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Accademia Inter-Alcione: Vecchi e Mazzola dipingono Milano di orange, Bergomi a pochi centimetri dal pareggio con Cabezas

Passa di misura Brunetti, che mette la freccia in avvio, stringe i denti nella ripresa e si gode il secondo posto in attesa dell'infrasettimanale con l'Aldini

Accademia Inter-Alcione: Vecchi e Mazzola dipingono Milano di orange, Bergomi a pochi centimetri dal pareggio con Cabezas

Vecchi e Mazzola, trascinatori dell'Alcione di Brunetti

La Madonnina è arancione, Milano è dell'Alcione. Nel weekend dell'esordio della prima squadra all'Arena Civica, Vecchi e Mazzola consolidano la posizione della società di Marcello Montini come terza squadra di Milano, firmano il successo di misura (0-1) sui rivali di sempre e vicini di casa dell'Accademia Inter e lanciano Brunetti al secondo posto in solitaria, che potrebbe diventare primo in caso di vittoria sull'Aldini nel recupero del prossimo mercoledì. Il fantasista la decide con un mancino splendido nel primo tempo, il terzino mantiene un gol di distanza dall'Accademia con un salvataggio magistrale su Cabezas nella ripresa: nel mezzo una prestazione strepitosa della coppia centrale Lombardo-Ciceri, autori di una prova maiuscola volta a contenere il più possibile Rosa e Merlo. Missione compiuta, visto che i centravanti di casa non segnano e come loro Cabezas e Grandinetti, trascinatori dei nerazzurri: Bergomi cade per la seconda volta tra le mura amiche dopo il ko in zona Cesarini contro il Seguro, mantenendo comunque il primo posto in classifica sebbene nel giro di qualche giorno la situazione potrebbe cambiare.

Storia. Sono passati 938 giorni dal 12 maggio del 2019, data in cui si scrisse un pezzo di storia del calcio milanese. Era Accademia Inter-Alcione, semifinale d'andata del campionato Regionale: nerazzurri contro orange, Gentilini contro Gasparro. Quasi tre anni dopo siamo sempre in via Cilea, palcoscenico di una sfida che rappresenta al meglio il concetto di crocevia: è sempre nerazzurri contro orange - rivalità divenuta infuocata nel recente passato - ma questa volta si affrontano Bergomi e Brunetti, esponenti di due filosofie a tratti opposte ma unite dalla voglia di fare calcio e farlo come Dio comanda. In via Cilea è 3-5-2 contro 4-3-1-2. Il primo è il marchio di fabbrica di Bergomi: Giacalone e Cofrancesco sono i quinti, Mugheddu - coadiuvato da Grandinetti e Cabezas - ha le chiavi del centrocampo, Rosa e Merlo formano la coppia d'attacco. I nerazzurri ci mettono una ventina di minuti ad ingranare, il tempo che Giacalone prenda le misure su Mazzola e che Grandinetti trovi spazi da aggredire tra le linee. Nel frattempo è l'Alcione a fare la partita, il cui 4-3-1-2 funziona a meraviglia. È il centrocampo a fare la differenza: Rebaudo che detta i ritmi, Keci e Notarianni sono ovunque e Vecchi che fa quel che vuole sulla trequarti. Che il dieci orange sia in un momento di forma magico lo si evince dai quattro gol segnati nel giro di dieci giorni, diventati puntualmente cinque al 12': il fantasista raccoglie il pallone sulla trequarti, se lo aggiusta sul sinistro e lascia partire un missile che finisce sotto l'incrocio dei pali. Tuttavia l'Alcione è anche altro: dietro Lombardo e Ciceri controllano senza affanno Rosa e Merlo, sulle corsie Gabba e Mazzola sono ovunque, in avanti Pacifico e Arizzi ci mettono il cuore ma peccano in lucidità, come quando al 22' lo stesso Arizzi si divora il gol, lanciato clamorosamente a rete grazie ad un errore di lettura di De Vita a tu per tu con Larosa. 

