ha qualità e intelligenza tattica». Quanto manca stare sul campo? «Mi manca veramente tanto, è una valvola di sfogo importante. Non mi manca solo la gara in sé ma tutto quello che c'è dietro dall'allenamento al rapporto con i ragazzi che per me è molto importante in tutto e per tutto». Hai dato qualche esercizio da fare ai ragazzi in questi mesi di stop? «Certamente. Non io ma il nostro preparatore atletico Andrea Brembati gli ha fatto avere una scheda da svolgere a casa per non perdere il ritmo e tenere sempre i muscoli allenati per quel che si può».
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