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Under 17 Élite

Pavoniana-Uesse Sarnico: da Cosenza con furore, poi Ursea; ai pavoni non basta il gol di Mazzocchi

Blues a -5 della vetta, biancoblù quasi salvi e ancora attaccati ai playoff: nel giorno di Santa Lucia i cioccolatini sono tutti per Pozzoni

Cosenza e Ursea, Uesse Sarnico Under 17 Élite

Uesse Sarnico: gli autori delle due reti bergamasche, a sinistra Giuseppe Cosenza e a destra Luca Sebastian Ursea

Ultimo appuntamento prima della pausa a Brescia fra Pavoniana e Uesse Sarnico. Partita che vedeva una di fronte all'altra la seconda delle bergamasche contro la seconda delle bresciane. Ad avere la meglio in campo come nel punteggio (1-2) la squadra di Mauro Pozzoni che chiude così in bellezza la propria andata con le reti di Cosenza e del redivivo Ursea dopo aver conquistato in settimana anche l'accesso alla finalissima del torneo Cassera contro il Crema. Non poteva quindi finire meglio questa prima parte di stagione per il club orobico, ora alle prese con le feste natalizie e con un mercato che forse vedrà in uscita qualche pezzo pregiato della squadra: si attendono nuove in settimana. La Pavoniana dal canto suo ha lottato finché ha potuto, rimanendo sempre attaccata alla partita grazie alla rete di Mazzocchi e rischiando anche il pareggio nella ripresa con Ettori, sventato sulla linea da un provvidenziale intervento delle stesso Cosenza. Comunque la tempra degli undici di Maccarinelli e Bolpagni non è mancata, come di consueto peraltro, anche se stavolta i colori più belli di giornata non sono le code dei pavoni ma quelli impressi sopra un paio di scarpette rosse.

Carica cosentina. Pavo in campo con due linee da 4 dietro a Gouba e Mazzocchi, a centrocampo giocavano da destra a sinistra Paletti, Davo, Manessi e Mastrapasqua, dietro invece Carminati, Musinschi, Marasini e Beltrami: tutti ben coadiuvati dalle indicazioni del numero 1 Rossi. Per gli ospiti invece solito 4-3-1-2 con Baldelli a dispensare magie per Rizzi e Usea davanti, mentre Gibellini, Tosini e Cosenza rimanevano intenti nel proteggere il quartetto arretrato composto da Ghezzi, Bakalyar, Bettoni e Sardella. Con un assetto così l’estremo Betella, almeno per lunghi tratti della prima parte di gara, poteva dormire sonni tranquilli. Non per nulla l’equilibrio si spezzava all’alba del match col solito spunto del solito Baldelli, incuneatosi a sinistra dove la riga dell’area piccola incrocia quella di fondo: malinteso fra Musinschi e Rossi e pallonetto del dieci a spalancare lo specchio al blitz di Cosenza, bravo nel caricare e travolgere Marasini e mettere dentro in qualche modo (0-1). Gol non proprio a freddo ma quasi, che tuttavia non deprimeva l’animo dei biancoblù. Lo stesso Cosenza addirittura raddoppiava poco dopo ma un vizio di forma invalidava la rete. La partenza delle due formazioni era comunque esaltante e così ecco al quarto d’ora il pari con un Mazzocchi davvero super nel deliziare i presenti con una girata al volo d’alta scuola (1-1). Qui Betella può poco e la Pavo sfruttava così il grande spunto di Gouba al centro e di Paletti a destra, il primo bravo nel creare lo spazio e il secondo invece nel trovare con i giusti giri il compagno all’altezza della lunetta. Uno uno e tutto da rifare per i blues, vicini pure allo svantaggio poco dopo sempre per opera dell’ispirato Mazzocchi, in quel momento con la dopamina alle stelle: il sinistro del 9 bresciano però era troppo incrociato e terminava a lato. Peccato. La gara si manteneva pressoché combattuta fino alla tisana energetica dell’intervallo, con tanti duelli nel mezzo vinti una volta da Gibellini, una volta da Davo o Manessi, un’altra volta ancora da Tosini. Sta di fatto che la Pavoniana rimaneva nuovamente con la testa sul match fino al duplice fischio, dura a morire.

