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Under 17 Élite

Lascia la Polizia di Stato per i campionati giovanili Regionali: l'obiettivo? Vivere di calcio

Il coraggio, la determinazione, il rischio: la storia di Giuseppe Puleo tra Sicilia, Valle d'Aosta, Varesina, Coverciano e Universal

Giuseppe Puleo

Giuseppe Puleo, ex poliziotto della Polizia di Stato attualmente tecnico dell'Universal Under 17, è tecnico Uefa C, Match Analyst professionista e sogna di vivere di calcio

Il coraggio di rimettersi in gioco, la voglia di cambiare vita, la fame di non accontentarsi e, soprattutto, un pizzico di follia. C'è questo e molto altro nella storia di Giuseppe Puleo, giovane allenatore dell'Under 17 Élite dell'Universal che, meno di tre anni fa, ha deciso di cambiare radicalmente la propria vita. Dalla Polizia di Stato ai campionati giovanili Regionali, passando per la gavetta nei Provinciali di Varese: oggi Puleo è in testa al campionato a pari merito con l'Accademia Inter di Beppe Bergomi, è un Match Analyst riconosciuto dalla FICG dopo il corso brillantemente superato a Coverciano nel giugno del 2019, ha il Patentino UEFA C ed è prossimo al raggiungimento del D che gli aprirebbe le porte del calcio dilettantistico per eccellenza, ovvero la Serie D. In poche parole, come le fondamenta sono alla base di un grattacielo, i piccoli step di Puleo sono il punto di partenza per il raggiungimento di un sogo: vivere di calcio.

DALLA SICILIA ALLA VALLE D'AOSTA

Messinese di nascita, valdostano d'adozione. L'approccio di Giuseppe Puleo al mondo del calcio è decisamente particolare, visto che a soli ventidue anni - dopo essersi trasferito in Valle d'Aosta a seguito dell'ingresso nella Polizia di Stato - inizia l'avventura in panchina. Apparentemente nulla di strano, se non fosse per il motivo che spinge il siciliano a voler fare l'allenatore nella vita: «Ricordo perfettamente quella sera. Dovevamo giocare una partita di un torneo speciale in Valle d'Aosta, nel quale partecipavano - oltre a noi Poliziotti - anche Carabinieri, Finanzieri, politici, militari eccetera. Io ero infortunato, dunque i miei compagni mi hanno chiesto di allenarli. Da lì è nato tutto: abbiamo vinto il torneo ai calci di rigore, con tanto di complimenti da parte dei miei compagni per le mie scelte tattiche e, soprattutto, per la motivazione che ho saputo infondere loro».

Giuseppe Puleo con la divisa della Polizia di Stato. L'attuale tecnico siciliano è entrato nell'arma ad appena diciotto anni a seguito della vittoria del concorso nazionale, abbandonandola poi nel giugno del 2019

DALLA VALLE D'AOSTA A CASTELLANZA

Come tutti gli amori che si rispettino, anche quello di Puleo per il calcio - in particolare per il ruolo dell'allenatore - nasce all'improvviso. Tanto che, appena trasferitosi a Castellanza (provincia di Varese) vista la volontà di riavvicinarsi alla famiglia, il tecnico siciliano iniza a distribuire curriculum a diverse squadre della zona: la chiamata giusta arriva dai Santissimi Martiri, dove inizia come secondo allenatore dei Giovanissimi 2000.

Appena arrivato in Lombardia ho mandato diversi curriculum via mail: la prima squadra a darmi una chance, che ringrazio, sono i Santissimi Martiri

«I due anni da vice allenatore - racconta Puleo - mi sono serviti per prendere confidenza con il ruolo, specie in un gruppo (i 2000, ndr) pieno zeppo delle cosiddette "teste calde". Dopodiché, dopo l'esonero del primo allenatore, sono stato promosso e da lì è partito tutto». Una prima piccola svolta per la carriera dall'allenatore del messinese, che da lì a poco avrebbe ottenuto risultati a dir poco sorprendenti prima del trasferimento alla Sommese e successivamente all'Arsaghese: «Nei due anni da primo allenatore ho raggiunto due quarti posti, inanillando dopo l'esonero un'ottima serie di vittorie consecutive. Dopo l'esperienza ai Santissimi Martiri è venuta la Sommese, visto che cercavo una squadra più vicina all'aeroporto dove lavoravo: ho passato un'ottima annata - prosegue Puleo - e poi è arrivata l'Arsaghese». La seconda svolta, questa volta ben più significativa, arriva proprio con il passaggio tra i biancorossi: tutto ha inizio con il biennio alla guida dei 2002, dopodiché è l'esperienza con i 2005 quella che gli vale la grande chiamata dalla Varesina.