Cambia. Ciò che era mancato ai nerazzurri nei primi quarantacinque, ovvero le conclusioni verso la porta di Petris, arriva dopo appena centoventi secondi: Lombardo è troppo morbido in costruzione, Grandinetti raccoglie e serve a merlo, che di mancino non trova lo specchio. È il classico segnale che da lì a poco qualcosa sarebbe potuto cambiare, visto che nel giro di tre minuti - tra l'11' e il 14' - l'Accademia va ad un passo dal pari per ben due volte: i protagonisti sono Merlo e Cabezas, entrambi rientrati dagli spogliatoi con la fame giusta dopo un approccio poco convincente. Il primo tentativo è del centravanti, che si mette in proprio ma si trova di fronte un Petris attento (11'), il secondo è invece della mezzala: l'assist di Merlo è un cioccolatino solo da mangiare, Cabezas se lo gusterebbe anche ma dopo aver lasciato sul posto due difensori e aver saltato il portiere, subentra Mazzola che sulla linea di porta salva tutto (13'). La contromossa di Brunetti non tarda ad arrivare: fuori Arizzi e Pacifico, dentro Cenetti e Cozzi, quest'ultimo chiamato ad aumentare la densità in mediana. L'ingresso di Cozzi racconta perfettamente il secondo tempo orange, fatto di grande sofferenza - merito soprattutto dell'Accademia - e attenzione alla fase di non possesso. Di contro l'Accademia ha dalla sua il fatto di non snaturarsi in alcun modo, continuando a macinare gioco sebbene il bis di occasioni in avvio sia seguito da una mezz'ora avara di tentativi rilevanti, se non in occasione di qualche palla inattiva. Il muro alzato degli orange regge fino al 90', quando Scardino fa partire con il triplice fischio la festa ospite.

IL TABELLINO

ACCADEMIA INTER-ALCIONE 0-1
RETE
: 12' Vecchi (Al).
ACCADEMIA INTER (3-5-2): Larosa 7, De Francesco 7.5, Cofrancesco 6.5, Mugheddu 6 (9' st Serra 6.5), De Vita 6, El Assli 6, Giacalone 6.5 (45' st Seveso sv), Grandinetti 7.5 (36' st De Nuccio sv), Rosa 6, Cabezas 7, Merlo 6.5 (29' st Casagrande 6). A disp. Bellumè , Testasecca. All. Bergomi - Chieppa 6.5. Dir. Acquati.
ALCIONE (4-3-1-2): Petris 7, Gabba 7.5, Mazzola 8.5, Lombardo 8, Rebaudo 7, Ciceri 7.5, Notarianni 7, Keci 6.5, Arizzi 6 (14' st Cenetti 6.5), Vecchi 9 (28' st Di Munno 6), Pacifico 6 (19' st Cozzi 7). A disp. Nocera, Ronchi, Torresani. All. Brunetti 8. Dir. Gasparetto - Caremoli.
ARBITRO: Scardino di Milano 7.5.
AMMONITI: Mazzola (Al), Grandinetti (Ac), El Assli (Ac).