Grazie Baldelli. Una delle dispute più in voga del momento presso gli addetti ai lavori, è la diatriba secondo cui in Italia c'è crisi di fantasia, di fantasisti. Dove sono finiti i Baggio, i Mancini, gli Zola e i Francesco Totti? I dieci sembrano ormai spariti, allontanati dalla porta nelle regie di metà campo quando non relegati alla panchina, oppure imbrigliati dal tatticismo esasperato dell’ultimo decennio improntato sul pressing alto, sul falso nove, su movimenti preimpostati che non lasciano spazio al cortocircuito logico ed imponderabile che nasce nella mente del genio. Ebbene, per Pozzoni no, il suo dieci (Marco Baldelli) è libero di creare ancora come una volta, come nel calcio d’antan degli anni ’80 di cui tutti siamo un po' nostalgici, sulla trequarti e dietro alle punte. È lì dove il Sarnico è inafferrabile, dove può vincere o può perdere, dove può fare la differenza. E forse anche Maccarinelli e il collega Bolpagni l’avevano capito, quando cercavano di asfissiare la manovra del trequartista cercando di mantenere le linee sempre corte. Ma il genio va oltre la tattica, crea superiorità numerica, a maggior ragione se invitato a farlo. Come quando Carminati perdeva palla sulla destra innescando l’effetto domino nella mente del diez. Qui il panico nell’area biancoblù con Baldelli che portava a spasso mezza difesa fintando e rientrando, nascondendo la palla e scartando con la facilità di un funambolo, salvo poi cedere in mezzo per il tocco sottomisura di Ursea e il nuovo vantaggio orobico (1-2). Un flashback, un salto nel calcio in bianco e nero quando non c’erano ancora gli sponsor e qualcuno giocava anche senza parastinchi. Spettacolo. Ma qui finiva anche il momento onirico dei ragazzi di Pozzoni, in gol in seguito con Rizzi ad un quarto d’ora dalla fine ma annullato per carica sul portiere. La Pavo infatti si riversava come consueto alla caccia del pari e per poco l’avrebbe pure trovato se Ettori non si fosse fatto murare da Cosenza sulla linea la conclusione a seguito del cross di Gouba della destra, o lo stesso Gouba avesse scavalcato Betella, uscito a valanga nel disperato tentativo di chiudergli lo specchio, riuscendoci. Insomma la Pavo non demorde mai e questo è il grande pregio dei bresciani, che però sono costretti ad alzare definitivamente bandiera bianca una volta che anche Reda sparava sulla barriera la sua punizione, e Musinschi alzava troppo un bolide da dove l’area fa angolo.

IL TABELLINO

PAVONIANA-UESSE SARNICO 1-2
RETI (0-1, 1-1, 1-2): 7’ Cosenza (S), 14’ Mazzoccchi (P), 11’ st Ursea  (S).
PAVONIANA (4-4-2): Rossi 6, Carminati 6 (40’ st Ronchetti sv), Beltrami 6, Musinschi 7, Marasini 6, Davo 6.5, Paletti 6.5 (32’ st Pedrali sv), Manessi 6.5 (40’ st Lonati sv), Mazzocchi 7.5 (16’ st Daoudi 6), Mastrapasqua 6 (20’ st Ettori sv, 36’ st Giarrusso sv), Gouba 6.5. A disp. Carrozzo, Piccolo, Salogni. All. Bolpagni-Maccarinelli 6.5.
SARNICO (4-3-1-2): Betella 7, Ghezzi 6.5, Sardella 6, Bakalyar 6.5, Bettoni 6.5, Gibellini 7, Tosini 7 (30’ st Gianotti sv), Cosenza 7, Rizzi 6.5 (41’ st Cambiaghi sv), Baldelli 8.5, Ursea 7 (40’ st Cavalli sv). A disp. Rossi, Vitali, Maffeis, Poma, Pacianotti. All. Pozzoni 8.
ARBITRO: Ripa di Brescia 6.5.
AMMONITI: Bettoni e Cambiaghi (S).