SOGNO ARSAGHESE, OBIETTIVO VARESINA

«Nell'estate del 2019 ho viaggiato per quasi un mese per Olanda e Spagna. Una volta tornato, dopo la riconferma all'Arsaghese, mi sono ritrovato con pochissimi giocatori per affrontare il campionato Provinciale di Under 15. Tant'è - puntualizza il tecnico - che sono andato in giro per i parchi a reclutare ragazzi, questo non lo dimenticherò mai». Ma si sa, mai giudicare un libro dalla copertina: la stagione di Puleo sulla panchina dellUnder 15 dell'Arsaghese è a dir poco fantastica, il cui apice è stato raggiunto con il clamoroso 2-2 contro la corazzata Accademia Varesina, squadra che poi si sarebbe conquistata la promozione ai Regionali. Nel frattempo il nome di Puleo iniziava a rimbombare e non poco proprio nell'universo Varesina, tanto che l'allora dirigente rossoblù Bufano gli affida una panchina della seconda squadra della società di Venegono, ovvero l'Accademia Varesina. «La parentesi alla Varesina - prosegue il messinese - mi è servita soprattutto per il curriculum. Dopo un primo anno tra i Provinciali sono stato chiaro con la società, difatti gli ho chiesto una panchina Élite. Rimanendo aperto ad altre opzioni, è poi arrivata la chiamata dell'Universal».

Giuseppe Puleo in felpa Arsaghese, società con la quale ha vissuta un'annata a dir poco straordinaria alla guida dei classe 2005: rimane impressa l'impresa contro la corazzata Accademia Varesina (2-2)

GIUGNO 2019

Tra il biennio all'Arsaghese e l'avventura all'Accademia Varesina ci sono di mezzo tre mesi particolari per Puleo, specialmente giugno. È infatti l'estate del 2019 quando il messinese decide di fare un cambio alla nella propria vita: dice infatti addio Polizia di Stato per mettere anima e corpo per provare a raggiungere il suo sogno, ovvero vivere di calcio. Il primo step per raggiungere tale traguardo è quello di ottenere un Patentino da allenatore, un qualcosa per nulla scontato per chi come Puleo non ha collezionato i famosi "punti" giocando a calcio per anni a buon livello.

Appena pubblicati i risultati mi sono gettato sulla lettera P: c'era il mio cognome. Mi sono commosso molto e dall'eccitazione mi sono buttato in piscina pur non sapendo nuotare

«Volevo il Patentino e l'unica maniera per avere i requisiti per essere ammesso al corso era passare attraverso il diploma di Match Analyst professionista. Per questo ho deciso di fare domanda: sono andato fino a Coverciano di persona per consegnare la domanda di ammissione, una vera Odissea. Dopo qualche giorno - prosegue Puleo - è stato il momento dell'esame. Su oltre 1000 partecipanti ne ammettevano solamente 40: mi sono classificato terzo per punteggio». Tutto fatto? Macché, il difficile è arrivato dopo. Una volta ammesso al corso, Puleo ha dovuto sostenere un esame finale che consisteva «nel vedere per due volte una partita di calcio. Dopodiché abbiamo risposto a sessanta domande a quiz, prima di una relazione finale su ciò che avevamo appreso». Prova brillantemente superata dal siciliano, che dell'esperienza a Coverciano ricorda in primis un simpatico siparietto poco prima del test d'ingresso: «Poco prima di iniziare il test ero nel parcheggio con quattro o cinque ragazzi, tutti con tute di squadre professionistiche come Benevento, Perugia e Frosinone. Quando ho detto che io ero Poliziotto, mi hanno guardato sorridendo come a dire "questo sicuramente non è un nostro concorrente"». E invece...

UNIVERSAL E FUTURO

L'ultima e attuale tappa del percorso di Giuseppe Puleo è all'Universal. Il suo passaggio tra i giallorossi è stato ufficializzato la scorsa estate e oggi i suoi classe 2005 rappresentano una delle favole più belle dell'intera regione, tanto che hanno concluso il girone d'andata al primo posto assieme all'Accademia Inter. In poche parole, un percorso a dir poco eccitante, soprattutto per le premesse di inizio stagione: «In estate tutti ci davano per spacciati - commenta Puleo - ma io ci ho sempre creduto. Ero convinto che ci saremmo potuti salvare, ma mai avrei creduto ad un possibile primo posto. Questo va oltre anche il mio essere ottimista». Ma occhio a dire il tecnico sicialiano che i suoi 2005 si trovano in testa esclusivamente per fortuna: «Sorrido se sento parlare di fortuna. Prendo come esempio la partita contro la Masseroni, persa prendendo due gol da trenta metri dopo occasioni incredibili non sfruttate. Chiudo dicendo che la fortuna, se mai esiste nel calcio, ti può aiutare giusto un paio di partite, non un intero girone d'andata».

Uno scatto di Giuseppe Puleo sulla panchina dell'Universal in una match di questa prima parte di stagione, conclusa con un grandissimo primo posto in coabitazione con l'Accademia Inter di Beppe Bergomi

«Una delle poche cose che so è che non puoi passare da Provinciali a Nazionali, bensì bisogna mettersi in mostra nell'Élite». Tutto riassunto in una frase: dalla determinazione alla chiarezza di idee, passando per gli obiettivi futuri. Il presente di Puleo è a tinte giallorosse, ma per il futuro mai dire mai: «Credo di star facendo un buon lavoro in Élite, dunque sono convinto che qualcuno possa notarlo. Magari qualche società professionistica della zona, un po' come Pro Patria e Renate». Nel frattempo il tecnico siciliano collabora con varie squadre di Serie D come Match Analyst, dedica anima e corpo alla sua Under 17 e, nonostante attualmente non possa garantirsi una cosiddetta "vita agiata", sta lavorando per fare del calcio il suo lavoro: «Voglio vivere di calcio e nel mio piccolo ci sto riuscendo. L'obiettivo è arrivare ad alti livelli, non tanto come Match analyst quanto come allenatore, vedo questo nel mio futuro».

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