LE PAGELLE

ACCADEMIA INTER

Larosa 7 Da Arizzi viene graziato ma da Vecchi no, visto che il mancino del dieci finisce sotto l’incrocio laddove non può nulla. Nella ripresa salva su Cenetti nel finale, in quella che rappresenta l’unica parata: si fa trovare pronto, rimanendo sul pezzo nonostante non sia stato chiamato agli straordinari.
Defrancesco 7.5 In avvio è il più solido della retroguardia nerazzurra, visto che prende le misure ad Arizzi e non gli concede un centimetro. Si fa vedere anche in avanti, quando forma con Giacalone un’asse di destra importante. Nella ripresa quanto appena descritto è moltiplicato per tre, visto che aumenta i giri e si dimostra di gran lunga uno dei migliori assieme a Grandinetti. Una volta esentato da compiti in fase di non possesso sale in cattedra in avanti, dimostrando qualità con e senza palla.
Cofrancesco 6.5 Due discese sono troppo poco per uno come lui, ma più che per demeriti propri il merito va a Gabba, bravo a non concedere spazi da attaccare. Rimane comunque abile in entrambe le fasi, sebbene avrebbe potuto fare di più dal centrocampo in su. Il discorso per la ripresa è molto simile, tuttavia non soffre praticamente mai dietro e si può concentrare sulla fase offensiva. Come una manna dal cielo per lui, che gioca una ripresa intelligente sebbene non riesca a trovare il guizzo giusto.
Mugheddu 6 In una gara come questa serviva giocare massimo a due tocchi. Ci mette qualche minuto a capirlo e a prendere le misure. Conti alla mano, non ci riesce con continuità e costringe Bergomi a sostituirlo. Le qualità non si discutono, la prestazione sì ma vista l’età, il palcoscenico e il blasone dell’avversario ci può anche stare. Che poi, due o tre lanci al bacio li fa anche, quindi nel “male” ha mostrato anche ampi raggi di luce.
De Vita 6 Anche lui ben lontano dai suoi standard. Esente da compiti particolari in marcatura, agisce da libero d’altri tempo gestendo il reparto completato da De Francesco ed El Assli: questo lo fa molto bene, mentre dimostra qualche insicurezza di troppo quando si ritrova con trenta/quaranta metri di campo da coprire alle spalle. La leggerezza che nel primo tempo nette quasi ko i suoi è emblematica. Il discorso è però simile a quello fatto per Mugheddu: le qualità sono tantissime, si sono viste a sprazzi ma sicuramente aiuteranno Bergomi nella scalata verso le finali.
El Assli 6 Dalla sua parte ha Pacifico e Notarianni: il primo riesce a contenerlo senza troppi patemi, il secondo quando si inserisce crea non pochi problemi al talentoso difensore nerazzurro. Va invece decisamente in difficoltà quando Vecchi si stacca e attacca fronte alla porta, come in occasione del gol. In quesi frangenti - forse non in occasione del gol - avrebbe potuto metterci la fisicità e la personalità che fin qui ha sempre dimostrato. Ma ci sta.
Giacalone 6.5 Partita “like a rollercoaster”. Parte in sordina, si accende nel finale del primo tempo, cala di nuovo nella ripresa per poi rappresentare un pericolo costante sulla destra. Da qui la domanda: qual è il vero Giacalone? La risposta, prestazione alla mano, sta nel mezzo. Tuttavia, essendo uno degli esterni più in forma e dal talento più cristallino dell’intero girone, probabilmente si avvicina molto a quello capace di fare molto male alle linee difensive (45’ st Seveso sv).