LE PAGELLE

PAVONIANA

Rossi 6 Bene nelle uscite alte, sul primo gol lascia la porta sguarnita causa un malinteso con il centrale, poi è graziato in chiusura sul palo che avrebbe potuto freddarlo. Nella ripresa non può nulla sulla rete di Ursea ed è graziato per fallo di confusione quando Rizzi segna il tris, poi annullato. Altalenante.
Carminati 6 Dalla sua parte spesso agiscono Ursea e Baldelli, non proprio clienti ideali per concedersi distrazioni: lui mantiene la calma e l’attenzione a livelli di guardia, chiude bene su Tosini nella ripersa e paga però carissima l’ultima svista quando in disimpegno consente a Baldelli di fare razzie in area: unico neo di una prova discreta.
Beltrami 6 Fa sempre tutto giusto quando anticipa sulla sinistra, poi però si perde sul più bello e sbagli facili passaggi nell’impostazione: detto questo, dietro rimane sempre concentrato al punto giusto.
Musinschi 7 Roccioso e possente in difesa, garantisce ottima fisicità nei contrasti e questo complica il compito agli attaccanti sarnicensi; inoltre ogni tanto si sgancia in avanti vestendo i panni del Cannavaro nazionale. Tir.
Marasini 6 Qualche responsabilità sul gol, affronta l’irruzione di Cosenza senza il giubbotto antiproiettile e finisce per ribaltarsi ad un amen dalla riga: lì bisogna avere la consistenza del marmo.
Davo 6.5 Lavoro sporco e prezioso in mezzo al campo, si vede poco ma non per questo demerita: se la costruzione del Sarnico è spesso orientata sulle palle alte il merito è soprattuto suo. Governatore ombra.
Paletti 6.5 Partecipa all’azione del gol e nel complesso chiude la corsia di destra con discreta temperanza, per buoni tratti garantisce velocità e tecnica nei suoi passi, destreggiandosi bene sotto pressione.
Manessi 6.5 Statuario nel mezzo, sulle seconde palle è come un tornado che sradica ogni cosa al suo passaggio: i bergamaschi soffrono il suo lavoro di alta falegnameria, non era facile trovare il bandolo della matassa.
Mazzoccchi 7.5 Gol stupendo in voleé e grande apporto al settore avanzato, svaria vicino a Gouba ed è il primo violino dell’orchestra heavy metal di Bolpagni: peccato per l’acciacco, rimane un top player.
16’ st Daoudi 6 Entra col piglio giusto e si procura una punizione dal limite: la calcia male ma buon tentativo.
Mastrapasqua 6 A sinistra nella linea a quattro mediana, svaria molto e legge bene gli spazi a sua disposizione: partita di sacrificio in doppia fase, non ha modo di tirare fuori il coniglio dal cilindro: esce polemico con sé stesso o i tecnici non è dato sapere (20’ st Ettori sv, 36’ st Giarrusso sv).
Gouba 6.5 Bene se non benissimo, i suoi movimenti aprono voragini nella retroguardia del Sarnico e permettono ai suoi di pareggiare i conti: usa le sue lunghe leve tentacolari come clave anche se a volte insiste troppo nella giocata: potrebbe usare di più il fisico.
All. Bolpagni-Maccarinelli 6.5 La loro squadra ha una grande forza morale e anche stavolta l’ha dimostrato, non arrendendosi mai fino alla fine nonostante di fronte ci fossero giocatori di prim’ordine: possono ritenersi soddisfatti, difficile fare meglio del crescendo avuto nella seconda parte d’andata. La salvezza è ad un passo, miglior bresciana insieme al Franciacorta: passeranno un Natale sereno.

