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Under 17 Élite

Alcione, il giorno dopo è ancora più bello: dietro le quinte del successo contro l'Accademia Inter e il diario della sfida di via Cilea

Brunetti: «Abbiamo defezioni importanti ma siamo stati molto bravi», Bergomi: «Dispiace uscire sconfitti, ma ho poco da recriminare ai miei»

Alcione Under 17 2005

La formazione titolare dell'Alcione scelta per la sfida contro l'Accademia Inter

È un risveglio dolce come pochi quello vissuto questa mattina dall'Alcione. Nella più classica delle mattinate milanesi di dicembre, tra freddo, parabrezza ghiacciati e visi cupi per l'inizio della settimana lavorativa, in via Olivieri si sta vivendo il Day After della sfida contro l'Accademia Inter. In via Cilea è successo davvero di tutto, facendo ritornare con la mente a qualche anno fa quando la posta in palio nei duelli tra orange e nerazzurri era nientepopodimeno che il titolo regionale: una vittoria di misura, opera dell'Alcione. Un gol da cineteca, opera di Giulio Vecchi. Un salvataggio storico, opera di Giuseppe Mazzola. Un'impresa galattica, opera di Marco Brunetti. Uno spettacolo strepitoso, opera sì dell'Alcione ma anche dell'Accademia Inter. Al triplice fischio a far festa sono stati gli ospiti, ma quanto accaduto al Cilea va ben oltre il semplice risultato sportivo.

IL DIARIO

Attesa. Ore 11:02, meno di un quarto d'ora al fischio d'inizio: è terminato da poco il derby Milan-Inter sul sintetico centrale, l'Alcione e l'Accademia si approssimano alla "chiama" di rito, gli spalti iniziano a riempirsi. Nell'aria si percepisce tensione, attesa, voglia. Il pubblico è quello delle grandi occasioni visto che un centrale così non lo si vedeva dal febbraio del 2019: genitori, amici, fidanzate, semplici appassionati, qualche curioso e tanti, tantissimi addetti ai lavori. Non è mancata la figura di Giancarlo Corbetta, pilastro dell'Alcione, così come quella di Daniele Tacchini, selezionatore della Rappresentativa Regionale. Tra gli altri esponenti dell'Aldini e dell'Enotria: la prima rappresentata da Mariano Vaccaro, tecnico dell'Under 17, la seconda da Giovanni Stringhini, direttore sportivo rossoblù.

Attimi. Quelli antecedenti al fischio d'inizio sembrano eterni per i ventidue titolari, i cui sguardi parlano da sé: il momento è arrivato, giusto qualche foto di rito e poi si farà sul serio. L'arbitro fischia, è da subito partita vera: nessuna fase di studio, solo due squadre allenate da grandi allenatori che giocano a calcio come Dio comanda. Qualche anno fa Davide Massa di Imperia, arbitro di Serie A, rispondendo ad una domanda durante una lezione presso la sezione AIA di Sesto San Giovanni, affermò: «L'ansia che proviamo noi arbitri internazionali prima di una partita di Champions League è la stessa che provate voi giovani arbitri prima di una gara importante, che sia di Terza Categoria, di Giovanissimi o di Eccellenza». Quanto visto sul centrale di via Cilea dimostra la tesi del fischietto ligure: forse non sarà la finale della Coppa del Mondo, ma Accademia Inter-Alcione è come se lo fosse per i ventidue interpreti.