9’ st Serra 6.5 Entra nel momento clou della partita: l’Accademia attacca, l’Alcione si abbassa e c’è la possibilità di giocare in pianta stabile nella metà campo avversaria. Lui nell’arrembaggio nerazzurro ci sta perfettamente, visto che dimostra di poter garantire tecnica, visione di gioco e imprevedibilità.
Grandinetti 7.5 Devastante. Un po’ Eriksen, un po’ Pedri, un po’ Sensi: del primo ha la tecnica, la quale gli fuga assumere il ruolo di regista aggiunto al fianco di Mugheddu. Del secondo ha la qualità nello stretto, la visione di gioco e l’intelligenza. Del terzo ha il dribbling e la rapidità, quella che fece innamorare i tifosi nerazzurri nella trasferta di Barcellona. Prova maiuscola, nella quale si rende protagonista di qualche discesa da pelle d’oca, sfornando diversi assist ma non riuscendo ad incidere. Anche per lui arriveranno momenti migliori, ma nel buio del ko la sua luce brilla come non mai (36’ st De Nuccio sv).
Rosa 6 Le occasioni per fare male le avrebbe anche, ma la fortuna non è decisamente girata a suo favore. In compenso lotta come un dannato, non si tira mai indietro quando c’è da fare a sportellate e rimane un riferimento per fisicità, personalità e senso della posizione. Però, se sei un centravanti e non la butti dentro, specie in partite di questa importanza, non vai di certo a letto sereno. Ma si riscatterà, poco ma sicuro.
Cabezas 7 Passando per via Cilea, abbassando il tono della voce e aprendo bene le orecchie, si riesce tuttora a sentire il suo urlo strozzato quando va a pochi centimetri dal gol del pari. Prova importante quella della mezzala, capace di garantire un apporto fondamentale in entrambe le fasi, soprattutto in avanti. Come detto, va ad un passo dal gol ma si trova di fronte a sé un Mazzola in stato di grazia. Più di così era difficile fare.
Merlo 6.5 Inizia a rilento, poi nella ripresa risulta uno dei più pericolosi. Nel suo caso manca però la lucidità, visto che prima tira alto (2’) e poi si fa ipnotizzare (11’). Risulta utile negli ultimi sedici metri anche con qualche assist importante, come quello che porta all’occasione super per Cabezas. Rimane una prova più che positiva, ma vale il discorso fatto per Rosa: un centravanti deve buttarla dentro, specie in queste partite.
29’ st Casagrande 6 Si vede pochissimo, se non per qualche sportellate rusticana che permette ai suoi di guadagnare metri. Il suo apporto non manca sicuramente di forza di volontà, ma di palle giocabili tra i piedi se ne sono viste poche.
All. Bergomi 6.5 C’è poco da imputare ai suoi, protagonisti di un ottimo secondo tempo ed in generale di una prova generosa. Paga una giocata magistrale di Vecchi e forse un po’ di sfortuna: poi è ovvio, andare ko in casa e contro l’Alcione non fa mai piacere, ma nulla è compromesso e a Cedrate servirà ripartire con forza per chiudere al meglio il girone d’andata.