UESSE SARNICO

Betella 7 Non può nulla sul gol di Mazzocchi, è un capolavoro. Per il resto davanti a sé ha schermaglie ma mai veri e propri grattacapi nello specchio: compie il miracolo però su Gouba quando esce a valanga salvando il risultato, strepitoso intervento!
Ghezzi 6.5 Potrebbe giocarla con più calma, spesso sceglie la soluzione automatica del lancio lungo ma contro difese così fisiche e strutturate non sempre la cosa paga. Dietro combattivo.
Sardella 6 Non male la sua prestazione, diligente e collaborativo al punto giusto, stavolta non commette evidenti errori da matita rossa: la sua prova è stabile e concreta.
Bakalyar 6.5 Essenziale e pulito negli interventi, quando l’attaccante lascia la sfera di un solo centimetro lui gliela sfila elegantemente: bello da vedere.
Bettoni 6.5 Gestisce senza troppi affanni la retroguardia e non rinuncia a sportellare con Gouba: apprezzabile il suo agonismo. 
Gibellini 7 Su ogni pallone come un pitbull, in mezzo al campo è il deus ex machina della mediana di Pozzoni: bene la protezione della difesa, i contrasti e i duelli, il cavaliere biondo del Sarnico è lui.
Tosini 7 Vola come un razzo sulla sinistra, regala emozioni quando prende gli sci per tentare lo slalom gigante in mezzo alle statuine bresciane: porta luce con le sue accelerazioni. Nella ripresa esce cotto (30’ st Gianotti sv).
Cosenza 7 Subito sul pezzo con il gol del vantaggio, irrompe con grande tempismo e nel corso della sfida si prende buoni falli per alleggerire la squadra: nel complesso è tra i migliore per l’apporto costante garantito in mezzo e in difesa, quando evita pure il pari salvando sulla linea e compiendo il miracolo.
Rizzi 6.5 Soffre molto la fisicità dei difensori, potrebbe lavorare per prendere più falli perché spesso gli riesce difficile tener su la palla: viceversa quando può giocarla è molto veloce e dinamico, in quei frangenti crea molti problemi col lavoro di sponda (41’ st Cambiaghi sv).
Baldelli 8.5 Ci risiamo, eccolo sfrecciare e sverniciare il marcatore per l’assist del vantaggio, quasi giocasse con i Google Glass: visione pazzesca. Poi porta a spasso l’intera difesa bresciana prima di apparecchiare per il tocco sottomisura di Ursea: i suoi scarpini rossi meritano di calcare palcoscenici del suo livello. Imperatore.
Ursea 7 Buoni cross quando si decentra sulla corsia laterale per mettere dentro al compagno di reparto: quando Baldelli gli offre il passaggio per lui è come bersi il caffè, in un sorso tutta la gloria aspettata un’intera andata (40’ st Cavalli sv).
All. Pozzoni 8 Un voto a tutto l’arco dell’andata, alla finale del Cassera raggiunta, alla capacità di tenere unito un gruppo partito con tante fuoriuscite importanti all’inizio della stagione: oltre ad essere l’unico allenatore sulla terra ad aver piegato Guizzetti almeno una volta. Che dire, il Professore insegna e regala show pazzeschi dall’area tecnica: il panettone 2021 sarà di quelli col cioccolato dentro.

ARBITRO

Ripa di Brescia 6.5 Partita abbastanza semplice da amministrare, lo dicono i soli due gialli estratti e anche l’atteggiamento collaborativo e altamente corretto degli interpreti, al netto del giusto tasso agonistico impresso alla gara: sul taccuino dei cattivi solo i sarnicensi Bettoni e Cambiaghi dunque, poi Ripa annulla due reti ma fortunatamente non rientra fra i “protagonisti” della giornata. Bene così.