Giocate. Ed è un bene che sia così, visto che l'ansia, l'attesa e anche un pizzico di paura si tramutano presto in fuochi d'artificio. Quello più colorato, più eccitante e più sorprendente arriva dopo appena dodici minuti, andando contro ciò che la storia dei botti di capodanni (o di ferragosto) racconta: è l'istante in cui Giulio Vecchi fa impazzire l'Alcione. Il "diez" si libera sulla trequarti, si aggiusta il pallone con il suo mancino fatato e lascia partire una traiettoria sulla quale Larosa non può nulla: 0-1. È l'inizio di un'altra partita: l'Alcione va prima vicina al raddoppio, poi nella ripresa si salva grazie ad un intervento clamoroso di Giuseppe Mazzola. Il terzino sinistro è abile a disinnescare quello che sarebbe stato un fuoco d'artificio capace di svoltare la partita, visto che il tentativo di Cabezas - il cui urlo è strozzato sul più bello - avrebbe potuto pareggiarla nel momento più delicato della sfida.

Festa. La mezz'ora che resta è una sofferenza. Per l'Accademia Inter, che nonostante i cambi non riesce più ad affacciarsi nell'aria di rigore di Petris. Per l'Alcione, il cui baricentro viene abbassato visibilmente dalle scelte di Brunetti, volte a limitare quanto più possibile l'arrembaggio nerazzurro. Per i detrattori del calcio giovanile regionale, costretti a ricredersi dopo una partita che ha rappresentato il miglior spot possibile per il campionato Élite ma in generale per l'intero movimento. Al triplice fischio di Scardino, giusto tre minuti dopo il novantesimo, è grande festa orange e l'inizio di una scalata al vertice: il trionfo sull'Accademia è l'antipasto, la sfida di mercoledì in via Orsini contro l'Aldini potrebbe rappresentare il dolce.

LE PAROLE

Una sfida sentita dunque sia in campo che in tribuna: tutto qui? Macché, visto che i novanta minuti vissuti dai due tecnici sono stati altrettanto al cardiopalma. Chi fa festa è dunque Marco Brunetti, che vince il primo scontro diretto della stagione nel momento forse più delicato: «Devo fare i complimenti all'Accademia perché hanno fatto una grandissima prestazione, giocando alla pari con noi. Lo stesso devo fare con i miei: è un po' di tempo che abbiamo defezioni importanti, ma posso dire che tutti si stanno facendo trovare pronti. Sapevo di avere una rosa all'altezza: tutti quelli che stanno giocando mi stanno aiutando tanto, stanno crescendo e sono molto felice di questo». Il focus del tecnico orange si sposta poi su quello che è stato l'ultimo anno e mezzo in chiave futura, visto che mercoledì c'è l'Aldini: «Tutti i ragazzi arrivavano da un anno e mezzo fermi, e ritrovarsi a dover fare un campionato di questo livello non è semplice. Credo che abbiamo pagato proprio questo all'inizio dell'anno, visto che l'abitudine di giocare bisogna allenarla. La testa ora è già a mercoledì, sarà importante e ci faremo trovare pronti».

Rammarico. Quello di Beppe Bergomi è palpabile: «Dispiace perdere in casa, anche perché con un pari li avremmo tenuti lontani in classifica» il racconto del tecnico, che poi analizza così l'andamento della partita: «Non siamo partiti bene mentre loro sì: hanno giocato venti minuti di grande intensità ed hanno trovato un grande gol. Ai miei non ho nulla da imputare, abbiamo giocato una grande gara, soprattutto nel secondo tempo quando siamo andati molto vicini al gol. Il pari ci poteva stare, ma si gioca sugli episodi e ci sta. Sono felice della prestazione ed ho fatto i complimenti ai ragazzi: hanno dato davvero tutto, poi ci sta uscire sconfitti contro una squadra così forte». Per l'Accademia Inter è la seconda sconfitta stagionale dopo il ko contro il Seguro, anch'esso arrivato in casa. Il girone d'andata si concluderà con la sfida alla Cedratese, ma ora è già tempo di bilanci: «Ormai le abbiamo incontrate quasi tutte, ora ci sarà la Cedratese ma posso dire che abbiamo visto che riusciamo a stare in campo con chiunque: ci sono stati momenti positivi e anche meno buoni, però ci sta nel corso di una stagione».

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