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Under 17

Per vincere il titolo bisogna aspettare il Giudice Sportivo: il fatto della settimana

Ospiti non presentati, per la Baranzatese di Monterosso ora si attende l'ufficialità prima di preparare le Fasi Finali

Baranzatese Under 17

La squadra al completo della Baranzatese Under 17, accompagnata dallo staff

Manca poco, ma è (praticamente) scritto: la Baranzatese Under 17 è la vincitrice del girone C. In mattinata, infatti, si sarebbe dovuto disputare il match contro l'Osal Novate. Match che, però, non è avvenuto in assenza degli ospiti. L'ufficialità deve ancora arrivare, ma con due gare da disputare la Baranzatese può già sorridere e festeggiare.

LO STAFF

A guidare l'Under 17 è il tecnico Raffaele Monterosso, nonché Responsabile del settore giovanile e scolastico. Sul traguardo raggiunto, Monterosso racconta: «Ce lo aspettavamo sin dall'inizio. Tutto è partito perché il presidente Martino Mosconi, una persona di calcio ex-Aldini già qui da qualche anno, mi ha chiamato e da quest'anno sono in società. L'ambiente è davvero famigliare, ci hanno messo nelle condizioni di lavorare davvero bene, gli spazi e gli strumenti rendono tutto più facile. Questo gruppo qui lo conosco da 3 anni, sono stati penalizzati dalla pandemia. Quest'anno, per fortuna, è filato tutto liscio. Io, personalmente, ero pienamente convinto di avere una squadra pronta e capace di vincere il girone. È normale che adesso sinceramente non ci vogliamo accontentare. Vogliamo almeno arrivare alla finale per i Regionali, in modo che le squadre che vengono a seguire abbiano la strada più spianata. I 2006 sono primi, potremmo riuscire a fare una filiera giusta. In zona abbiamo concorrenze incredibili: Alcione, Club Milano, Lombardia Uno, Aldini, Accademia Inter; vincendo, potremmo riuscire a farci un nome diverso e crescere. C'era l'entusiasmo, ma speriamo che vada tutto bene perché abbiamo l'ambizione di andare ai Regionali». Raccontando un po' la sua storia, Monterosso specifica: «Ho fatto 26 anni in Aldini, dove ho fatto 11 finali lombarde e ne ho vinte 8, 4 finali italiane e ne ho vinta una, la quinta non l'ho fatta per sorteggio. Ho fatto un anno in Accademia, finali perse ai rigori. Poi ho fatto quasi tre anni al Sempione, anche perché da piccolo giocavo lì. Ho sposato il progetto Baranzatese e ne sono davvero contento». Parlando proprio della società, il responsabile racconta: «Non pensavo di trovare una società così, sana e seria, con tante persone che collaborano. Noi stessi conoscevamo già dei dirigenti e ci troviamo proprio bene. Nel calcio sono importanti i risultati: la prima squadra è prima, noi, i 2006 e i 2008 sono primi, dei 2007 non avevamo neanche un giocatore e ora siamo terzi. La pre-agonistica so che va bene, di conseguenza è veramente bello vedere che in un anno la società ha fatto tutto ciò. Nonostante le mie esperienze in società di altro livello, è davvero bello vivere quest'esperienza perché ti dà altre motivazioni in più».

In foto: Il tecnico e responsabile Raffaele Monterosso

Proseguendo all'interno della grande macchina della Baranzatese, il preparatore dei portieri Massimiliano Chiti che, come il tecnico, conferma: «C'erano subito i presupposti. Già eravamo superiori a tutti, senza presunzione. Lo dimostrano i risultati, siamo sempre stati in superiorità numerica. Ho quattro portieri, mi trovo bene e si lavora bene, l'impegno c'è e i risultati si vedono. Misurelli è un bravo portiere, soprattutto con i piedi molto bravo. È per lui il primo anno, io sono qui invece da 16 anni. Ottimo ragazzo, ha voglia di lavorare, si impegna e per me è una grande soddisfazione. Vincere vorrebbe dire coronare un lavoro che ci mettiamo ogni giorno. Grazie a Monterosso e lo staff che abbiamo siamo cresciuti davvero, si vede perché abbiamo 17 squadre e abbiamo fatto davvero un salto». 