LE INTERVISTE

Al di là della sconfitta, il tecnico bresciano Girolamo Maccarinelli esprime tutto il suo appagamento per un’andata da incorniciare: «Prestazione ottima, giocato contro una signora squadra, che gioca al calcio e ha elementi molto validi come Baldelli, Tosini e Rizzi. Peccato per il secondo gol, una palla persa in disimpegno costataci carissima: è stato lo stesso errore che abbiamo commesso col Darfo. Però non ci siamo demoralizzati, su quello non ho nulla da rimproverare ai miei perché questa è una delle nostre caratteristiche, anche se a volte non è sempre facile recuperare». Circa la reazione della seconda parte invece: «Nella ripresa abbiamo avuto l’occasionissima con Ettori che purtroppo non l’ha calciata bene, peccato. Tanto di cappello comunque al Sarnico, una squadra davvero forte: il nostro campionato di certo non cambia». Il tecnico ha poi passato in rassegna i migliori dei suoi: «Bene Gouba davanti, anche Mazzocchi che ho cambiato per una botta ricevuta che gli dava fastidio, bene anche la nostra difesa che ha retto sulle palle alte. Noi stiamo crescendo costantemente dalla prima giornata e siamo contentissimi del lavoro svolto sin qui, siamo lì e sfruttiamo la pausa per ricaricare le pile e affrontare così il ritorno al meglio». Il tecnico chiude ricordando a tutti gli obiettivi d’inizio stagione, che devono essere settati sempre sul discorso salvezza benché la squadra navighi in alta classifica: «Primo obiettivo la salvezza, finché non c’è la matematica non mi sbilancio perché con la vittoria del Ciliverghe c’è sempre il discorso playout in ballo: dobbiamo mantenere i 5 punti di vantaggio. Questo l’importante, poi vedremo».

Soddisfatto della prova odierna il tecnico blues Mauro Pozzoni, il quale a caldo ha argomentato la sua analisi tecnica della gara così: «La Pavoniana è sicuramente una buonissima squadra, oltre ad essere in grande forma visto il pari ottenuto col Brusaporto la settimana scorsa - non di certo una passeggiata - e la vittoria fatta a Crema. Per cui vincere qua non era facile, considerando anche il fatto che il nostro portiere non mi pare sia ricorso a grandi parate. Ci hanno messo in difficoltà in qualche situazione, certo, anche perché uno dei nostri problemi è quello di mantenere alta l’attenzione lungo tutto l’arco della gara: al momento non ce la facciamo ancora». Il tecnico ha poi cercato di spiegare questo aspetto riguardante l’attenzione dei suoi, che forse ha in Baldelli una possibile spiegazione. Pozzoni: «Non credo ci sia un giocatore con le qualità di Baldelli in tutta la categoria, per cui è logico che quando lui va in affanno per stanchezza ne risente di conseguenza tutta la squadra. Di certo sono contento perché abbiamo ritrovato Ursea, assente per tutta l’andata e ritornato nel Cassera mercoledì: lui ci può dare una grossa mano». La pausa è accolta in riva al lago come un’autentica boccata d’ossigeno: «Per fortuna adesso arriva la pausa e vediamo di sistemarci un attimo per essere pronti al ritorno, perché come dico sempre, in questo campionato c’è una squadra sopra tutte mentre il resto se la gioca». Il tecnico esprime soddisfazione perché il cammino intrapreso dalla squadra non era di certo scontato viste le premesse iniziali. «Bisogna guardare - spiega Pozzoni - il punto di partenza di questa squadra per poterla giudicare correttamente: siamo partiti cedendo 3 giocatori ai professionisti, più avuta un’altra uscita. Per cui abbiamo dovuto reinventare tutta la linea difensiva. Sono ruoli delicati, che non ci si inventa da un giorno all’altro, per cui un plauso a chi sta adesso giocando come centrale perché si sta adattando bene». Chiude così il “prof”: «Siamo partiti per fare un buon campionato ma non era cosa scontata e al momento siamo lì, vedremo di fare altrettanto bene anche nel ritorno».

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