Cerca

Under 17 Élite

Angolo Statistiche, i migliori del girone d'andata: Sabili e De Leo svettano sul trono milanese, Baldelli rè il e della bergamasca

La media voto non mente (quasi) mai: Universal, Enotria e Uesse Sarnico si coccolano i propri baby gioielli

Angolo Statistiche, i migliori del girone d'andata: Sabili e De Leo svettano sul trono milanese, Baldelli rè il e della bergamasca

Da sinistra a destra: Marco Baldelli (Uesse Sarnico), Yassine Sabili (Universal), Lorenzo De Leo (Enotria)

I numeri. Scienza esatta per molti, oggetto misterioso per altri, strumento (quasi) infallibile per altri ancora. C'è poi chi, come noi, li utilizza come base di partenza per raccontare storie, nella fattispecie quelle del girone d'andata dell'Under 17 Élite. Questa volta niente Oscar o Top 11, solamente i numeri, utilizzati per capire chi sono gli mvp per media voto del girone d'andata: 7.5, 7.5, 7.4, ovvero le medie rispettivamente di Yassine Sabili, Lorenzo De Leo e Marco Baldelli. Una poltrona per due? No, un trono per tre: Universal, Enotria e Uesse Sarnico si possono coccolare i propri baby talenti, protagonisti di un girone d'andata da Oscar - giusto per rimanere in tema - e tra i favoriti per ripresentarsi in tale posizione anche al termine della stagione. 

Ma i voti, chi li dà? Da qui, magari anche giustamente, il dilemma che ormai da decenni si domanda il lettore medio di Sprint e Sport: ma i voti, esattamente, chi li dà? Rullo di tamburi: noi! Sì, esattamente, i voti li diamo noi e nessun altro. Il secondo quesito arriva però a ruota: ma se non siete sui campi, come fate a darli? Qui la situazione, almeno apparentemente, si complica: i voti, come detto, li diamo noi; tuttavia, non potendo essere presenti fisicamente su ogni campo della regione, abbiamo sviluppato negli anni un metodo per descrivere il più fedelmente possibile la stagione di una squadra, di un allenatore e ovviamente dei calciatori. Tramite le più svariate informazioni che ci arrivano dai campi, molto spesso fondamentali per capire effettivamente quale sia stato l'andamento di una suddetta partita, diamo la nostra valutazione che, nel bene o nel male, fa sempre in qualche discutere. Ma tornando a noi, continuando ad analizzare i numeri dell'Under 17 Élite, crediamo di averci preso abbastanza. Nel girone A il calciatore con la media voto più alta è il più rappresentativo della squadra attualmente prima in classifica, l'Universal, e capocannoniere indiscusso con undici gol all'attivo; nel girone B il discorso è lo stesso, visto che Lorenzo De Leo è il punto fermo dell'infrenabile Enotria e rappresenta anche l'unico ad aver raggiunto la doppia cifra nel raggruppamento; nel girone C la situazione è leggermente diversa, ma crediamo di non dire nulla di nuovo quando affermiamo che Marco Badelli rappresenti uno dei talenti più cristallini dell'intero panorama calcistico lombardo.

YASSINE SABILI

Totem: l'essere che un gruppo umano considera, in quanto antenato mitico, il proprio spirito protettivo. Questo il significato di tale termine secondo la Treccani, alla quale ci sentiamo di suggerire un nome ed un cognome precisi per fornire ai lettori dell'enciclopedia una visione più limpida di tale termine: Yassine Sabili. Dopotutto, quando metti a segno undici gol in undici partite, come puoi essere definito se non un totem? In questo caso il fantasista rappresenta lo spirito protettivo dell'Universal di Giuseppe Puleo, capolista nel girone A e squadra rivelazione dell'intera categoria. A suon di gol, assist e prestazioni monstre, il classe 2005 ex Como si è preso sulle spalle l'intera squadra e non ha alcuna intenzione di fermarsi. Per la felicità dello stesso Puleo, che può contare su un "tuttocampista" moderno e capace in entrambe le fasi, e dell'intero ambiente Universal, visto che può ora coccolarsi un diamante - seppur ancora grezzo - destinato a brillare.

Se possibile, ancora più di quanto fatto in passato, visto che il percorso che ha portato Sabili all'Universal è passato da una piazza storica per il calcio lombardo, ovvero Como. Tra le fila dei lariani ci rimane fino alla stagione 2019/2020, durante la quale è impiegato frequentemente nel campionato Nazionale di Under 15 Serie C. L'estate del 2020 passa all'Universal: dopo un anno di transizione, fatto di tanti allenamenti, altrettanti rimpianti e poco calcio giocato, sbarca alla corte di Puleo. È l'inizio del sogno. Nell'albero di Natale del tecnico ex Accademia Varesina, ovvero il 4-3-2-1 di Ancelottiana memorie, Yassine rappresenta Kakà: un giocatore capaci di strappi pazzeschi palla al piede, utile in zona gol ma anche nella fase di costruzione. Poi i numeri: 11 presenze, 895 minuti giocati, 11 gol, 4 rigori messi a segno, la media gol di 1 sigillo ogni 81 minuti e la media voto di 7.5. E siamo solo al giro di boa...