In foto: Il preparatore dei portieri della Baranzatese, Massimiliano Chiti

Proprio il portiere Simone Misurelli, parlando del campionato, racconta: «Abbiamo capacità che altre squadre non hanno, sin dall'inizio l'abbiamo dimostrato. Abbiamo un bel gruppo, dirigenti e società che ci aiuta e supporta. All'inizio abbiamo capito che era un po' complicato per alcuni rivali, come l'Ardor, è sempre stato un bello scontro diretto. Il nostro obiettivo era questo, ora dobbiamo pensare alle finali e giocarci i Regionali. Possiamo migliorare, forse ci manca un po' il carattere ogni tanto. Certi elementi, molti, sono un po' delle teste calde, possiamo migliorare in attacco, bisogna comunicare più tra di loro. Parlando di me, invece, ho fatto un salto in basso, prima giocavo all'Aldini e Accademia Inter. Posso fare meglio e raggiungere grandi obiettivi, c'è la speranza di avere un bel futuro. Su me stesso, dovrei conversare più in campo e fare ancora più gruppo».

In foto: Il portiere della Baranzatese Simone Misurelli

La spalla destra di Monterosso, Umberto Piccinni, co-responsabile del settore giovanile e scolastico racconta: «Abbiamo esperienza e lavoriamo insieme, eravamo sicuri di vincerlo. Abbiamo sposato il progetto del presidente, dovevamo avere una squadra competitiva e capace, ce la giocheremo alle finali ma penso ce la faremo. Su questo gruppo non avevamo dubbi. Veniamo da una realtà diversa, siamo ex-Aldini e Sempione, poi per varie vicende ci siamo trovati qui. Abbiamo sposato il progetto ed eravamo consapevoli di vincerlo. Conosciamo i gironi dei provinciali, il gruppo che abbiamo noi non lo hanno nemmeno i professionisti a livello di preparatori atletici, secondo preparatore, preparatore dei portieri. Abbiamo esperienza, io ho fatto l'osservatore all'Inter, Milan, valorizzato tanti ragazzi che ad oggi giocano anche in Serie A. Sono nato all'Aldini come giocatore, poi ho fatto esperienza come allenatore e direttore sportivo all'Aldiniana, vincendo campionati con l'anno in meno nei Regionali. Poi sono andato all'Afforese, Sempione per due anni con Monterosso e dopodiché sono venuto qui a Baranzate. Importantissimo per noi e per la società sono i Regionali, ora mancano le finali».

In foto: Umberto Piccinni, co-responsabile del settore giovanile e scolastico

In chiusura, il preparatore atletico Piero Vinago racconta la sua figura all'interno della società e, soprattutto, la corretta mentalità da usare: «La mia deformazione da giocatore era che ero troppo generoso. Credo di dare molto agli altri con grande generosità. Oggi bisogna conoscere anche l'asse parentale dei ragazzi che, ovviamente, influenza i giocatori; noi tecnici, allenatori e motivatori dobbiamo entrare anche in quella sfera. Nel calcio è così, un giocatore può essere bravo ma ha bisogno di qualcuno che lo motivi nel modo giusto. Se i puzzle riescono ad essere integrati, i ragazzi la vivono meglio. Noi siamo soltanto 8 ore con i ragazzi, sono poche rispetto ai professionisti. Bisogna mettersi in gioco, essere empatici con i ragazzi e seguirli. Io e Monterosso ci completiamo, spesso mi dice che sono troppo pesante...e lo so! Però poi sono sicuro che quei 7/8 elementi mi seguono. Non vinco? Ma ho lasciato qualcosa ai ragazzi che si porteranno dietro. Ho fatto un master in Psicologia dello sport che mi ha cambiato la vita, in cui parlavamo di performance in ogni sport, non solo nel calcio. Questo ancora oggi: a parte il mio mantenimento fisico, l'attività sportiva deve essere oggi strutturata a tutti i livelli. Devi essere bravo a lavorare in staff, sono un preparatore e allenatore, ho una bivalenza che mi ha dato il mio vissuto. Con Monterosso mi conosco dall'Aldini, ai tempi in cui eravamo campioni d'Italia. Sono una persona umile, sono un comunicatore, sono venuto qui per Monterosso e con il presidente; è un grande uomo di calcio, siamo qui per crescere, io non guardo la categoria. Non c'entra il nome, ma il progetto. Stiamo facendo bene, dobbiamo arrivare infondo e fare queste finali. Ce la giochiamo, speriamo che finisca bene. Sono felice di essere oggi sul campo, apprezzato e amato da molti ragazzi».

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