ALCIONE

Petris 7 Effettua un solo intervento ma gli basta per entrare di diritto nella lista dei migliori. Disinnesca con talento una conclusione di Merlo, dopo essere stato inoperoso per tutto il primo tempo. Non era facile mantenere la concentrazione e per questo a lui va un grosso applauso, vista la tecnica e la reattività mostrata.
Gabba 7.5 Quello contro Cofrancesco è un vero e proprio scontro tra titani. Lo vince proprio lui, soprattutto grazie ad un primo tempo da applausi. Dalla sua parte non passa niente, risulta preciso in ogni intervento e regala ai suoi un equilibrio fondamentale dalla sua parte. Nonostante Cofrancesco cerchi di limitarlo quando l’Alcione ha modo di avanzare, lui trova il modo di farsi vedere in avanti, riuscendoci con qualità e costanza.
Mazzola 8.5 Monumentale. Giustificare il voto pensando al clamoroso salvataggio sulla linea sarebbe riduttivo, visto che gioca una partita da far vedere ai più giovani che approcciano al calcio nel ruolo di terzino. Un giocatore completo: tiene botta fisicamente, non lascia respiro agli avversari quando puntato nel breve e nel lungo, macina chilometri senza sentire la fatica e vanta una precisione impressionante quando c’è da intervenire. Certo, il salvataggio su Cabezas vale un gol ed è da vedere e rivedere, ma la partita di via Cilea è stata anche ben altro.
Lombardo 8 Una cosa è certa: Rosa se lo sognerà per diversi giorni. Con talento, veemenza e carattere non lascia respirare il centravanti nerazzurro, limitato dal centrale orange senza possibilità di replica. Partita semplicemente sontuosa, equamente divisa tra una fase di impostazione da favola - alla base del gioco di Brunetti - ad una di non possesso attenta e lucida.
Rebaudo 7 Prova egregia in mediana, laddove trova spesso spazio per mettere in campo tutte le sue qualità balistiche. Gioca bene sia nel breve che nel lungo, offre varietà di soluzioni ed è il faro del gioco dell’Alcione. Nel primo tempo è questo e molto altro, mentre nella ripresa - complice un atteggiamento diverso dei suoi - cambia modo di giocare e risulta un poi più prevedibile. Ma ad avercene di registi così “prevedibili”…
Ciceri 7.5 Che coppia con Lombardo! L’emergenza in difesa non si sente per niente, visto che la porta orange è difesa più che egregiamente. Prova sontuosa anche la sua, soprattutto nel secondo tempo: ha il suo da fare contro Merlo, ma alla fine ad avere ragione è proprio lui, dall’alto della sua fisicità e di un’intelligenza tattica da fare invidia.
Notarianni 7 Dopo l’attacco, il reparto in cui l’Alcione fatica di più è il centrocampo. Se Rebaudo è stato protagonista di una prova comunque da applausi, il discorso è molto simile anche per lui: contro Grandinetti non è semplice per nessuno, questo è ovvio, ma lui esce indenne e spesso vince anche qualche battaglia. Tecnicamente è impressionante, così come lo è la facilità con la quale parte in progressione e salta gli avversari nello stretto.
Kecy 6.5 Leggermente più in ombra rispetto all’altra mezzala. In mediana c’è ed è presente, ma fatica a venir fuori dalla morsa di Cabezas. Ha di fronte a sé un osso durissimo, va detto, ma nella ripresa finisce spesso in balìa dell’avversario nerazzurro. Il tutto, tuttavia, a seguito di un inizio brillante e convincente, come del resto dell’intera squadra ospite. In poche parole, la sua tecnica è venuta meno quando a fare la partita è stata l’Accademia. Ci può stare.
Arizzi 6 Prestazione macchiata in modo indelebile dal gol divorato nel primo tempo. Numeri alla mano ciò non ha compromesso la vittoria, ma da un centravanti come lui è lecito aspettarsi quantomeno un tiro nello specchio. Quella al 22’ rappresenta l’occasione più ghiotta, poi fatica a mettersi in luce negli ultimi sedici metri. Se non altro lotta con grande cuore e sacrificio, facendo salire la squadra ed offrendo all’occorrenza profondità. 
14' st Cenetti 6.5 Entra col piglio giusto, dimostrando di sapere come fare male alla difesa dell'Accademia: non è un caso il tentativo a tempo praticamente scaduto che quasi non gli regala la gioia del gol.
Vecchi 9 Abbiamo finito gli aggettivi. Quinto gol nelle ultime tre giornate, l'ottavo in campionato: se questo non dovesse bastare, ci si può affidare all'estetica del sigillo con il quale decide la sfida meneghina, ovvero un mancino impressionante che non lascia scampo a Larosa e finisce sotto l'incrocio dei pali. Che altro? Un'ora abbondante in cui mostra la classe, la fame, il talento, la leadership, la continuità e la voglia di essere protagonista. Qui sì che ci va un aggettivo: sontuoso.
28' st Di Munno 6 Ha pochi minuti per mettersi in luce, ma nel tempo concessogli entra in partita fin da subito, calandosi perfettamente in un momento delicato.
Pacifico 6 Non il centravanti che abbiamo imparato a conoscere. Intendiamoci, se non si chiamasse pacifico la prova offerta in via Cilea sarebbe più che sufficiente, certo è che da uno con il suo talento è lecito aspettarsi molto ma molto di più. Ha dalla sua il fatto di essere rimasto sul pezzo e in partita per un’ora abbondante, prima di essere poi sostituito da Cenetti. Prova che convince per metà, ma già dalla prossima siamo certi che avrà modo di riscattarsi.
19' st Cozzi 7 Entra per dare più equilibrio e lo fa alla grande, gestendo al meglio qualche pallone velenoso e mantenendo il controllo quando c'era da spezzare il ritmo dell'Accademia.
All. Brunetti 8 Tre punti fondamentali per la classifica e per il morale, arrivati in un modo favoloso ed in un momento delicatissimo della stagione. Pratica Accademia archiviata, ed ora c’è l’Aldini per il sorpasso definitivo…

ARBITRO

Scardino di Milano 7.5 La tranquillità con la quale dirige la partita è quasi impressionante, soprattutto se considerata la caratura dell’incontro. Poi, il tutto è reso più semplice da una gara tutto sommato tranquilla nonostante la storia, il fascino e il blasone. Lui l’ha porta però a casa senza patemi, ed il merito è esclusivamente suo. Ad avercene di fischietti così…

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