LORENZO DE LEO

Un po' Haaland, un po' Ibrahimovic, un po' Dzeko. Del primo ha lo strappo nel lungo, del secondo il predominio fisico, del terzo la capacità di dialogare coi compagni e di far giocare bene la squadra. Il tutto a servizio della sua Enotria, trascinata a suon di gol al primo posto in classifica. Qui subentrerebbe un altro paragone: quello con Cristiano Ronaldo. Il perché lo si evince dai numeri, visto che il classe 2005 si sta rivelando decisivo in egual modo il fuoriclasse portoghese lo è stato - con le maglia di club e della nazionale - nel corso della sua lunga, lungimirante e vincente carriera. Quelli del giovane rossoblù non lasciano spazio a equivoci: 11 presenze e 10 gol, tutti su azione senza alcun calcio di rigore. Basterebbe questo per descrivere l'utilità dell'ex Cimiano alla causa rossoblù, ma risulterebbe forse riduttivo: dopotutto, non è un caso il paragone con Dzeko. Così come il bosniaco ha fatto per anni con la Roma e sta facendo ora con l'Inter, De Leo si sta dimostrando utile non solo in zona gol - laddove è un fuoriclasse senza discussione - bensì anche nella costruzione della manovra. Pane per i denti di Ferraioli, il cui gioco - moderno e propositivo - è reso ben più efficace del centravanti.

Ricapitolando: un po' Haaland, un po' Ibrahimovic, un po' Dzeko e un po' CR7. L'ultimo paragone centra però poco con il calcio giocato, visto che riguarda il recente cambio di casacca avvenuto la scorsa estate, quando De Leo ha lasciato il Cimiano per sposare la causa Enotria. Qui la memoria porta al trasferimento di Robin Van Persie dall'Arsenal al Manchester United, o ancora quello di Emmanuel Adebayor sempre dall'Arsenal al Manchester City: due "volt face" che diventano di fatto tre con quello di De Leo, vista la rivalità che da sempre riecheggia tra la società di via Cazzaniga con quella di via Don Calabria. Tuttavia, la stagione che ha reso il classe 2005 il centravanti che conosciamo oggi risale ai tempi della Speranza Agrate, quando nell'Under 14 si rivelò un'autentica macchina da gol. 17 gol in appena 13 partite attirarono l'attenzione del Cimiano, che lo prelevò dai rossoverdi per fargli fare il definitivo salto di qualità. Così è, visto che tra le fila rossonere cresce sotto ogni punto di vista, fino a diventare pronto per il definitivo salto di qualità, nonostante quest'ultimo avverrà concretamente l'estate prossima, quando potrebbero esserci diversi club professionistici pronti a puntare su di lui.

MARCO BADELLI 

Avete presente quegli amori che non finiscono? Che fanno giri immensi, per poi tornare? No, non centra il celebre brano di Antonello Venditti, bensì la strepitosa - seppur giovane - carriera di Marco Baldelli, tornato al Sarnico nell'estate del 2020 dopo una parentesi al Brusaporto. Partiamo dalla fine, ovvero il girone d'andata da Oscar del fantasista blues: 11 presenze, cinque gol e un media voto pazzesca di 7.4. Tuttavia, ciò che i numeri non possono raccontare è l'importanza, sia per il carisma che per la personalità, che Baldelli ha avuto nel suo Sarnico: il valore inestimabile del fantasista riguarda poi anche il lato prettamente tattico, visto che il classe 2005 è il faro del 4-3-1-2 di Mauro Pozzoni. In poche parole, il valore di Baldelli va ben oltre i numeri, come dimostra poi la posizione in classifica del suo Sarnico, risalito con forza fino alla seconda posizione dopo un inizio zoppicante, almeno per quelle che erano le premesse.

Facendo un salto indietro nel passato di Marco, l'annata decisiva è il 2020: nell'estate dello stesso anno, dopo due stagioni passate al Brusaporto, c'è il ritorno al campo base, Sarnico. Un ritorno a casa dopo due stagioni vissute da assoluto protagonista, come dimostrato dalla valanga di gol messi a segno nell'Under 14. Il richiamo dei blues è però troppo forte, per questo la seconda avventura a Sarnico rappresenta la svolta decisiva nel suo percorso. Quale posto migliore di Sarnico per un baby fuoriclasse che, come sogno nel cassetto, ha quello di sfondare nel mondo del calcio? Magari ripercorrendo il percorso che, tra gli altri e ultimo in ordine di tempo, ha portato Luca Sardella all'Inter.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400